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Renzi si fa vivo in vista dell’Assemblea del Pd. E si chiede: “Tutta colpa mia?”

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Verso la prossima assemblea del Pd di sabato 7 luglio. Matteo Renzi si fa vivo e si domanda se sia colpa sua. La domanda è rivelatrice della mancata elaborazione ed accettazione dei propri errori.

Bimbominchia era e Bimbominchia è rimasto!

Toh, chi si rivede! Matteo Renzi. E, anziché chiedere scusa per i danni fatti alle categorie sociali deboli del Paese, anziché chiedere perdono agli iscritti del Pd per avere ridotto ai minimi termini il partito e la Sinistra, anziché coprirsi il capo di cenere per aver regalato il Governo alla Lega di Matteo Salvini, l’ex Capo Scout dalla sua E-News si chiede se  l’ennesima disfatta del Pd e l’attuale quadro politico del Paese siano ancora da attribuire a sue responsabilità.

Una domanda rivelatrice della mancata maturazione politica e della mancata elaborazione dei propri errori. Bimbominchia era e Bimbominchia è rimasto, come tutti quelli che non riconoscono e accettano i propri sbagli.

“Il Pd ha perso la maggior parte dei ballottaggi. E qualcuno ha dato a me la responsabilità. Ancora? – si legge nella E-News – Mi fa piacere essere considerato l’alibi per tutto, ma questa lettura del voto è poco più che una barzelletta. Credo necessario fare chiarezza: scriverò sul Pd con calma nei prossimi giorni in vista dell’Assemblea Nazionale del 7 luglio”.

Acquisto della villa su due piani. I conti non tornano

E sul chiacchierato acquisto della villa su due piani con dodici camere dal valore di un milione e mezzo spiega che gli è stato possibile realizzare grazie al suo stipendio da senatorino, circa 700mila euro per l’intera Legislatura. Ma i conti non tornano, al completamento della cifra mancano almeno 800mila euro. Dove li ha presi se a Gennaio aveva mostrato la ricevuta del suo saldo bancario con soltanto 15mila euro? E la casa di Pontassieve posta in vendita certamente non vale 800mila euro.

L’ex Capo Scout teme lo scontro nel Pd. E ha pronto il Piano B

Matteo Renzi affila dunque le armi in vista dell’Assemblea nazionale di sabato prossimo. Questa volta pare che gli Zombies del Nazareno vogliano fare sul serio. La messa ai margini del Partito in seguito al rifiuto dell’arrogante Giovanotto di aprire un tavolo di trattativa sul Governo col M5s ha esacerbato gli animi nelle minoranze.

E’ del resto ormai chiaro a tutti che se al Nazareno non sciolgono il nodo-Renzi per il Pd non si arresterà il declino. Lo scenario potrà cambiare soltanto se gli avversari interni troveranno la forza e il coraggio di affrontarlo a muso duro. E di invitarlo a starsene buono, in un cantuccio, senza disturbare…

Il Giovane Becchino del Pd frattanto ha pronto il Piano B. Con gli intimi Ipotizza di farsi un proprio partitino  (un sondaggio Emg lo dà attorno al 4 per cento) e cerca sponsor per l’edizione settembrina della Leopolda. Gli amici finanzieri col portafoglio gonfio – siatene certi – anche in questo caso non lo deluderanno…