Ciad, Onu e Ue si attivano per l’emergenza malnutrizione

Ciad, Onu e Ue si attivano per l’emergenza malnutrizione

21 Novembre 2016 0 Di Redazione In24

L’Unione europea finanzia con 5 milioni di euro il Programma Onu per introdurre agricoltura di qualità e debellare la malnutrizione in Ciad entro il 2030.

Agenzie Ue ed Onu insieme contro la malnutrizione in Ciad

Il Ciad, secondo l’Onu, è al 185esimo posto su 188 Paesi per sviluppo economico, è uno dei più poveri stati del mondo. E 50 anni di guerre, carestie ed avversità climatiche di ogni genere hanno ridotto l’87 per cento dei suoi 12 milioni di abitanti al di sotto della soglia di povertà, mentre la malnutrizione rischia di diventare la caratteristica unica di tutti i suoi abitanti. Per questo l’Onu, attraverso il World food program, ha lanciato un progetto specifico per tentare di debellare la malnutrizione nel Paese entro il 2030. Progetto che ha appena ottenuto il sostegno economico dell’Unione europea, con un apposito stanziamento di 5 milioni di euro.

Obiettivo del programma, fornire alla popolazione possibilità di accesso alle fonti di cibo, aumentare la disponibilità e l’utilizzo di risorse alimentari. Già, perché in Ciad, all’origine della malnutrizione e della fame, c’è proprio la scarsissima disponibilità di cibo, e quel poco disponibile non è quasi mai alla portata dei più deboli, per esempio i bambini.

Il progetto congiunto OnuUe, denominato Pro-Fort, produzione locale di alimenti complementari fortificati, mira a promuovere la produzione locale di cibo di qualità.

Per farlo, si intende rafforzare le capacità degli operatori locali di produrre e commercializzare gli alimenti cosiddetti arricchiti o fortificati, cioè quei cibi in cui al prodotto base vengono aggiunti microelementi nutrizionali nobili, nonché a diffondere le buone pratiche in materia di alimentazione dei neonati e dei bambini.

Grazie al contributo di 5 milioni euro dell’Unione europea, le agenzie dell’Onu che partecipano al programma possono intraprendere il percorso che le porterà a raggiungere l’obiettivo 2 dello Sviluppo sostenibile, portare a zero la fame in Ciad entro il 2030, ha detto Mary-Ellen McGroarty, direttore per il Ciad del Wfp, il Programma Alimentare Mondiale dell’Onu.

A quanto ha spiegato Denisa-Elena Ionete, ambasciatore dell’Ue e capo della delegazione europea in Ciad, la collaborazione tra Ue e Onu rappresenta il “primo anello di una catena di produzione locale di alimenti fortificati complementari per i bambini.

I bambini sono la fascia di popolazione più minacciata in Ciad, e quella che subisce le maggior conseguenze della diffusa malnutrizione.

La cronica mancanza di nutrimento adeguato ha infatti conseguenze irreversibili e gravi sullo sviluppo fisico e cognitivo del bambino, conseguenze che si ripercuotono anche sulla fase adulta degli individui, che si ritrovano con ridotte capacità fisiche e dunque anche lavorative.

Insomma, un vero e proprio circolo vizioso della malnutrizione, che si manifesta nel diffuso fenomeno del rachitismo di cui più di metà della popolazione del Ciad ha sofferto durante l’infanzia, come ha rivelato uno studio reso noto ad ottobre 2016 e condotto sui costi economici della fame in Ciad.

E poiché la malnutrizione dei bambini inizia sin dalla nascita, il programma punta sulle madri, e, come spiega Philippe Barragne-Bigot, Rappresentante Unicef in Ciad, “per aumentare la consapevolezza delle comunità, in particolare quella delle madri, sull’importanza di una nutrizione adeguata di lattanti e bambini come base fondamentale della loro futura crescita”.

Proprio a questo scopo l’Unicef conduce in particolare campagne di comunicazione per sensibilizzare le donne, e indurre cambiamenti di comportamento che sono considerati fondamentali per ottenere risultati concreti.

Dal canto suo, la Fao supporta le politiche del governo del Ciad con un programma di investimenti in agricoltura.

Attraverso la produzione locale di alimenti arricchiti complementare, che aderisce agli standard internazionali di qualità, siamo lieti di migliorare l’accesso, la disponibilità e l’uso di cibo altamente nutritivo per i soggetti più vulnerabili, in particolare per i bambini”, ha detto Mohamadou Mansour N’Diaye, il rappresentante della Fao in Ciad.

La collaborazione dell’Ue con l’Onu per il Ciad rientra nel Fondo europeo di sviluppo, attraverso il quale l’Unione europea investirà più di 156 milioni dal 2016 fino al 2021 per sostenere le azioni di contrasto alla malnutrizione cronica.

L’intervento sarà destinato alle aree del Mayo-Kebbi Orientale, Mayo-Kebbi occidemtale e Kanem, regioni ciadiane sparticolarmente colpite dalla fame cronica, con livelli di malnutrizione vicini o superiori alla soglia ritenuta di emergenza dall’Organizzazione Mondiale della Sanità del 30 per cento, anche se esistono le condizioni favorevoli per una buona produzione agricola.