Regno Unito, gli applausi e le mosse del “Cobra”

Regno Unito, gli applausi e le mosse del “Cobra”

18 Aprile 2020 0 Di ItaliaNotizie24

Ogni sera alle 20.00 i britannici continuano a darsi appuntamento alle finestre e sui balconi per rendere omaggio con un applauso ai medici e agli infermieri del National Health Service (Nhs). Nel frattempo, questi ultimi continuano a contrarre il Covid-19 a ritmo crescente e a morire perché privi di grembiuli, guanti e mascherine.

Regno Unito con pochi strumenti davanti al Coronavirus

Inoltre, la Nhs registra un deficit di 8mila ventilatori – su un fabbisogno di 18.000 – mentre la Cina, continua a fornire materiali al di sotto degli standard e quindi non idonei.

Ma c’è di più. Secondo documenti trapelati dal dipartimento di salute pubblica, la Bbc ha rivelato che nello scenario peggiore i lavoratori del servizio sanitario potrebbero essere costretti a riutilizzare le attrezzature di protezione personale come “ultima spiaggia”. Tra le misure comprese nei documenti, anche l’acquisto di protezioni per gli occhi utilizzati nello “sport” o “nell’edilizia” da convertire in strumenti anti Covid-19. Uno scenario non proprio da applauso.

Intanto, il Regno Unito entra intanto nella quarta settimana di lockdown con un tasso di mortalità record. Quasi 900 decessi ieri, per un totale di 13.759 nelle strutture ospedaliere su 104.155 casi confermati. E questo senza contare il quadro dei morti in isolamento domiciliare e soprattutto nelle case di riposo. Lo stesso capo di Nhs, Chris Whitty, ha rivelato che in 1.500 case di riposo su 11.000 sono stati riscontrati focolai di contagio.

La conta dei decessi si fa allarmante

In questo quadro, il governo ombra laburista insinua che ritardi e omissioni tendano a nascondere l’esatta portata dell’epidemia, nella quale si innesta la drammatica carenza di test e dispositivi di protezione. Il nuovo leader del Partito laburista, Keir Starmer, sta facendo inoltre pressing sul governo Johnson affinché renda nota la strategia di uscita dal confinamento, la cui estensione al 7 maggio è stata annunciata ieri, dopo la riunione del Comitato di emergenza Cobra.

Starmer continua ad incalzare Dominic Raab, il ministro degli Esteri che sostituisce il premier Boris Johnson, ancora convalescente dopo aver contratto il Covid-19, insistendo sul fatto che la gente deve poter avere un’idea di quale sarà il prossimo passo. La popolazione – ha dichiarato il leader laburista – ha bisogno di vedere “la luce alla fine del tunnel”.

Rinvigorito dalla nuova leadership, il Partito laburista incalza il governo Johnson

Ma il Cobra continua a muoversi in zone d’ombra. L’esecutivo non ha voluto anticipare quali saranno i primi settori dell’economia che riprenderanno le attività quando verrà deciso il momento, sostenendo che tutto sarà sottoposto alle raccomandazioni degli scienziati.

“È troppo presto per fare delle modifiche”, ha affermato il ministro della Salute britannico, Matt Hancock, riguardo alla possibilità di allentare il lockdown, limitandosi a invitare i britannici a rimanere a casa per “proteggere” il Nhs e “salvare vite”.

Un conto pesante, sia in termini di vite umane che economici

Al termine della prima ondata epidemica, il Regno Unito potrebbe emergere come il paese europeo più colpito non solo in termini di morti (alcune proiezioni si spingono a calcolare addirittura 150.000), ma anche in termini economici.

L’Office for Budget Responsibility prevede un crollo del Pil del -35% nel secondo trimestre 2020 e la disoccupazione al 10% entro fine giugno. Per sostenere le aziende a gestire l’emergenza coronavirus le banche del Regno Unito hanno erogato 1,1 miliardi di sterline (1,3 miliardi di euro) in prestiti garantiti dal governo. Dal lancio del pacchetto di aiuti a fine marzo in totale sono stati concessi 6.020 prestiti alle Pmi in difficoltà.

Per ora, è stato soddisfatto solo un quarto delle richieste, dal momento che a oggi gli istituti di credito hanno ricevuto oltre 28.000 domande. Ogni impresa riceve un prestito medio di 185.000 sterline che dovrebbe consentire la sopravvivenza durante la fase d’emergenza, con il fermo della maggior parte delle attività produttive.

BoJo davanti a un dilemma: come salvaguardare salute dei cittadini e economia

La duplice esigenza di salvaguardare la salute dei cittadini e l’economia nazionale costituisce un banco di prova nevralgico per il Governo Johnson, che deve integrare le misure adottate nelle scorso settimane, considerate da molti “too little, too late”. Per uscire dal tunnel, appare ineludibile che Londra operi una rilevazione estesa dei contagi e la tracciatura delle persone. Sinora, nonostante l’obiettivo di 100mila test al giorno entro fine mese, la media si attesta sui 15mila. Nel frattempo, è stata avviata una cooperazione tra Nhs, Google e Apple che dovrebbe portare al lancio di un’apposita App nei prossimi giorni.

Quale che sia la fase 2 nel Regno Unito, ironia della sorte vuole che toccherà al governo dei Tories adottare misure impopolari. Come, ad esempio, severe misure fiscali che andrebbero a colpire gli elettori appartenenti al ceto medio, che mai avrebbero pensato di dover ricevere dal proprio partito un tale, pur necessario, trattamento.

La vera sfida politica per Johnson, sincronizzare ripartenza economica e Brexit

Monta nel frattempo l’attesa per il rientro in scena di Johnson, che dovrebbe coincidere con il momento del restart, previsto per l’8 maggio, nel settantacinquesimo anniversario del VE Day. Ma al di là dell’effetto evocativo degli annunci, le prospettive non sono rosee. Per uscire dall’incubo Covid-19, l’unica strada sicura sarà quella di una massiccia campagna di vaccinazione – scenario al di là da venire.

Soprattutto, la vera sfida di Johnson sarà di armonizzare recovery plan e Brexit, riuscendo a mantenere in equilibrio la sua maggioranza e il gradimento del popolo del Regno Unito. È, in tutta evidenza, su questa sfida che si potranno misurare la statura di Boris Johnson e le prospettive del suo percorso politico.

Comunque vada, niente assicura che il tempo degli applausi si destinato a proseguire.

 

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18 Aprile 2020 | 12:04


Fonte Originale: https://www.diplomaziaitaliana.it/regno-unito-applausi-mosse-cobra/