Primarie Pd. Stravince Matteo Renzi, perdono gli strateghi dei vertici M5s

Primarie Pd. Stravince Matteo Renzi, perdono gli strateghi dei vertici M5s

01 Maggio 2017 0 Di Marino Marquardt

Primarie Pd, Renzi stravince il confronto con Emiliano e Orlando. La riconferma alla segreteria dell’ex premier mette a nudo l’immaturità strategica del M5s.

Primarie Pd, stravince Matteo Renzi

Smentite le previsioni della vigilia anche grazie al pilatesco atteggiamento degli strateghi del M5s e di quelli degli ex Comitati del NO, Matteo Renzi ha stravinto le Primarie Pd e ora si prepara nuovamente a dare le carte sul tavolo della politica italiana.

Una vittoria, questa dell’ex Capo Scout, che impone riflessioni ai Cinquestelle spettatori amorfi di una partita nella quale avrebbero potuto giocare un ruolo determinante.

Con effetto ovviamente opposto a quello giocato da berlusconiani e da gente di centrodestra che ieri si è recata ai gazebo per votare Renzi.

Molti osservatori – compreso il sottoscritto – si attendevano che partisse dal Blog di Beppe Grillo l’ordine di scuderia di recarsi in massa ai gazebo (le Primarie – come è noto – sono aperte a tutti i cittadini) per votare Michele Emiliano o Andrea Orlando al fine di ostacolare il successo di Renzi.

Ciò non è accaduto. E dire che si sarebbe trattato di segnare – usando la metafora calcistica – un rigore a porta vuota…

Un comportamento che nei maligni potrebbe far sorgere il sospetto di partita truccata tra Matteuccio e Beppe Grillo.

Del resto già in precedenza il confermato Segretario del Pd fu destinatario di un regalo di Grillo.

Il cadeau con la testa di Pierluigi Bersani fu consegnato al Giovanotto all’indomani dell’ormai famoso streaming tra l’ex leader del Pd e i debuttanti 5stelle Roberta Lombardi e Vito Crimi.

E più indizi – recita la vulgata – alla fine possono formare una prova… Che sia tutto un gioco delle parti?

 

Movimento 5 stelle strategicamente immaturo

Al di là dei cattivi pensieri resta il fatto oggettivo che ancora una volta il M5s si è confermato soggetto politico strategicamente immaturo.

E ciò costituisce una grave carenza e un grave handicap soprattutto in considerazione di un probabile successo alle prossime elezioni politiche.

Il dubbio – dopo l’ennesima dimostrazione di immaturità strategica – è che i vertici pentastellati non riescano a gestire il probabile successo elettorale e che di conseguenza lascino il timone del governo nelle mani di Renzi e di Silvio Berlusconi.

Il tutto tra gli osanna degli acefali attivisti pentastellati che così avrebbero modo di celebrare la propria “illibatezza” politica.

Sarebbe uno spettacolo desolante e di immensa tristezza per quanti avevano riposto speranza e fiducia nel M5s.

E sarebbe deprimente vedere acclamanti quanto sciocchi tifosi 5 stelle festeggiare l’inutile vittoria e la rinuncia a governare in nome dei dogmi e dei principi grillini sull’altare dove l’isolazionismo assume un valore sacrale.

L’auspicio è che i Capi pentastellati trovino senno e maturità politica.

Detto ciò Renzi cerchi di contenere l’entusiasmo. I voti veri, quelli che contano, sono quelli che esprimono le urne in occasione di consultazioni elettorali amministrative o politiche.

Le Primarie Pd sono state un affaruccio di bottega per stabilire chi comanda nel Partito. Un affare di famiglia deciso da parenti, amici e cumparielli.

Già l’11 giugno con le amministrative lo scenario cambierà e svanirà il ricordo del 70 per cento farlocco di consensi personali.

E poi seguiranno le elezioni siciliane, la Finanziaria lacrime e sangue e le Politiche della prossima primavera. Un percorso tutto in salita.

Chissà perché mi torna in mente Il Sabato del Villaggio di Giacomo Leopardi:

“Godi, fanciullomio, stato soave, Stagion lieta è cotesta. Altro dirti non vo’; ma la tua festa Ch’anco tardi a venir non ti sia grave”.