Primarie Pd, i candidati non sanno cosa fare da grandi. Bufera tra i 5S

Primarie Pd, i candidati non sanno cosa fare da grandi. Bufera tra i 5S

07 Febbraio 2019 0 Di Marino Marquardt

Primarie Pd, sono in tre ad aspirare alla prima poltrona del Nazareno. E sono in tre – Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti – a non aver ancora deciso cosa fare da grandi. Eppure età ed esperienza che li metta in condizione di scegliere non mancano loro.

Zingaretti, Martina e Giachetti contro tutti. Ritorna la vocazione renziana a cibarsi di pop corn…

Tre briganti tre somari, cantavano in Rinaldo in campo Domenico Modugno, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Chissà perché il refrain mi ritorna in mente. Coincidenze…

Vogliono fermare i sovranisti, dichiarano i berlusconiani avversari di sempre, e dicono mai col M5s. E’ il coro dei Tre, d’accordo nel proporsi nei panni degli analfabeti della Politica alla sempre più disaffezionata clientela. E d’accordo nel non sapere quale ruolo assegnare al Pd.

I Tre – nel momento in cui escludono ogni sorta di intesa – si autocondannano anch’essi a mangiare pop corn. Così come decise di fare dopo il 3 marzo scorso l’ex Capo Scout, l’Aquila di Rignano sull’Arno. E’ la legge del proporzionale!

Né i voli pindarici di Carlo Calenda potrebbero allontanarli dall’isolamento. Così come non potrebbe rimetterli in gioco il teorema secondo il quale bisognerebbe recuperare gli elettori disertori di Sinistra, quelli che da tempo  – delusi – preferiscono alle urne il mare o le gite in campagna nelle domeniche in cui si vota.

Zingaretti, Martina e Giachetti non sanno ancora cosa fare da grandi. Frattanto in attesa che decidano i cittadini sanno bene cosa fare – cioè non votarli – fino a quando non recupereranno il lume della ragione politica.

Cinquestelle sull’orlo del precipizio mentre Berlusconi sogna…

Sono intanto sull’orlo del precipizio i Cinquestelle.

Sull’autorizzazione a procedere contro il socio di Governo Matteo Salvini il M5s si gioca l’anima. E già le capriole a cui stanno dando vita Luigi Di Maio & C. rappresentano un tradimento verso se stessi e i cittadini che li hanno sostenuti.

Il M5s è tentato dal suicidio, l’effetto-poltrona ne sta minando la tenuta morale. Beppe Grillo – in passato solerte Garante del Movimento – tace. E la base è in fermento. Accade quando la chiarezza delle scelte è offuscata dai giochi di Palazzo. Sempre uguali, sempre gli stessi…

Intanto l’Immarcescibile di Arcore gode. Dopo la rimpatriata a tre tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni dalle parti di Arcore si spera che da cosa possa nascere cosa…

Champagne!!!

07/02/2019   h.15.40