Reddito di cittadinanza e Quota 100, ecco i contenuti del decreto

Reddito di cittadinanza e Quota 100, ecco i contenuti del decreto

18 Gennaio 2019 0 Di Pietro Nigro

Ecco i contenuti del decreto-legge con le misure per il Reddito di Cittadinanza e per Quota 100 approvato dal Consiglio dei Ministri del 17 gennaio 2019.

Reddito di cittadinanza e Quota 100, i provvedimenti più forti del contratto di governo frmato da Lega e Movimento 5 stelle, sono diventati realtà con il decreto-legge approvato nel Consiglio dei ministri che si è svolto nel pomeriggio di ieri, 17 gennaio 2019.

Decreto che si intitola “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni” e che il premier Giuseppe Conte, accompagnato dai vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, ha presentato nella conferenza stampa successiva al Cdm.

Reddito di cittadinanza, ecco le norme

il reddito e la pensione di cittadinanza saranno introdotti a partire dal prossimo mese di aprile, e riguarderanno i soggetti e i nuclei familiari in condizioni di particolare disagio economico e sociale. Scopo della misura, come ha dichiarato lo stesso Conte, “ridefinire il modello di benessere collettivo attraverso meccanismi in grado di garantire un livello minimo di sussistenza nonché, nel caso del reddito di cittadinanza, la promozione delle condizioni che rendono effettivo il diritto al lavoro e alla formazione.

Il Reddito di cittadinanza (Rdc) è concepito quale misura di inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro e di contrasto alla povertà, alla diseguaglianza e all’esclusione sociale, volta a favorire la promozione delle condizioni che rendono effettivo il diritto al lavoro e alla formazione.

Il Rdc assume la denominazione di Pensione di cittadinanza per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più componenti di età pari o superiore a 67 anni, adeguata agli incrementi della speranza di vita.

Chi può beneficiarne. I beneficiari del Rdc e i relativi requisiti reddituali e patrimoniali per accedere al beneficio prevedono il possesso di un Isee inferiore a 9.360 euro, un valore del patrimonio immobiliare non superiore a 30 mila  euro, un valore del patrimonio mobiliare, come definito a fini ISEE, non superiore a una soglia di 6 mila euro, accresciuta di 2 mila euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo ma fino ad un massimo di 10 mila euro, incrementabile di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo.

Questi massimali vengono ulteriormente elevati di 5 mila euro per ogni componente con disabilità.

Il valore del reddito familiare deve essere poi inferiore ad una soglia di 6 mila euro annui moltiplicata per uno specifico parametro della scala di equivalenza.

Altre disposizioni riguardano la non disponibilità di autoveicoli, motoveicoli, navi e imbarcazioni da diporto.

Viene inoltre prevista la compatibilità del Reddito di cittadinanza con la NASpI e con altre forme di sostegno al reddito.

Per la Pensione di cittadinanza, i requisiti di accesso e le regole del beneficio economico sono le medesime del Rdc.

Quanto e per quanto tempo. Il beneficio sarà compreso tra i 480 e i 9.360 euro annui, in considerazione degli specifici parametri già indicati.

Il Reddito di cittadinanza decorre dal mese successivo a quello della richiesta ed è riconosciuto, fermo rimanendo il possesso dei requisiti, per un periodo continuativo non superiore ai diciotto mesi. Potrà essere rinnovato, ma dopo una sospensione di un mese, che non è però prevista per la Pensione di cittadinanza.

Il Rdc viene riconosciuto dall’Inps ed è erogato tramite la Carta Rdc.

Ai suoi beneficiari sono estese le agevolazioni relative alle tariffe elettriche e quelle riguardanti la compensazione per la fornitura di gas naturale riconosciute alle famiglie economicamente svantaggiate.

Il reinserimento lavorativo. Misura essenziale del reddito di cittadinanza è il meccanismo di inserimento o il reinserimento del beneficiario nel mondo del lavoro, attraverso un percorso personalizzato che potrà riguardare attività al servizio della comunità, riqualificazione professionale, completamento degli studi, nonché altri impegni individuati dai servizi competenti finalizzati all’inclusione sociale e all’inserimento nel mercato del lavoro.

In particolare, il beneficiario dovrà sottoscrivere il Patto per il Lavoro o per l’Inclusione sociale, partecipare alle specifiche iniziative formative previste e non potrà rifiutare le offerte di lavoro proposte dai Centri per l’impiego in base a specifici requisiti di distanza e di durata del periodo di disoccupazione.

In particolare, la prima proposta presentata al disoccupato potrà essere entro i 150 chilometri, la seconda entro i 250 e la terza in tutta Italia.

Le sanzioni. Si prevedono sanzioni se chi presenta la domanda fornisce con dolo dati e notizie non rispondenti al vero nel corso della procedura di richiesta del Rdc.

Le pene prevedono la reclusione da due a sei anni, oltre alla decadenza dal beneficio e al recupero di quanto indebitamente percepito, comunque disposti anche in assenza di dolo.

In caso di dolo, il Rdc non potrà essere nuovamente richiesto, se non decorsi dieci anni dalla richiesta che ha dato luogo alla sanzione.

Si prevede inoltre la decadenza dal beneficio quando vengono meno alcune condizioni riguardanti gli adempimenti.

Gli incentivi alle imprese. Il decretoprevede anche incentivi sotto forma di soneri contributivi per le imprese che assumono a tempo pieno e indeterminato il beneficiario di RdC. Analoghi benefici sono riconosciuti ai beneficiari che avviano un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale o una società cooperativa entro i primi 12 mesi di fruizione.

Quota 100, pensione anticipata per gli over 62 con 38 anni di contributi

Il decreto introduce la cosiddetta Quota 100il diritto alla pensione anticipata, senza alcuna penalizzazione, al raggiungimento di un’età anagrafica di almeno 62 anni e di un’anzianità contributiva minima di 38 anni.

Il ritiro dal lavoro sarà possibile, in prima applicazione, dal primo aprile 2019 per i lavoratori privati che abbiano raggiunto i requisiti indicati entro il 31 dicembre 2018 e dal primo agosto 2019 per i lavoratori pubblici che li abbiano maturati all’entrata in vigore del decreto.

Inoltre, potranno andare in pensione dal prossimo primo settembre (inizio dell’anno scolastico) i lavoratori della scuola. La misura infatti non permette a questi lavoratori l’uscita dal lavoro nel corso dell’anno scolastico.

Il decreto prevede, inoltre la possibilità di andare in pensione in anticipo con 42 anni e 10 mesi di contributi, se uomini, e con 41 anni e 10 mesi di contributi, se donne. In questo caso, maturati i requisiti, i lavoratori e le lavoratrici percepiscono la pensione dopo tre mesi.

Le donne avranno poi la possibilità di andare in pensione a 58 anni se dipendenti e 59 se autonome, al raggiungimento di almeno 35 anni di contributi al 31 dicembre 2018.

Si prevede poi la non applicazione degli adeguamenti alla speranza di vita per i lavoratori precoci, che potranno quindi andare in pensione con 41 anni di contributi. Anche in questo caso, il diritto al trattamento pensionistico decorre dopo tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti.

Gli under 45 possono ottenere un riscatto agevolato del periodo di laurea.

Ai fini del riscatto facoltativo dei periodi non coperti da contribuzione, sarà possibile la detraibilità dell’onere del 50 per cento in cinque quote annuali e la rateizzazione fino a 60 mesi, a condizione che il pensionando non abbia maturato alcuna contribuzione prima del 31 dicembre 1995 e di non essere titolari di pensione.

Il decreto legge include poi disposizioni per il pagamento del trattamento di fine servizio o di fine rapporto, che prevedono che l’avente diritto dovrà presentare una specifica richiesta di finanziamento per ottenere la corresponsione della relativa indennità, e la costituzione a questo fine di uno specifico fondo di garanzia.

Infine, è prevista l’istituzione del “Fondo bilaterale per il ricambio generazionale”, che prevede la possibilità di andare in pensione tre anni prima di quota 100 purché si abbia una contemporanea assunzione a tempo indeterminato.