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Renzi riunisce i suoi per costruire il partito dei Parioli

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Mattteuccio Matteo Renzi Babbo Tiziano Consip

Riunione segreta dei fedelissimi convocata lontano dal Nazzareno da Matteo Renzi, Luca Lotti e Madonnina Etruria.

Renzi vuol costruire il partito dei Parioli

Una riunione carbonara lontana dal Nazareno e in luogo segreto. L’ex Rottamatore raccoglie la truppa dei fedelissimi eletti senza meriti e senza voti personali.

Il Giovanotto organizza l’incontro coadiuvato dalla paracadutata Madonnina Etruria (un mistero le ragioni che lo legano indissolubilmente alla Signorina di Laterina) e dal palafreniere Luca Lotti.

Matteo Renzi continua a non darsi pace, scalpita sognando l’immediata rivalsa. Immagina un partitino-giocattolino tutto suo messo insieme con parlamentari senza storia e senza voti. Sogna il Partito dei Parioli a propria immagine e somiglianza…

Impresa improba, illusione concreta. Anche perché la Direzione di domani al Nazareno gli farà toccare con mano la volubilità dell’animo umano, lo costringerà a prendere atto che non tutti i politici – e soprattutto quelli del Pd – sono certificati col bollino di lealtà.

Lui stesso, con l’ormai famoso “Enrico stai sereno”, dimostrò di non esserne fornito.

Il Dem è mobile qual piuma al vento, verrebbe così da fare il verso al Duca di Mantova del Rigoletto. Già, perché dopo la batosta, a meno di otto giorni dal voto, gli equilibri in Direzione Pd stanno rapidamente cambiando e i renziani – ad ascoltare le voci di dentro – sarebbero già minoranza.

E viene fuori che su 208 membri eletti con le scorse primarie, in caso di conta nel Parlamentino, Renzi potrà fidarsi ciecamente soltanto di una settantina di nomi. Poca roba. Grosso modo gli stessi nomi convocati per la riunione segreta di oggi.

Di Maio e Salvini fanno le pulci al Def

Intanto mentre il Pd si prepara alla resa dei conti interna e mentre l’ex Capo Scout lavora al progetto del personale partito bonsai, Luigi Di Maio e Matteo Salvini fanno le pulci al Def, il Documento economico dal quale in parte dovrebbero attingere risorse per tenere fede ai rispettivi impegni elettorali.

In questo scenario appare inevitabile lo stand-by delle trattative per il nuovo governo.

Non mancano i pessimisti che sentenziano “Mattarella alla fine scioglierà le Camere e indirà nuove elezioni”.
Come se fosse facile…

Lo stesso Mattarella potrebbe trovarsi infatti costretto a dover fare i conti col partito trasversale dei poltronisti i cui esponenti oggi divisi nei vari partiti potrebbero compattarsi di fronte al pericolo della perdita delle appena conquistate poltrone & pagnotte.

Sarebbe il trionfo della confusione, sarebbe l’apoteosi dei mercanteggiamenti. Sarebbe la riproposizione di quello spettacolo immondo che la politica del Paese periodicamente mette in scena avvalendosi di guitti, nani e ballerine.