Professioni: primo via libera alla riforma degli Ordini. Per i giornalisti, storico passo avanti
04 Agosto 2026Il Senato ha aprovato la delega al governo per la riforma degli ordinamenti professionali: a favore hanno votato 81 senatori, nessuno contrario, gli astenuti sono stati 50 astenuti. Il disegno di legge passa ora alla Camera. Le opposizioni hanno preannunciato l’astensione.

Il provvedimento, varato dal Consiglio dei ministri il 4 settembre 2025, è firmato dai ministri del Lavoro e della Giustizia, Marina Calderone e Carlo Nordio e delega il governo a riformare gli statuti di 15 categorie professionali coinvolgendo quasi 700 mila professionisti: agrotecnici, architetti, giornalisti, assistenti sociali, consulenti del lavoro, dottori agronomi e forestali, geologi, geometri, ingegneri, periti agrari, periti industriali, spedizionieri doganali, consulenti in proprietà industriale e tecnologi alimentari. Per i giornalisti italiani è sicuramente un passo avanti.
“Importante passo avanti “: Carlo Bartoli Presidente Ordine dei Giornalisti
“Sono 63 anni che i giornalisti sono ancorati a norme professionali ormai superate, se si escludono i principi generali che restano sempre validi”, ha commentato Carlo Bartoli, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti. Il Ddl delega può essere un strumento per dare alla professione e ai cittadini un quadro di regole che consenta al sistema dell’informazione di affrontare efficacemente le sfide di oggi e di domani. “Condividiamo l’impianto della legge delega – ha aggiunto Bartoli- e auspichiamo tempi rapidi per il passaggio alla Camera. Poi ci sarà da approntare i decreti attuativi, che rappresenteranno il cuore della riforma e che dovranno definire gli aspetti specifici di ogni professione. È lì che si vedrà la volontà di rendere quella dei giornalisti una professione moderna, autonoma e al passo dei tempi.”Le opposizioni si sono astenute principalmente perchè ritengono che la riforma non vada fino in fondo su precariato, abusivisimo e bassi compensi, fenomeni che colpiscono i professionisti più giovani. Rilievi condivisibili che potranno essere definiri meglio nei regolamenti attuativi. Una porta aperta per il miglioramlento e il riconoscimento del ruolo sociale degli Ordini: non casta, ma espressione organizativa.
Ordini, Enti di diritto pubblico
Gli Ordini restano enti pubblici non economici per tutelare gli interessi della collettività che si avvalgono delle loro prestazioni. È un concetto molto ampio, quanso sir iferisce per esempio a categorie come giornalisti, geologi, assistenti sociali che agiscono anche senza incarichi diretti. Gli Ordini professionali sono garanzia di qualità e di trasparenza. Il testo della legge valorizza il ruolo delle professioni professioni e tramite i decreti attuativi, dopo il voto derlla Camera, dovrà stabilire anche le forme di accesso alle professioni. Previsto, infatti, l’esame di abilitazione anche se sdovorebbero essere fatte salve le disposizioni in materia di titoli universitari abilitanti.


