Reddito di Cittadinanza, da Grande Illusione a Grande Inganno. Il M5s pagherà conto

Reddito di Cittadinanza, da Grande Illusione a Grande Inganno. Il M5s pagherà conto

20 Aprile 2019 0 Di Marino Marquardt

Doveva essere la loro arma vincente, rischia di diventare l’ultimo Grande Inganno Elettorale. Dopo i primi giorni di erogazione, il Reddito di Cittadinanza – a giudicare dalle diffuse proteste – potrebbe finire col seppellire i Cinquestelle. Troppi i delusi, troppi i paletti inseriti in una Legge decisamente scritta male e i cui limiti sono emersi subito. Sarebbe stato meglio irrobustire il Reddito di Inclusione o proporre il Reddito Universale, ovvero soldi ai poveri senza troppe condizioni. Questa formula è un grande pasticcio!

Valutazioni sul 2017 e non sul 2018. Chi era meno povero ieri ed è più povero oggi è fregato!

Tra le distorsioni della Legge l’ìnclusione dell’Isee del 2017 tra i requisiti per accedere al sussidio. E accade così che persone titolari di un reddito di poco superiore alla soglia dei 9000 euro annui nel 2017 e prive di entrate nel 2018 vengano esclusi dalla misura. Vale a dire – in sostanza – che chi oggi è povero e non ha entrate ma l’anno precedente era meno povero in quanto percettore di entrate di poco superiori a quelle previste dalla soglia di povertà non ha diritto al Reddito. Uno sconcio, una schifezza concettuale, una presa per i fondelli per quanti si dibattono in difficoltà economiche. Uno sgangherato modo di combattere la povertà!

Ma non è tutto. A conti fatti, un assegno su tre vale tra 300 e 500 euro. A tanto infatti ammonta la maggioranza dei sussidi (il 29,2 per cento del totale) accordati a quanti a partire dal 6 marzo scorso, hnnoa fatto domanda per il Reddito. L’Inps ha reso note le cifre della misura fortemente voluta dal M5s, segnalando che a fronte di circa 800 mila richieste sono stati individuati un totale di 472 mila beneficiari. Tantissimi, dunque, i delusi: meno di una domanda su cinque (il 21,4 per cento) otterrà più di 750 euro, ossia un importo vicino ai 780 evocati dal vicepremier Luigi Di Maio come l’assegno garantito ai disoccupati e alle persone in condizioni di povertà. Non a caso, solo il 5,4 per cento dei sussidi che verranno accreditati sulle card ricaricabili di Poste Italiane supera il valore di 1.000 euro. A beneficiarne saranno in tutto 25 mila richiedenti. Mentre sono oltre 60 mila coloro che si sono visti riconoscere un importo tra 40 e 100 euro al mese, alimentando polemiche e recriminazioni soprattutto sui social network. Tanto che il 58 per cento delle prime 472 mila domande accolte risulta sotto i 500 euro.

L’Inps nella sua nota però evidenzia come oltre il 70 per cento di quelle stesse domande abbia ottenuto almeno 300 euro o più, con un valore dell’assegno medio pari a 520 euro. Una lettura che non convince le associazioni dei consumatori. “La verità è che il Governo aveva promesso i famosi 780 euro, mentre a raggiungere o superare quella cifra sono meno del 21,4per cento dei beneficiari”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Infine, se sono arrivate, solo 800mila domande, quand’anche venissero tutte accolte, è evidente che saremmo ben lungi dal coprire tutte le famiglie in povertà assoluta, pari a 1 milione e 778 mila, più del doppio”, dice Dona. Un quadro che spinge l’Inps a intervenire per tacitare le lamentele di chi riceverà poche decine di euro dalla nuova misura di integrazione e sostegno al reddito. Le polemiche sui bassi importi “creano sconforto”, specifica il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico. “Girano tante falsità: solo il 7 per cento di chi ha ottenuto il reddito ha tra 40 e 50 euro. Sono 30 mila persone”, tiene a dire. Certo è che in molti sono stati fuorviati dagli slogan politici, trascurando che la cifra spettante per il reddito di cittadinanza è calcolata dall’Inps al netto delle prestazioni già spettanti.

Particolare questo scorrettamente e scioccamente taciuto dai promotori della Legge. Omissioni che hanno alimentato speranze e che potrebbero costar care ai Cinquestelle…

20/04/2019   h.11.10