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Marco Zullo - Rubrica Marco di Fabbrica
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Riforma della pubblica amministrazione, un’occasione per mettere in rete il futuro di Napoli

Riforma della pubblica amministrazione, un’occasione per mettere in rete il futuro di Napoli

26 Agosto 2025 Off di Francesca Panico

«Richiedere un certificato anagrafico o una carta d’identità non dovrebbe mai trasformarsi in una prova di resistenza.  Invece, a Napoli, servono ancora settimane di prenotazioni e passaggi allo sportello prima di stringere in mano il documento. Non è raro che amministrazioni aprano slot a cadenza mensile per servizi che, altrove, si concluderebbero con pochi minuti di front-office».
Lo afferma Enrico Ditto, responsabile Formazione e Lavoro di Azione in Campania.

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La riforma della Pubblica Amministrazione, spinta dalle risorse del PNRR, mette a disposizione della Campania oltre tre miliardi di euro tra digitalizzazione, edilizia amministrativa e formazione del personale. Nel pacchetto rientrano i 347 punti di facilitazione digitale che la Regione sta attivando per accompagnare cittadini e imprese nell’uso dei servizi online, con l’obiettivo di formare 274 000 utenti entro la fine del 2025. I primi effetti, stando a una recente indagine presentata da FPA durante la settima “Indagine sulla maturità digitale dei Comuni capoluogo”, già si vedrebbero: si registra un netto balzo della maturità digitale dei Comuni capoluogo, con undici città del Mezzogiorno – Napoli compresa – ormai sopra la soglia di “buon livello” grazie all’adozione di piattaforme come SPID, pagoPA e APP IO per tributi, mense scolastiche e sportelli edilizi.

«Ma la tecnologia, da sola, non basta», insiste Ditto. «Implementare piattaforme non serve se non arrivano agilmente alla popolazione. Non è lo strumento a fare la rivoluzione digitale, ma la capacità di renderlo accessibile a tutti. Oltre alla cultura digitale serve personale capace di usare le piattaforme digitali, procedure riviste alla radice e un cronoprogramma che leghi ogni euro speso a un minuto risparmiato da cittadini e imprese».

La Regione ha appena aggiornato il proprio Piano ICT 2023-2025 con 45 linee di intervento: interoperabilità fra banche dati, sportelli in cloud, intelligenza artificiale per smistare pratiche e prevenire errori ripetitivi. «Se queste funzioni dialogheranno davvero», insiste Ditto, «il permesso edilizio diventerebbe tracciabile in tempo reale, l’ISEE si scaricherebbe con due click e un imprenditore non dovrebbe più peregrinare tra uffici per una SCIA. Siamo sicuri di aver imboccato questa strada?».

L’imprenditore lancia infine un appello a istituzioni, associazioni di categoria e cittadini: «La riforma non è un decreto calato da Roma; è un cantiere che costruisce fiducia. Ogni input che viene dal territorio – un bug segnalato nel portale, una buona pratica sperimentata in un piccolo Comune, un dato reso aperto – accorcia la distanza fra lo Stato e le persone. È il momento di trasformare la burocrazia da zavorra a leva di sviluppo: più veloce, più trasparente, più umana. E questo percorso riguarda tutti».

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