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Marco Zullo - Rubrica Marco di Fabbrica
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Referendum: gli italiani bocciano la riforma. Ora le proposte del NO sulla giustizia

Referendum: gli italiani bocciano la riforma. Ora le proposte del NO sulla giustizia

23 Marzo 2026 Off di Nunzio Ingiusto

Gli italiani hanno bocciato la legge di riforma costituzionale sulla giustizia. Il NO ha vinto e la maggioranza di governo  da domani deve giocare una nuova partita. La partita del consenso, della fiducia dei cittadini nelle scelte che il centrodestra ritiene di fare nell’interesse della Nazione. ” Gli italiani si sono espressi con chiarezza- ha detto Giorgia Meloni- e noi come sempre rispettiamo la loro decisione. Resta il rammarico per un’occasione persa di modernizzare l’Italia”.

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La grande partecipazione al voto è stata la prima risposta ad una certa idea di modernizzare l’Italia. La maggioranza degli italiani ha votato sulla Costituzione, in una sorta di giuramento collettivo sulla legge che regola la convivenza civile, i diritti, l’autonomia e la separazione dei poteri. La  battaglia ingaggiata dai promotori del SI sulla separazione delle carriere dei magistrati o sull’istituzione dell’Alta Corte, nascondeva altri obiettivi: l’ipoteca del centrodestra sulle future elezioni politiche del 2027 con l’elezione del prossimo Capo dello Stato. Il voto referendario ha demolito questa strategia. Lo schema di gioco è cambiato.

La riforma non è piaciuta

Fratelli d’Italia è il partito che esce  peggio dalla consultazione. Giorgia Meloni si è esposta in prima persona e paga il prezzo più alto della sconfitta. Forza Italia non è riuscita a far rivivere negli italiani il fenomeno di Silvio Berlusconi, con il mantra- vent’anni dopo- del leader perseguitato dalla giustizia. La Lega aveva interesse a capire con quanto successo può portare avanti la battaglia sull’autonomia differenziata, ma è caduta in uno schema paralizzante.

Lo schieramento che ha sostenuto il NO ha usato le parole giuste. Ha fatto una campagna attenta e dialogante come  ha detto più volte Elly Schelin: la vera vincitrice di questo referendum. Gli italiani sono stati chiamati a difendere l’autonomia della magistratura contro un disegno di prospettiva che aveva nel referendum un “semplice” passaggio. Tutto come prima, dunque, con la giustizia che reclama riforme sostanziali, vere.

La giustizia non aspetta tempo

Il conflitto tra politica e magistratura va definitivamente archiviato. Lo Stato di diritto è un bene di tutti. Davanti a un Ministro che accusa un organo costituzionale di svolgere attività para mafiose, la risposta del Paese non poteva che essere di totale bocciatura.

Ora occorre ripartire con un dialogo serio e costruttivo nell’interesse generale. Ha sbagliato la Presidente del Consiglio ad accusare i magistrati di voler liberare stupratori, assassini e delinquenti. La legge su cui abbiamo votato  non ha nulla a che vedere con i casi di cronaca usati per impaurire gli italiani. Rispettiamo la decisione degli italiani, ha detto la premier, e non c’è modo migliore che sotterrare l’ascia di guerra, aprire un confronto in Parlamento sulle cose urgenti da fare.I vincitori del NO hanno il dovere di presentare proposte già domani. Il tempo non va sprecato.

 

 

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