Repubblica, Corriere e Messaggero nascondono i guai di babbo Tiziano

Repubblica, Corriere e Messaggero nascondono i guai di babbo Tiziano

17 Febbraio 2017 0 Di Marino Marquardt

Informazione taroccata: Corriere della Sera, Messaggero e Repubblica manipolano i messaggi sms di Luigi Di Maio ma minimizzano l’indagine su Tiziano Renzi.

Repubblica, Corriere e Messaggero nascondono i guai di babbo Tiziano

Come dovevasi dimostrare… Prendo in prestito la formula lessicale usata in chiusura della illustrazione degli antichi teoremi scolastici per tornare sul tema della informazione taroccata, omissiva e disonesta.

Prendete ad esempio le prime pagine di oggi di Repubblica, Corriere della Sera e Messaggero, tre tra maggiori quotidiani nazionali, i tre disonesti diffusori nella stessa giornata del messaggio inviato dal vicepresidente della Camera Luigi Di Maio alla sindaca di Roma Virginia Raggi. Un messaggio – come è noto – risalente all’agosto scorso e manipolato e confezionato in copia-incolla.

Bene, anche oggi questi tre quotidiani hanno confermato le rispettive vocazioni alla adulterazione, alla distorsione o all’occultamento di notizie non gradite a quanti da dietro le quinte tirano i fili.

Tristi burattini col look di autorevoli professionisti lavorano all’industria del falso massmediatico.

Ripeto, è emergenza democratica, occorrerebbe formare gruppi di controllo democratico sul controllo della correttezza della informazione. E non si parli di nostalgia da Minculpop.

Nei giorni in cui si discute su misure da adottare contro i falsi dei social, sarebbe opportuno confrontarsi anche sulla informazione “ufficiale” scorretta. Perché lasciare il campo libero soltanto a stampa e tv specializzate nel gioco sporco? Forse soltanto perché è più facile spiccare querela contro testate giornalistiche ufficiali?

Ma ricordo a quanti usano questo argomento che sul danno d’immagine (reato diverso dalla diffamazione) come quello che gli organi di informazione stanno producendo alla Raggi è difficile intervenire e contrastarlo.

Detto ciò, che un giornale possa essere diparte è accettabile. Purché lo dichiari e non impugni la bandiera dell’indipendenza, purché non confonda l’essere di parte con la diffusione di notizie false.

Oggi, ad esempio, i tre Quotidiani “indipendenti”, mi riferisco ai tre diffusori del clamoroso falso dei giorni scorsi, hanno nascosto il guai giudiziari in cui è incappato Babbo Tiziano.

A differenza dei titoloni sparati in prima pagina a ripetizione contro la Raggi nei giorni scorsi, oggi hanno “nascosto” la notizia dell’avviso di garanzia recapitato a Renzi senior e del pizzino “30mila euro a T.” scritto dall’imprenditore napoletano Romeo riportando e riducendo il fatto in trafiletti e titoletti sui quali difficilmente cadono gli occhi dei lettori.

Eppure c’è puzza di marcio attorno al giglio magico, l’essere borderline fa evidentemente moda da certe parti della Toscana. Inutile ripetere, la notte rischia di calare sull’informazione. Dotiamoci di pile e gruppi elettrogeni…