Ricetta elettronica, finalmente si parte

Ricetta elettronica, finalmente si parte

27 Febbraio 2016 0 Di Pietro Nigro

La ricetta elettronica, annunciata da almeno dieci anni e oggetto di diversi esperimenti, andrà in vigore dal 1 marzo, sostituirà la vecchia ricetta di carta e coinvolgerà tutti i medici, le farmacie e i laboratori diagnostici d’Italia.

Ricetta elettronica, al via il 31 marzo

Ricetta elettronica, potrebbe essere la volta buona. Dopo i tentativi, le sperimentazioni e gli annunci di cui sono costellati almeno gli ultimi tredici anni (vedi articolo sull’iter legislativo dal 2003 ad oggi), dal primo marzo prossimo dovrebbe prendere il via in tutta Italia il documento elettronico con cui il medico prescrive cure e medicinali caricandoli sul computer e il paziente li va a ritirare in una qualsiasi farmacia d’Italia, senza alcun bisogno di portare la vecchia ricetta di carta.

La cautela è d’obbligo, visto che di ricetta elettronica, peraltro già largamente diffusa in tanti Paesi europei, in Italia si parla e si sperimenta da anni, e non è detto che il nuovo sistema, introdotto da ultimo con una legge voluta dal ministro Beatrice Lorenzin lo scorso mese di autunno, sia stato effettivamente messo a punto in ogni aspetto procedurale ed informatico. Per questo, in realtà i medici continueranno a dare al paziente un promemoria, per poter recuperare la prescrizione anche in caso di malfunzionamento.

Già, perché è prevedibile che ci saranno non poche difficoltà. Già la Fimmg, la Federazione dei medici di medicina generale, ha diramato una nota con cui mette in guardia sui possibili svantaggi di questa novità. Svantaggi soprattutto per i medici che devono smanettare non solo con il computer ma anche con tutti i controlli formali, farmaceutici e fiscali che devono eseguire, come spiega il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo.

Qualcuno ha confuso gli studi medici con quelli dei Caf, vista la mole di dati anagrafici, codici di esenzione dai ticket, adesso anche quelli di erogabilità e appropriatezza e quant’altro dovremo verificare. E in più il medico non potrà più contare sul supporto dell’assistente di studio nella velocizzazione delle procedure di ricettazione, e ci saranno complicazioni anche nelle procedure di coinvolgimento del sostituto medico che per il momento salvo eccezioni (Campania) dovrà continuare ad utilizzare la ricetta rossa. In conseguenza di ciò il rischio è che tutti gli oneri ricadranno sul titolare, con un aggravio di lavoro che significa tempo tolto alle visite e attese più lunghe per gli assistiti.

In effetti, il sistema della ricetta elettronica, che a regime dovrebbe consentire indubbi vantaggi per esempio per calmierare la prescrizione di medicinali, ridurre gli sprechi, evitare le falsificazioni e i furti, nonché ridurre i costi generali, presuppone un’efficiente rete informatica, con software e banche dati che collegano tutti i medici, siano essi in studio o in una visita a domicilio, i farmacisti e i centri diagnostici.

Il medico si dovrebbe connettere con il proprio pc o con il proprio portatile o tablet ad un sito unico nazionale, dove dovrebbe poter compilare una ricetta elettronica analoga a quella cartacea, identificabile con il codice fiscale del paziente e con il Numero di ricetta elettronica (Nre) assegnato dal software e valido in tutta Italia. Il medico dovrebbe inserire anche eventuali esenzioni per il ticket. A sua volta, la farmacia o il laboratorio a cui il paziente presenta il “promemoria”, in qualsiasi parte d’Italia quindi anche al di fuori della propria regione, dovrebbe poter recuperare quella prescrizione ed erogare il medicinale o gli accertamenti diagnostici prescritti. E infine, farmacie e laboratori che operano in convenzione con il Servizio sanitario nazionale dovrebbero poter presentare alla rispettiva Regione le relative notule per il rimborso. Inoltre, con questo sistema unificato, tutte le farmacie d’Italia dovrebbero poter erogare i medicinali al paziente applicando facilmente anche il ticket relativo alla sua regione di provenienza, mentre le regioni dovrebbero potersi scambiare i dati relativi alle prestazioni erogate ai pazienti di altre regioni e agevolare i relativi pagamenti compensativi.

Al momento restano ancora in vigore i vecchi fustelli dei medicinali, da applicare sulla ricetta, perché non si è ancora trovato un meccanismo adeguato a tenere conto di tutte le esigenze, distinguendo per esempio i medicinali venduti direttamente al paziente e quelli erogati tramite servizio sanitario nazionale.

Nei prossimi mesi la ricetta elettronica verrà estesa anche a cliniche, ambulatori, ospedali e centri diagnostici per la prescrizione di esami e accertamenti specialistici. Fino al 2017, tuttavia, la sperimentazione esclude alcuni medicinali, tipo gli stupefacenti, l’ossigeno terapeutico, le prescrizioni per erogazione diretta in continuità assistenziale, i farmaci con piano terapeutico Aifa.