Prato, Gonfienti diventerà parco archeologico

Prato, Gonfienti diventerà parco archeologico

26 Novembre 2016 0 Di Miranda Parrini

Nell’anno 2018 diventerà un parco archeologico museale l’antica città sepolta sotto l’interporto di Prato che nel 1997 è  stata tra le più importanti scoperte archeologiche degli ultimi decenni.

Fondi della Regione per l’antica città etrusca di Gonfienti

Con un contributo di 3 milioni di euro della Regione Toscana, nell’ambito degli interventi e operazioni di salvaguardia e di valorizzazione culturale previsti dall’intesa con il Mibact (ministero dei Beni culturali), nel 2018 l’antica città etrusca arcaica di Gonfienti di Prato, scoperta nell’anno 1997 nel Parco della Piana nel comune di Prato, diventerà un parco archeologico, la gestione prenderà ufficialmente il via nell’anno 2020.

Già nel 2016 si concretizza, con l’acquisizione preventiva al patrimonio pubblico degli scavi e del Mulino, che con l’accordo di valorizzazione per la costituzione del Sistema museale regionale e per la valorizzazione e promozione dei beni culturali in Toscana, siglato a maggio scorso rinsaldando la collaborazione fra Ministero e Regione, che definisce la comune strategia a favore dell’area archeologica, dopo tanti anni di attese, perché il Comune, da solo, non avrebbe potuto tutelare e valorizzare quest’area.

Con l’anno prossimo, nel 2017, verrà redatto il Piano strategico di sviluppo culturale e la sua approvazione da parte della Regione e del ministero, mentre proseguiranno gli scavi, il restauro, la manutenzione e la regimazione idraulica dei terreni.

Invece l’anno 2018 vedrà il completamento dell’acquisto del Mulino, e mentre gli scavi vanno avanti verrà costituito il parco archeologico.

Nel 2019 verranno inglobati i terreni che ricadono nella competenza del Comune di Campi Bisenzio per poi arrivare finalmente nel 2020 alla gestione ufficiale del parco archeologico.

Le prospettive di sviluppo sotto l’aspetto culturale, che l’area di Gonfienti può offrire, sono veramente notevoli, vista l’ importanza e la grandezza di quest’area archeologica che testimonia la presenza degli Etruschi nella zona.

L’antica città sepolta è venuta alla luce nel 1997 durante la costruzione dell’Interporto della Toscana centrale e, dopo le indagini da parte della Soprintendenza della Toscana, tutta l’area di Gonfienti è stata dichiarata patrimonio archeologico nazionale.

E’ stato anche ipotizzato che questa antica città avesse avuto una grande importanza strategica per la sua dislocazione geografica, denominata l’antica Via del Ferro degli Etruschi, per il percorso fluviale ed il valico appenninico, percorsi che gli Etruschi utilizzavano per trasportare il ferro proveniente dall’Elba, dal porto di  Pisa allo scalo adriatico di Spina.

Negli anni dopo il ritrovamento del sito Gonfienti,  gli scavi degli archeologi proseguirono individuando una Domus di straordinarie dimensioni, con all’interno preziosi reperti tra cui la ceramica attica della “coppa, o kylix di Douris”, famoso artista greco che risale al 475 a.C. a cui è stato attribuito l’esemplare artistico prestigioso con le decorazioni che raffigurano scene tratte dal mito greco delle discesa del Piritoo all’Ada, un episodio dei poemi narrativi del ciclo di Teseo.

Il sito archeologico di Gonfienti è di circa 13 ettari e per ora solo una minima parte è stata scavata, nelle immediate vicinanze della città, gli archeologi hanno ritrovato preziose testimonianze dell’età del bronzo con il rinvenimento di manufatti in terracotta di straordinaria bellezza, probabilmente si tratta della civiltà Terramare, popolazioni dell’età del bronzo che si erano organizzate in città, nel 1735 a pochi chilometri da Gonfienti, fu rinvenuto l’offerente bronzeo di Pizzidimonte, oggi conservato presso il British Museum di Londra.