Ranucci-Lavitola e la mancata inchiesta di Report
10 Luglio 2026Ha ragione Vittorio Feltri: questa vicenda tra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola è una bomba d’amore, ” stanno emergendo elementi fuori da qualsiasi immaginazione, da ogni logica”. Infatti, aggiungiamo, non si piazza una bomba sotto la casa di un uomo pubblico per rafforzarne l’immagine dentro una probabile competizione politica. Ranucci ha smentito ambizioni politiche,eppure..

Il Domani ha ricostruito la storia di un sondaggio preparato da Lavitola per capire le possibilità di successo del conduttore di Report in caso di candidatura da premier. Ma quanto è realistico che un giornalista così scaltro accetti che un “amico” di vecchia data, pluricondannato, metta il suo nome in un frullatore-finto sondaggio, per candidarlo alle elezioni ?
La fama di Sigfrido Ranucci è quella di un giornalista che pone domande, legge carte, scava negli archivi per smascherare trame e intrallazzi del potere. Da anni pratica questa forma di giornalismo con successi, critiche, polemiche, cause legali e divisioni. A sinistra se ne apprezza lo stile e il suo lavoro spesso viene usato come freccia al proprio arco contro la destra, i lati oscuri della politica e della finanza. Stavolta la libertà di stampa, per la quale ci siamo mobilitati in tutta Italia a sostegno di Ranucci, non c’entra nulla. Il giornalismo d’inchiesta in qualche modo in questi giorni si interroga. È un aspetto nobile della professione, ma ogni tanto qualche domanda bisogna pur farsela.
Valter Lavitola, dunque, ha visto bene in questo mondo di leader modello Truman show , se pensa al suo “amico” come leader di uno schieramento alternativo. Non a caso nel sondaggio ha inserito i nomi di Schlein, Conte e la domanda ” chi altro preferiresti ?” Chiaro che non pensava al generale Vannacci. E Roma, intorno alla “bomba d’amore” (Feltri dixit) torna ad essere la città degli intrecci, delle amicizie trasversali, del tutto si tiene all’ombra di apparati, combriccole, ricatti, giri, nei quali finisci per trovare sempre qualcuno che a che fare con i giornali. Viene fuori che il potere non ha solo il volto delle magagne che Report racconta da anni. In milioni seguono e applaudono con plausi e medaglie alla squadra di Report. Di sicuro non buttiamo ia il bambino con l’acqua sporca. Ma il potere di Valter Lavitola- già giornalista, editore, socialista, berlusconiano ,imprenditore- a Ranucci deve essere apparso cosi immacolato da discuterne al tavolo del “Cefalù” senza pensare minimamente a sguinzagliare i suoi reporter e realizzare un’inchiesta speciale di Report. Forse non era il caso, ma sai l’audience.


