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Roma, al teatro Delle Muse debutta l’Amico di papà

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L'amico di papà
Al teatro delle Muse L'amico di papà di Eduardo Scarpetta.

Roma, grandi classici al teatro delle Muse: L’amico di papà di Eduardo Scarpetta debutta il 29 dicembre e prosegue fino al 10 febbraio.

Roma, al Delle Muse torna L’amico di papà di Scarpetta

Dal teatro al cinema sono numerose le opere immortali che, nonostante il trascorrere del tempo, continuano a conquistare il pubblico. Una di queste è L’amico di papà, farsa di Eduardo Scarpetta che debutta al Teatro delle Muse il 29 dicembre e prosegue fino al 10 febbraio 2019.

E che a Capodanno andrà in scena con uno spettacolo speciale a partire dalle 20 per brindare insieme alla compagnia con spumante e panettone per tutti.

In scena la versione di Geppi Di Stasio

Quella che esordisce al teatro diretto da Rino Santoro è una versione adattata e diretta da Geppi Di Stasio.

Quante volte ci è capitato di desiderare ardentemente di rivedere una persona cara e poco dopo questa ci infastidisce invadendoci il campo con eccessive effusioni non richieste?

Anche l’amicizia, quando esasperata, può trasformarsi in un danno irreparabile perché viene subita invece di usufruita; e ciò fino ad insinuare il dubbio sulla buna fede dell’amico troppo affettuoso.

È proprio questo che genera il riavvicinamento di Liborio Paposcia e Felice Sciosciammocca, uniti da un forte e profondo legame di amicizia.

Protagonisti della farsa L’amico di papà, che ruota attorno ad una serie di equivoci esilaranti, Wanda Pirol, Rino Santoro, Geppi Di Stasio.

Un trio sinonimo di bravura e garanzia di successo.

Sulla scena numerosi altri personaggi che completano un quadro perfetto mai pesante, mai esageratamente scollacciato.

Tra gli interpreti anche: Roberta Sanzò, Giuseppe Vitolo, Carlo Badolato, Carol Lauro, Antonio Mirabella, Pasquale Sario.

L’amico di papà non è soltanto una gustosissima commedia degli equivoci, ma è anche una straordinaria farsa che diventa esilarante fin dall’entrata in scena di Felice, il protagonista, con vere e proprie gags continue e inaspettate. Basti sapere che il finale è costituito da tre colpi di scena dove Felice ed il Becchino la faranno da padroni.

Il testo scarpettiano ha per protagonista Liborio, padre di famiglia all’apparenza integerrimo e Felice Sciosciammocca, il figlio di un suo vecchio amico ricco ma da poco defunto.

Felice, grato a Liborio per l’amicizia dimostrata alla sua famiglia, cerca di rendersi utile, di dare consigli, per restituire i favori ricevuti dal padre e dal nonno cieco.

Ma srpvveduto e combina guai qual è, finirà solamente per creare danni al povero Liborio ed alla sua famiglia, nonché a coinvolgerli con la sua negatività, se non con la sua jella.