Primarie Pd. A dieci giorni dal 3 marzo Richetti manda l’alleato Martina a cagare

Primarie Pd. A dieci giorni dal 3 marzo Richetti manda l’alleato Martina a cagare

21 Febbraio 2019 0 Di Marino Marquardt

Meno dieci. Sono i giorni che mancano alle primarie del  Pd. Si sfideranno il Governatore del Lazio Nicola Zingaretti, il Segretario uscente Maurizio Martina e l’ondeggiante post radicale Roberto Giachetti. Un rito, questo delle Primarie, che potrebbe favorire l’apertura di nuovi scenari.

Gli imbarazzi degli orfani renziani

Nuovi scenari a cominciare dagli equilibri interni al Nazareno. Previste le conversioni al nuovo corso, scontati i salti sul carro del vincitore degli orfani renziani. Oggi costoro vivono nell’imbarazzo, temono di sbagliare il cavallo su cui puntare.

Con il loro Leader in disgrazia anche per questioni familiari, i renziani cercheranno di assicurarsi il futuro correndo alla corte del Vincitore. Sarà Lui, infatti – il Vincitore – ad avallare le liste per gli appuntamenti elettorali da venire. E un buon posto in lista è vitale per quanti hanno fatto della politica mestiere.

La furia di Richetti

Frattanto – a dieci giorni dal 3 marzo, giorno fatale per i destini degli inquilini del Nazareno – si sono registrate scintille nell’entourage di Martina. Mattei Richetti è andato via sbattendo la porta. “L mozione è finita, anzi Martina vada a cagare”.

Richetti con un messaggio inviato nella chat dei suoi sostenitori spara a zero sul candidato alla segreteria del Pd e segretario uscente Martina con il quale – teoricamente – correva in ticket.

Lo sfogo di Richetti è durissimo e spietato. Tutto nasce dalla composizione dell’assemblea nazionale dopo il voto dei circoli. Dice Richetti: “Non minimizzo la questione delle liste, per me la mozione è finita, le primarie sono un fatto accidentale”. Per cui invita i suoi a votare anche altri. Richetti liquida: “Martina può andare a cagare domattina: ha preferito i Lotti e i De Luca”.

Parole che sono pietre.

21/02/2019  h.11.00.