Roberto Vecchioni: la letteratura in concerto all’Obihall di Firenze

Roberto Vecchioni: la letteratura in concerto all’Obihall di Firenze

28 Marzo 2017 0 Di Redazione In24

La vita che si ama, il tour italiano di Roberto Vecchioni, fa tappa a Firenze per un concerto in programma all’Obihall domani mercoledì 29 marzo alle 21.

Roberto Vecchioni, domani all’Obihall di Firenze

Fa tappa domani all’Obihall di Firenze “La vita che si ama”, lo spettacolo che porta sul palco la musica e la letteratura di Roberto Vecchioni.

Il tour prende il nome dal libro che è uscito a novembre insieme al disco “Canzoni per i figli”, un doppio lavoro nel quale Roberto Vecchioni si racconta ai figli Francesca, Carolina, Arrigo ed Edoardo.

Sul palco dell’Obihall, dove si esibirà a partire dalle 21, Roberto Vecchioni sarà accompagnato dalla “band storica”, costituita da Lucio Fabbri (pianoforte e violino), Massimo Germini (chitarra acustica), Marco Mangelli (basso) e Roberto Gualdi (batteria).

In scaletta, tutti i brani tratti dal suo ultimo lavoro, “Canzoni per i figli“, che comprende nove brani molto amati del suo repertorio, rivisti attraverso gli arrangiamenti di Lucio Fabbri.

Si tratta di capolavori più conosciuti – “Figlia” e “Le Rose Blu”, e meno noti – “Canzone da lontano” e “Un lungo Addio”. In alcuni casi si tratta di canzoni risuonate, ricantate e riconcepite, in alcuni casi rieditate profondamente rispetto all’originale come ad esempio nel brano “Quest’uomo”. A completare l’album un inedito, “Che c’eri sempre”, poesia musicata scritta per la mamma.

L’album è un lavoro acustico, in cui prevalgono la chitarra, il violino e il piano, con alcuni inserimenti di basso e batteria. L’impianto compositivo è classico, una poesia accompagnata da uno strumento, chitarra o violino, e gli altri strumenti costituissero un contorno.

Tra le sorprese, “Canzone da lontano”, ninna nanna scritta per Francesca e tratta da un album ormai introvabile, Montecristo, la versione recitata di “Figlio figlio figlio” e un nuovo arrangiamento di “Un lungo addio”, dedicata a Carolina.

E nel libro che cammina in parallelo e che quasi si poggia sull’album, il ripercorrersi e il raccontarsi attraverso dieci brani: la vita e le difficoltà di un padre, che si riscopre alla fine figlio nel grano dedicato alla madre, perché, come scrive Vecchioni, “non si è felici nell’imperturbabilità, ma nell’attraversamento del vento e della tempesta”.