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Ricerca:il MUSE di Trento scopre la Val di Fassa

Ricerca:il MUSE di Trento scopre la Val di Fassa

28 Agosto 2025 Off di Redazione Italia Notizie 24

Animali foraggiati artificialmente: buoni  risultati in Val di Fassa in Trentino.

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Il museo Muse di Trento non rinuncia a conquistare premiati. Ha condotto una ricerca con l’Associazione Cacciatori Trentini che ha avuto anche la collaborazione di FEM – Fondazione Edmund Mach. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Ecosphere (disponibile a questo link). La ricerca è stata svolta in Val di Fassa, nel Trentino orientale, negli inverni del 2022 e 2023, in un’area caratterizzata da un’alta densità di mangiatoie (2,6 per 10 km quadri). La pratica del foraggiamento artificiale degli ungulati è molto diffusa in tutta Europa, specialmente a fini venatori per aumentare la sopravvivenza invernale delle specie cacciate. Diverse ricerche  hanno messo in luce anche effetti collaterali di questa pratica, che possono  avere ricadute negative sia sulle specie target che sull’intera comunità di specie. Ricercatrici e ricercatori italiani si sono chiesti: la presenza di mangiatoie potrebbe influenzare le relazioni tra gli ungulati, portando ad aggregazioni ‘non naturali’? Questo potrebbe avere conseguenze sui loro predatori, modificandone l’uso dello spazio e il comportamento?  Marco Salvatori, ricercatore MUSE e primo autore dello studio dice:“ Il nostro obiettivo era testare l’ipotesi che le mangiatoie creassero aggregazioni di ungulati, attratti da cibo concentrato e facilmente disponibile, che a loro volta potessero influenzare il movimento e il comportamento dei lupi, loro predatori naturali. Ci si aspetta, infatti, che gli erbivori massimizzino l’acquisizione ‘facile’ di cibo alle mangiatoie, e che i predatori ottimizzino predazione e dispendio energetico, selezionando le aree in prossimità delle mangiatoie per via della loro attrattività sugli erbivori. E i dati sembrano supportare le nostre ipotesi”. Dallo studio emerge che la variabile che più influenza la distribuzione degli ungulati è la vicinanza alle mangiatoie: la probabilità di presenza degli ungulati era massima nei pressi delle mangiatoie, e si azzerava in siti a 3 km di distanza dalla mangiatoia più vicina. La loro attività è più sensibile alla presenza umana: più un sentiero è frequentato, meno attivi risultano gli ungulati nelle aree circostanti. E i lupi ? La loro attività è in rapporto alla vicinanza alle mangiatoie per ungulati: i siti di campionamento più vicini alle mangiatoie erano usati il doppio rispetto a quelli a un chilometro di distanza. Grazie alle fototrappole sottolinea Giulia Bombieri, ricercatrice MUSE e coordinatrice dello studio abbiamo potuto osservare quali specie visitano le mangiatoie e con quale frequenza. Il cervo è il frequentatore più assiduo, seguito dal capriolo e dal muflone. Ma non solo ungulati: anche volpi, lepri, e perfino gatti domestici hanno visitato i punti di alimentazione, con possibili effetti sull’intera comunità di specie. Ulteriori studi sono necessari per verificare a fondo tali conseguenze”. Il lavoro è particolarmente importante in una Valle straordinaria per bellezze e richiamo turistico. In tutto è  stata preziosa la collaborazione dei guardiacaccia ACT, del personale del Corpo Forestale e dei custodi forestali dell’area della Val di Fassa per il supporto nella raccolta dati. 

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