Home Politica Politica italiana Quel Ponte di Genova che segna il crollo del malaffare politico della...

Quel Ponte di Genova che segna il crollo del malaffare politico della Seconda Repubblica…

Ponte di genova crollato
This handout picture provided by the Italian police (Polizia di Stato) on August 14, 2018 shows a collapsed section of a viaduct on the A10 motorway in Genoa. A section of a viaduct on the A10 motorway collapsed on August 14, 2018 in Genoa, Italian firefighters said, with cars and trucks trapped among the rubble. Television images showed the viaduct in the mist with a huge chunk missing, with Italian media reporting that 200 metres of the "Morandi" bridge had fallen away. / AFP PHOTO / ITALIAN POLICE / Handout / RESTRICTED TO EDITORIAL USE – MANDATORY CREDIT « AFP PHOTO / HO / POLIZIA DI STATO » - NO MARKETING NO ADVERTISING CAMPAIGNS – DISTRIBUTED AS A SERVICE TO CLIENTS

Il Ponte di Genova crolla come il Muro di Berlino, come quando con l’opprimente Manufatto crollò anche il Regime sovietico…

Come il Muro di Berlino. Il ponte Morandi butta giù il regime della malapolitica

Come il Muro di Berlino il crollo del Ponte di Genova segna la caduta della malapolitica della Seconda Repubblica.

Gronda letame politico ciò che resta del viadotto. Letame berlusconiano, prodiano, dalemiano, renziano…

E i silenzi dell’Uomo di Arcore – mutismi che amplificano le sguaiataggini di Matteo Renzi, del Pd tutto e dell’inutile  Renato Brunetta – la dicono tutta sul vecchio quadro politico in disfacimento putrefattivo.

Silvio Berlusconi dà l’impressione di essere l’unico ad aver capito che il libro delle concussioni, delle leggi ad personam, degli inciuci e del malaffare politico è chiuso. E si consola a Villa Certosa assistendo ai giochini della fidanzatina Pascale con le sue amiche…

Non lo hanno invece capito quelli del Pd. E non lo ha capito Matteo Renzi, l’ex Capo Scout che ogni volta che apre bocca danneggia se stesso. Minaccia querele l’ex premier-segretario del Pd forse per distogliere l’attenzione dai guai familiari e da quelli di parenti acquisiti indagati per una questione di soldi Unicef.

Inutile dire che chiuso il libro della malapolitica della Seconda Repubblica ora c’è da sperare che non si apra quello del malaffare della Terza Repubblica…

Bene il Governo Conte, surreale la conferenza stanpa di Autostrade-Atlantia

C’è intanto soltanto da plaudire all’atteggiamento inflessibile assunto dal Governo Conte nei riguardi di Autostrade-Atlantia e da censurare la surreale conferenza stampa a cui ieri hanno dato vita i due Dipendenti dei Benetton Brothers.

Detto ciò, è triste constatare come per qualcuno le ragioni della Borsa e della Finanza debbano avere la priorità sulle ragioni della Vita e sulle ragioni del dolore dei familiari dei Morti.

Cercano di acquistare il dolore e le perdite delle vite gli uomini di Autostrade offrendo oboli. E lo fanno senza vergogna. L’avidità li ha resi ormai aridi e senza morale. L’Etica per Costoro è qualcosa che si mangia al pari degli incassi ai caselli autostradali.

Un pugno nello stomaco del Paese

Parlano da vittime e non da responsabili di una immane tragedia, gli uomini di Autostrade-Atlantia. E lo fanno con nonchalance durante la conferenza stampa di ieri, subito dopo i funerali di Stato e ad archiviata super festa esclusiva di Ferragosto organizzata come tutti gli anni a Cortina dai fratelli Benetton. Una festa il giorno dopo la tragedia. Roba da non crederci, roba da film dell’orrore. Hanno ballato, hanno riso, hanno brindato e mangiato attorno ai Morti! Morti prodotti di una strage causata dall’avidità della Società Autostrade di cui gli ex Magliari detengono la maggioranza.

Un pugno nello stomaco dell’intero Paese.

Gente priva di sensibilità sociale, i Benetton, i quali – dopo aver per anni hanno reclamizzato i loro capi di abbigliamento attraverso le foto strappalacrime di Oliviero Toscani – oggi godono della faraonica rendita autostradale anche grazie all’ultimo regalo dell’anno scorso da parte del Pd renziano.

Di fronte allo scempio, di fronte al degrado morale fanno bene il premier Giuseppe Conte e i suoi vice Luigi Di Maio e Matteo Salvini ed essere intransigenti. La linea della fermezza morale è l’unica percorribile per restituire un senso alla politica. Gli applausi durante i funerali questa volta riservati non soltanto ai morti ma anche ai vertici del Governo la dicono lunga sul consenso di cui godono le scelte politiche dell’Esecutivo.

Avanti così!