Primarie Pd, è il gazebo-day. Per Renzi successo bonsai

Primarie Pd, è il gazebo-day. Per Renzi successo bonsai

30 Aprile 2017 0 Di Marino Marquardt

Primarie Pd, si vota dalle 8 alle 20. Prevista una bassa partecipazione dei cittadini al voto.

Primarie Pd, è il giorno dei gazebo

Per la scelta del Segretario si voterà dalle 8 alle 20. Risultato scontato, oggi Matteo Renzi si riprenderà quel Partito che aveva già governato per tre anni, quel Partito sintesi di due nobili forze politiche del passato oggi ridotto a bottega di giovani arrivisti carrieristi e a garage di vecchi sempreinpiedi disponibili a qualsiasi svolta pur di restare a galla. Come certe scorie organiche che nelle zone più inquinate del Paese si vedono nuotare nei fiumi o nel mare…

Inutile dire che l’interesse degli osservatori sarà calamitato soprattutto dall’entità della partecipazione dei cittadini al voto e non dal risultato visto che questo è dato per già acquisito dai sondaggi: primo l’ex Capo Scout protagonista dei Mille Giorni in allegria a Palazzo Chigi, secondo il ministro della Giustizia Andrea Orlando sponsorizzato da Giorgio Napolitano e relativa corte di fedelissimi, terzo il governatore della Puglia Michele Emiliano, quello che strizza l’occhio al M5s.

Un risultato che col minimo sforzo avrebbero potuto stravolgere Quelli del No soltanto se le varie parrocchie ad essi collegate si fossero singolarmente organizzate per portare voti ad Emiliano, il meno compromesso dei tre nelle devastazioni sociali del passato governo, quello a trazione renziana. Sarebbe stata una operazione compiuta nel totale rispetto delle strampalate regole di queste Primarie.

Detto ciò dal numero dei cittadini che si recheranno ai gazebo e dalla percentuale di voti che si registrerà a favore dell’ex Segretario-premier, sarà possibile ricavare utili indicazioni.

Si avrà la fotografia dell’attuale sentiment degli elettori dem verso il Partito rispetto al passato; attraverso un semplice raffronto di numeri si potrà comprendere cosa resta dell’originario appeal elettorale di Renzi.

Un esempio: un milione di elettori che finirebbero con l’esprimere una percentuale di voti pari a circa il 65/70 per cento del totale a favore dell’ex Segretario-premier significherebbe che il medesimo oggi potrebbe contare soltanto tra i 650 e i 700mila fedelissimi fans. E le primarie notoriamente sono roba per fedelissimi… 650/700mila irriducibili renziani, dunque secondo le previsioni dettate dai sondaggisti. Un po’ pochini rispetto agli scorsi trionfi.

Intanto, in attesa dei risultati ufficiali un fatto però è già chiaro: considerando il contesto e le incertezze sulla legge elettorale, la vittoria bonsai di oggi non consentirà all’ex Capo Scout di governare né di distribuire più le carte a proprio piacimento. Dovrà scendere a compromessi e – perché no – dovrà talvolta abbassare i fino a ieri sempre in alto sguardi e capo, secondo la migliore tradizione posturale dei bulletti di provincia…