Regionali Sardegna. Il M5s verso la miniaturizzazione, frena la Lega di Salvini

Regionali Sardegna. Il M5s verso la miniaturizzazione, frena la Lega di Salvini

25 Febbraio 2019 0 Di Marino Marquardt

Il M5s a passo di carica verso la miniaturizzazione; la Lega in frenata. Il Carroccio ha ancora ben poco da raschiare dal barile della ignoranza e della più bieca cultura. Sono le sentenze più nette  uscite dalle urne sarde secondo gli exit poll.

Non reggono più le argomentazioni dei Cinquestelle sulle difficoltà del voto locale a giustificazione del fallimento elettorale

Tutto va ben signora la Marchesa… Il M5s sempre più giù sotto gli occhi miopi dei beoti attivisti signorsì.

I Cinquestelle vanno verso il declino più velocemente del Pd guidato da Matteo Renzi.

Sentenza spietata, quella espressa ieri dal popolo sardo. E a poco serviranno le ormai stantie giustificazioni sulle difficoltà del Movimento in materia di voto locale.

A poco serviranno i soliti bla bla a paravento di una azione politica bocciata dagli elettori perché improntata alla sottomissione alle sguaioataggini del Capo del Carroccio.

Inutile dire che – al di là della inadeguatezza dell’ex Bibitaro del San Paolo – il male maggiore del M5s è costituito dai suoi “tifosi”. Anziché dare segni di rivolta, gli attivisti accettano tutto passivamente e acriticamente in nome di una fede dalle sfumature islamiche seppure dai precetti ultimamente mutevoli.

Ed è anche inutile sottolineare che sono disarmanti le argomentazioni dei vertici Cinquestelle di fronte alla debacle annunciata dagli exit poll. I soliti refrain, la solita assenza di autocritica.

Commenti in Renzi’s Style, insomma…

Come è inutile dire che il cavallo di battaglia dei Cinquestelle – il Reddito di Cittadinanza – da misura premiante per i promotori potrebbe trasformarsi in misura penalizzante per gli stessi.

Troppi slalom, troppi paletti, troppe condizioni al limite dell’accettabilità, i delusi potrebbero essere tanti e in numero maggiore dei soddisfatti.

C’è il rischio che il Reddito di Cittadinanza possa trasformarsi soprattutto in misura per furbi notoriamente abilissimi nell’aggirare ostacoli di ogni natura. E dire che sarebbe bastato trasformare il Rei da elemosina in contributo adeguato a lenire le difficoltà dei poveri.

Il Ministro dell’Interno viola il silenzio elettorale e il M5s tace…

Di fronte alla nuova legnata, Luigi Di  Maio cancelli il sorriso stereotipato e sempre stampato sul viso e si appresti ad affrontare un duro confronto. Rischierà di pagare cara la sua accondiscendenza verso le nefandezze culturali del Socio di Governo. E prenda atto – il Giovanotto di  Pomigliano – che gli elettori che nel marzo scorso votarono M5s non lo fecero per offrire a Salvini l’opportunità di fare il Premier di fatto. E si stampi bene nella mente – l’ex Bibitaro – che le teste degli elettori non indottrinati dalla cangiante Bibbia pentastellata sono ben diverse da quelle dei beoti, acefali attivisti dipendenti dai  clic della piattaforma Rousseau.

Inoltre grave, gravissimo che nessuno dei Cinquestelle abbia denunciato la violazione del silenzio elettorale da parte di Salvini nella giornata del voto. Il Ministro dell’Interrno – come è noto – deve garantire la regolarita delle operazioni di voto. E se è il Ministro medesimo a violare la legge è inquietante oltre che gravissimo. Qualcuno lo spieghi a Di Maio & Co.

Salvini ha poco da esultare

La Lega – dal canto suo – è in frenata rispetto al voto abruzzese e rispetto ai recenti sondaggi. L’impressione è che Matteo Salvini abbia ancora ben poco da raschiare dal barile culturale della peggiore Italia, dal barile della ignoranza, delle paure e della intolleranza verso il diverso e verso il colore della pelle. In realtà si tratta di intolleranze rapportate alla robustezza dei portafogli dei “diversi”. Detto papale papale è soltanto bieco classismo quello che gli avversari di Salvini definiscono “razzismo”. In altre parole i leghisti fanno i “razzisti” soltanto con i poveri a prescindere dal colore dell’epiderma.

Detto ciò, Salvini ha poco da esultare. L’indebolimento dei Cinquestelle e la sovraesposizione mediatica decisa motu proprio dal Leader della Lega potrebbe indurre i cittadini di additare Lui come principale responsabile dei guai sempre in agguato. E la festa di oggi potrebbe trasformarsi in dramma domani.

25/02/2019  h.08.30