Ricordando Bud Spencer, icona del cinema pop

Ricordando Bud Spencer, icona del cinema pop

01 Luglio 2016 0 Di Emilia Parisi

Ricordando Bud Spencer: da Trinità ad Altrimenti ci arrabbiamo, da Piedone a Bulldozer, una raccolta dei cult movies con protagonista l’attore scomparso.

Ricordando Bud Spencer, gigante dal cuore tenero

Bud Spencer, il “gigante buono” del cinema italiano, è volato via per sempre. In punta di piedi, come solo i grandi sono capaci di fare. La famiglia ne ha annunciato la scomparsa il 27 giugno con un post su Facebook:

“Con il più grande dispiacere, dobbiamo dirvi che Bud sta per volare verso il suo prossimo viaggio”.

Un pugno allo stomaco, uno di quei cazzotti micidiali che solo lui sapeva sferrare, per tutti i suoi fans, grandi e piccini. Ripercorriamo insieme la lunga carriera dell’attore napoletano, le opere cult, al cinema e in televisione, e i personaggi che ne hanno decretato il successo.

Bud Spencer (qui il sito ufficiale), al secolo Carlo Pedersoli, nell’arco della sua longeva attività artistica ha recitato in oltre settanta opere, tra film e fiction televisive, diventando uno degli interpreti più amati e apprezzati del cinema internazionale.

Particolarmente celebri sono le sedici pellicole girate in coppia con Mario Girotti/Terence Hill, a cominciare da Dio perdona…io no! (1967), film western diretto da Giuseppe Colizzi, a cui seguono altre due opere, I quattro dell’Ave Maria (1968) e La collina degli stivali (1969), sempre dirette da Colizzi e interpretate dalla stessa coppia di attori.

Prima ancora di mettere piede su un set cinematografico e passare alla storia della celluloide con il nome d’arte di Bud Spencer (omaggio all’attore Spencer Tracy e alla birra Budweiser), Carlo Pedersoli è stato più volte campione italiano di nuoto a stile libero e in staffetta, partecipando a numerose gare nazionali e internazionali, come i Giochi olimpici di Roma, HelsinkiMelbourne e i Giochi del Mediterraneo di Alessandria d’EgittoBarcellona come pallanuotista.

Inoltre, è stato giocatore di rugby come seconda linea e ha conseguito la licenza di pilota di aerei ed elicotteri (il primo volo effettuato da Carlo si ebbe sul set di …più forte ragazzi! diretto da Colizzi nel 1972). Il mitico Bud è anche autore e cantante di canzoni folk napoletane, canzoni pop, musica brasiliana e successivamente anche di colonne sonore per il cinema.

Gli esordi e i film con Terence Hill

L’esordio sulle scene di Carlo Pedersoli avviene nel peplum hollywoodiano Quo Vadis? (1951) di Mervyn LeRoy, dove interpreta una guardia dell’impero romano.

Successivamente ottiene piccoli ruoli nei film Un eroe dei nostri tempi (1955) di Mario Monicelli e Siluri umani (1954) di Antonio Leonviola.

Ma le pellicole che ne hanno consacrato il successo sono senza dubbio quelle dirette da Enzo Barboni (in arte E. B. Clucher), ovvero Lo chiamavano Trinità (1970) e …continuavano a chiamarlo Trinità (1971), dove recita accanto all’inossidabile compagno di avventura Terence Hill (Trinità) nel ruolo del delinquente e ladro di cavalli Bambino, divenuto inspiegabilmente sceriffo.

E. B. Clucher dirige Bud e Terence per l’ultima volta nella commedia I due superpiedi quasi piatti (1977), a cui seguono altre pellicole interpretate dalla spumeggiante coppia di attori come …più forte ragazzi! (1972) di Giuseppe Colizzi, …altrimenti ci arrabbiamo! (1974) di Marcello Fondato, Porgi l’altra guancia (1974) di Franco Rossi, Pari e dispari (1978) di Sergio Corbucci e Io sto con gli ippopotami (1979) di Italo Zingarelli.

Tra gli ultimi lavori della coppia Chi trova un amico, trova un tesoro (1981) di Sergio CorbucciMiami Supercops – I poliziotti dell’ strada (1985) di Bruno Corbucci e Botte di Natale (1994) di Terence Hill.

Bud non si accontenta, però, solo di spaghetti western e parodie comiche: nel 1971 è diretto da Dario Argento nel film giallo Quattro mosche di velluto grigio, dove impersona l’eccentrico clochard Diomede, evocativamente soprannominato Dio.

Seguono un dramma di denuncia civile, Torino nera (1972) di Carlo Lizzani e le commedie fantastiche Superfantagenio (1986) di Bruno Corbucci e Un piede in paradiso (1991) di E. B. Clucher. Altre incursioni in generi disparati sono il thriller Al limite (1997) di Eduardo Campoy e l’avventuroso Figli del vento (1999) di José Miguel Juàrez, entrambi di produzione spagnola; infine il dramma fantastico Cantando dietro i paraventi (2003) di Ermanno Olmi, ambientato nella Cina imperiale e ispirato alla vera storia della piratessa Ching, dove interpreta il vecchio capitano Andorrano.

La tetralogia di Piedone e le fiction

Lo sbirro Piedone, commissario di polizia dalla scorza dura e dal cuore tenero, è senza dubbio il personaggio più amato, in Italia e all’estero, portato sul grande schermo dal mitico Bud: quattro film, diretti dal re della commedia nostrana Steno, illustrano le peripezie del rude poliziotto che è entrato nella memoria del pubblico. Mi riferisco a Piedone lo sbirro (1973), Piedone a Hong Kong (1975), Piedone l’africano (1978) e Piedone d’Egitto (1980).

Impossibile, poi, dimenticare il gigante dal cuore d’oro Banana Joe che si sposta lungo il fiume in un Ecuador immaginario a bordo della sua bagnarola, protagonista del film omonimo diretto da Steno nel 1982.

A decretare il successo internazionale di Bud Spencer hanno contribuito anche i personaggi da lui interpretati nelle commedie dirette da Michele Lupo: l’ex giocatore di football Bulldozer in Lo chiamavano Bulldozer (1978) e la vecchia gloria del pugilato Bud Graziano in Bomber (1982), entrambi protagonisti di commedie sportive; lo scettico e massiccio sceriffo Scott Hall al centro delle commedie di fantascienza Uno sceriffo extraterrestre… poco extra e molto terrestre (1979) e Chissà perché… capitano tutte a me (1980), interpretate anche dall’irresistibile piccolo alieno Cary Guffey.

A partire dal 1988 Bud dà il via ad un lungo e fruttuoso sodalizio con la televisione, interpretando il personaggio del detective dei Lloyd’s di Londra Jack Clementi, detto “professore”, per la serie Big Man (una sola stagione) diretta da Steno e Maurizio Ponzi.

Altra serie storica, diretta da Enzo G. Castellari e Alessandro Capone, è Detective Extralarge (due stagioni dal 1991 al 1993), in cui Bud impersona il detective privato Jack Costello, soprannominato “Extralarge” per via della sua grossa taglia.

Nel 2001 è Don Carlo Vasari nel film per la televisione Padre Speranza diretto da Ruggero Deodato, mentre l’anno successivo è l’affettuoso nonno adottivo Bops nella miniserie televisiva australiana Tre per sempre.

Nel 2010 partecipa alla serie tv I delitti del cuoco (una sola stagione), diretta da Alessandro Capone, interpretando il ristoratore ed ex commissario dell’isola di Ischia Carlo Banci.