Primo: salvare pagnotta e poltrona. Le convulsioni nel M5s e le finte di Renzi non uccideranno la Legislatura

Primo: salvare pagnotta e poltrona. Le convulsioni nel M5s e le finte di Renzi non uccideranno la Legislatura

29 Gennaio 2020 0 Di Marino Marquardt

Salvare la Pagnotta e la Poltrona. E’ il primo Imperativo Categorico, è il primo Comandamento che guida l’attività di Quanti siedono in Parlamento. Un Comandamento che mette Tutti d’accordo, dai più Ringhiosi dell’Opposizione ai più Dialoganti della Maggioranza.

E proprio alla luce di questo Imperativo, nelle analisi del Dopo-Voto fanno ridere Quanti ipotizzano una scissione nel M5s, una scissione addirittura in tre parti: Quelli del “Né né” che insistono sul neutralismo, Quelli che guardano a Destra e Quelli che sorridono alla Sinistra.

Tranquilli, non accadrà niente. I vari Di Maio, Di Battista, Patuanelli e compagnia bella sanno bene infatti che una implosione del M5s potrebbe preludere a una crisi di Governo e ad una eventuale fine anticipata della Legislatura. Un rischio enorme per Quanti già vivono l’incubo di finire sul lastrico a fine Legislatura.

Jacovelle senza costrutto, dunque, quelle in atto nel M5s. Per non morire, per non essere inghiottiti nel gorgo dell’Irrilevanza dovranno allearsi col Pd. Piaccia o non piaccia a Luigi Di Maio, piaccia o non piaccia ad Alessando Di Battista, piaccia o non piaccia ai Sacerdoti del “Né Né”

Stesso discorso per Matteo Renzi, per i Suoi Fedelissimi e per i Berlusconiani in cerca d’Autore. Il Fantasma della disoccupazione e la paura di finire sulla strada li insegue. Angoscia che toglie il sonno soprattutto dopo il taglio del numero dei Parlamentari e in previsione dello scontato esito del Referendum in materia.  Costretti ad elemosinare visibilità, ricorrono a iniziative estemporanee, mettendosi di traverso cercano di fornire la dimostrazione delle rispettive esistenze. Ma niente paura, per quanto detto si guarderanno bene dal fare sgambetti al Governo che potrebbero mettere a rischio la Legislatura.

Soltanto fumo – dunque – la nebbia che produce il Discolo di Rignano sempre più nelle vesti di Disturbatore Seriale.

Detto ciò, sono avvilenti le posizioni di Quanti tra i Cinquestelle rilanciano la linea della neutralità.

La lezione dell’Emilia-Romagna evidentemente non è bastata. Costoro – politicamente analfabeti – non hanno capito che in un quadro politico bipolare bisogna scegliere da quale parte stare. Accecati dalla strampalata Bibbia Grillina, non si sono neanche accorti – i Ragazzi Pentastellati – che non hanno più il seguito che li autorizzi a sognare l’Avventura del “da Soli al Comando”, il Sogno delle Origini infrantosi contro la Forza dei Numeri che – dopo il trionfo elettorale del marzo 2018 – li costrinse prima a siglare il contratto con la Lega e poi a stringere l’accordo col Pd dopo la capriola di Matteo Salvini sotto il sole del Papeete.

Detto ciò, è proprio vero: l’esperienza non sempre insegna. Sotto le Stelle c’è ancora Chi non è in grado di distinguere tra Destra e Sinistra, tra Lega e Pd derenzizzato. Sono i Frutti malati e insapori della Piattaforma Rousseau…

Ps. Nota per gli Ortodossi della Lingua Italiana. Nella stagione in cui si tende ad inibire e a limitare l’uso delle Maiuscole, vado controcorrente. E chiarisco: le Maiuscole presenti nel testo non contemplate dal corrente galateo linguistico sono volute, esse rappresentano una licenza grafica dell’Autore e intendono conferire la giusta importanza al ruolo della parola attenzionata dalla maiuscola.

29/01/2020    h.17.50