Pubblica amministrazione: Draghi e Brunetta firmano il Patto per l’innovazione

Pubblica amministrazione: Draghi e Brunetta firmano il Patto per l’innovazione

13 Marzo 2021 0 Di Tommaso Corno

Firmato a Palazzo Chigi il Patto per l’innovazione della Pubblica Amministrazione: lo smart working entra nel contratto, focus su organizzazione e tecnologia.

Firmato a Palazzo Chigi il Patto per l’innovazione della PA

Nella giornata di mercoledì è stato firmato, nella sala verde di Palazzo Chigi, il “Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale”, volto allo sviluppo della Pubblica Amministrazione come parte integrante del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il Patto, firmato dal premier, Mario Draghi, dal Ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta e dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri rappresenta un passo verso l’obbiettivo della modernizzazione nazionale attraverso i valori del PNRR, in particolare la “coesione sociale e la creazione di buona occupazione“.

“Il buon funzionamento del settore pubblico è al centro del buon funzionamento della società. Questo è sempre vero, con la pandemia è ancora più vero”, con queste parole Draghi ha presentato l’accordo, che per far fronte alle già note difficoltà che la PA vive quotidianamente punta su giovani, formazione e tecnologia. Un percorso di investimenti volto a creare un contesto lavorativo notevolmente diverso nel settore pubblico, con maggiore agilità e flessibilità lavorativa, in aggiunta allo sblocco dei concorsi ed all’introduzione di nuovi elementi nei contratti di lavoro, che possano migliorare efficienza e dinamiche all’interno della Pubblica Amministrazione.

Lo smart working entra a far parte dei contratti della Pubblica Amministrazione

In particolare, l’accordo prevede lo sviluppo di una “disciplina di lavoro agile” nei contratti, indicando che, nel dialogo con i sindacati, si punterà all’implementazione definitiva dello smart working per quanto riguarda il settore pubblico. Il rinnovamento della PA parte da qui: generare flessibilità e migliorare i tempi di risposta per generare maggiore efficienza e portare il settore ai livelli necessari per portare avanti la ripresa del Paese. Un obbiettivo fondamentale per l’Italia, che al momento non ha nulla di cui vantarsi per quanto riguarda il proprio settore pubblico, un aspetto che l’opportunità rappresentata dal PNRR può, finalmente, cambiare.

Un ulteriore elemento fondamentale del Patto è l’importanza del bilanciamento fra gli interessi dei lavoratori e le esigenze delle Pubbliche Amministrazioni: lo sviluppo del lavoro agile sopracitato deve servire da catalizzatore per la produttività e l’orientamento ai risultati, insieme alla tutela della trasparenza e dei diritti dei dipendenti pubblici. In quest’ottica, il dialogo fra Governo e sindacati sarà fondamentale per portare avanti un progetto lungimirante ed efficace di riforma del lavoro della PA.

Brunetta cerca il dialogo sui rinnovi: convocati oggi i sindacati

Un dialogo essenziale anche per quanto riguarda i rinnovi contrattuali relativi al triennio 2019-2021, con una promozione della contrattazione decentrata ed un’attenzione particolare prestata alla “rivisitazione degli ordinamenti professionali del personale, ricorrendo a risorse aggiuntive con la legge di bilancio per il 2022 e adeguando la disciplina contrattuale ai fabbisogni di nuove professionalità e competenze”. Un progetto ambizioso, che dimostra l’intenzione di rinnovare la composizione del settore pubblico per riflettere meglio nuove necessità e dinamiche in un’Italia post-pandemica e – presumibilmente – digitalizzata.

In merito ai rinnovi, il Ministro Brunetta ha convocato ieri i sindacati, nella speranza di avviare un dialogo al più presto e mettere in moto il meccanismo per raggiungere un accordo, che potrebbe prevedere aumenti agli stipendi dei dipendenti pubblici.

Le prossime settimane saranno fondamentali per conoscere il futuro del settore pubblico del Paese e di come quest’ultimo si svilupperà in termini di competenze e specializzazioni nei prossimi anni. Un dialogo che dovrà formarsi in maniera costruttiva rispetto alla legge di bilancio 2022, attraverso la quale si comprenderà l’entità dell’investimento che il Governo intende portare avanti attraverso il PNRR.

Le incognite restano dunque molte, ma questo patto rappresenta sicuramente un primo passo verso la creazione di una PA che rispecchi le necessità di un’Italia, e di un mondo, sempre più tecnologici, nei quali competenze e formazione rappresentano pilastri imprescindibili per l’ottenimento di efficienza e produttività.