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Marco Zullo - Rubrica Marco di Fabbrica
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Roma celebra Dario Argento. Omaggio a “Profondo Rosso” dai registi stranieri

Roma celebra Dario Argento. Omaggio a “Profondo Rosso” dai registi stranieri

08 Luglio 2026 Off di Emanuel Felice Coppola

Per tre giorni, dal 4 al 6 luglio, Roma è diventata il punto d’incontro di alcune tra le più autorevoli voci del cinema contemporaneo.

Marco Zullo - Rubrica Marco di Fabbrica

Il parco della Cervelletta ha ospitato un evento straordinario: l’ incontro pubblico con Dario Argento, Hideo Kojima, Nicolas Winding Refn, Gaspar Noé e, a sorpresa, Mathieu Kassovitz, prima della proiezione serale di  “Profondo Rosso”. Più che una celebrazione nostalgica, è stata la dimostrazione di come “Profondo Rosso”, il film di Dario Argento continui, a mezzo secolo dalla sua uscita, a influenzare generazioni di registi provenienti da culture e mondi cinematografici diversi: dal Giappone alla Danimarca, passando per la Francia. Lo stesso Argento ha ammesso di non aver immaginato l’impatto che avrebbe avuto quella pellicola. «Per me era un film come gli altri che avevo fatto», ha raccontato. «Poi si è rivelato il più importante». Un’opera che ha cambiato la sua carriera e che continua a essere un punto di riferimento internazionale.

Kojima, Park Chan-wook e il caso Suspiria 2

Curioso l’aneddoto raccontato sul mercato giapponese. In Giappone “Suspiria” era stato distribuito prima di “Profondo Rosso” cosi che, quest’ultimo venne ribattezzato Suspiria 2 per sfruttarne il successo commerciale. Proprio da questo episodio è nata una divertente testimonianza di Hideo Kojima. Il creatore di Metal Gear Solid e Death Stranding ha ricordato una conversazione con il regista sudcoreano Park Chan-wook, durante un gioco in cui entrambi elencavano i propri film preferiti. Quando Kojima citò “Suspiria 2”, Park non riusciva a capire a quale titolo si riferisse. Solo dopo che il game designer giapponese intonò la celebre ninna nanna del film, il regista comprese che si trattava di “Profondo Rosso”. Kojima ha poi ribadito quanto il cinema di Argento abbia influenzato il suo lavoro nei videogiochi.

L’eredità di Argento attraverso lo sguardo dei grandi autori

Nicolas Winding Refn ha spostato l’attenzione sull’aspetto visivo dell’opera di Argento, soffermandosi sul ruolo del colore. Il regista danese ha rivelato di aver scoperto a ventiquattro anni di essere daltonico e di percepire soprattutto i colori ad alto contrasto. «Non ho mai visto il mondo com’è realmente, ma come lo vedevo io», ha spiegato. L’intervento più personale è stato quello di Gaspar Noé, che con Vortex ha voluto mostrare un Dario Argento lontano dall’immaginario del maestro dell’horror, restituendone invece la dimensione più intima e umana. Noé ha raccontato di aver sentito parlare di Argento fin da bambino, a Buenos Aires, quando gli era proibito vedere film horror. Anni dopo, durante gli studi di cinema a Parigi, assistette a una proiezione di “Suspiria” in Italia, rimanendone profondamente colpito. Da allora nacque il desiderio di realizzare un cinema altrettanto radicale. L’amicizia tra i due prese forma al Festival del cinema di Toronto e sfociò nella collaborazione per “Vortex”. Ad arricchire il dibattito è stato anche Mathieu Kassovitz, autore de “La Haine”, che ha definito Argento, Kojima, Refn e Noé «visionari».  «Dario ha inventato una violenza poetica», ha detto. «I suoi film possono turbare, ma accanto allo shock esiste sempre una straordinaria bellezza».

Il valore della sala cinematografica

La seconda parte dell’incontro si è trasformata in una conversazione tra artisti sul futuro del cinema. Per Argento il grande schermo resta insostituibile: «La gente deve andare al cinema, non guardare i film sui computer». Kojima ha raccolto il testimone con una dichiarazione che ha sintetizzato perfettamente lo spirito della serata: «Se dovessi morire, vorrei morire dentro un cinema». E, alla domanda su quale film sceglierebbe come ultimo, ha risposto che non gli importa il titolo. Vorrebbe morire in quell’istante irripetibile in cui le luci si spengono, scorrono i trailer e tutto è ancora possibile, un attimo prima che inizi il film.

 

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