Roma, che meraviglia: a Lecce è già calcio vero
01 Settembre 2026C’è un modo per vincere le partite e ce n’è un altro per mandare un messaggio al campionato. La Roma, al Via del Mare, ha scelto decisamente il secondo. Il 4-0 rifilato al Lecce non è soltanto la seconda vittoria consecutiva in campionato: è la conferma di una squadra che sembra aver già assimilato idee, principi e mentalità del suo allenatore.

Due partite, due vittorie per 4-0, otto gol segnati e nessuno subito. Numeri che da soli raccontano un avvio straordinario, ma che soprattutto vanno letti attraverso la qualità del gioco espresso.
Una Roma che manovra con naturalezza
La sensazione più forte lasciata dalla trasferta di Lecce è forse proprio questa: la Roma sembra giocare con facilità.
La palla viaggia, i giocatori si cercano, le distanze sono quelle giuste e soprattutto c’è la sensazione che ogni movimento abbia un significato. Non è una squadra che si affida soltanto alle giocate dei singoli: è una squadra che prova a costruire attraverso un sistema.
Ed è qui che emergono i meriti di Gian Piero Gasperini.
Il tecnico ha portato in pochi mesi una precisa identità, fatta di aggressività, occupazione degli spazi, verticalità e continua ricerca della superiorità. Ma c’è un aspetto ancora più importante: i giocatori sembrano divertirsi dentro questo sistema. E quando una squadra riesce a trasformare i concetti dell’allenatore in movimenti naturali, il calcio diventa inevitabilmente più fluido.
Gasperini, dopo il 4-0, ha sottolineato proprio il valore umano del gruppo, parlando di una squadra capace di mettere “cuore e testa” prima ancora dei muscoli.
Il mercato di agosto ha cambiato il volto della Roma
E poi c’è il mercato. Un mercato che nelle ultime settimane ha avuto un’accelerazione impressionante.
La società ha lavorato per consegnare a Gasperini una rosa sempre più vicina alle sue esigenze. Gli arrivi di Leonardo Balerdi e Marten de Roon, quest’ultimo vecchia conoscenza dell’allenatore ai tempi dell’Atalanta, hanno aggiunto esperienza, personalità e fisicità.
Ma il punto non è soltanto la quantità degli acquisti. È la sensazione che, finalmente, allenatore e società stiano procedendo nella stessa direzione.
Gasperini stesso, a inizio agosto, aveva evidenziato la necessità di ampliare numericamente la rosa e aveva spiegato come il direttore sportivo D’Amico fosse al lavoro su giocatori giovani e importanti.
Il mercato, dunque, non è stato un semplice esercizio di numeri: è diventato parte integrante di un progetto tecnico.
E proprio per questo l’entusiasmo cresce.
Dybala, Malen, Soulé e una squadra che ha tante soluzioni
La Roma non sembra dipendere più da una singola giocata o da un solo uomo.
Malen è partito fortissimo, Dybala continua a essere il giocatore capace di accendere la luce, Soulé sta trovando spazio e fiducia, mentre anche i nuovi innesti stanno entrando progressivamente nei meccanismi. A Lecce Malen è stato ancora protagonista, con una doppietta e un assist, mentre Soulé e il giovane Rodrigo Mora hanno completato il poker.
E questa è forse la notizia più bella per Gasperini: la Roma ha ancora margini di crescita.
Perché se una squadra segna otto gol nelle prime due giornate e lo fa mostrando già una buona organizzazione, significa che il lavoro non è finito. Anzi, potrebbe essere appena cominciato.
L’ambiente è felice. E si sente
A Roma si respira un’aria diversa.
Non è ancora tempo di proclami, perché il campionato è lunghissimo e le difficoltà arriveranno. Ma l’entusiasmo è reale. La gente vede una squadra che corre, attacca, crea e soprattutto sembra avere un’idea precisa di quello che vuole essere.
Il mercato ha alimentato la fiducia, le prime due partite hanno fatto il resto.
E anche Gasperini sembra particolarmente soddisfatto: dopo Lecce ha parlato di una condizione molto positiva e di un gruppo di valore, sottolineando come gli innesti possano alzare ulteriormente l’asticella.
Adesso resta l’ultimo capitolo di questo agosto rovente: completare definitivamente la rosa. Lo stesso Gasperini ha indicato ancora un terzino e un attaccante esterno come possibili tasselli mancanti.
Ma intanto la Roma può guardarsi allo specchio e sorridere.
Due partite, due 4-0. Una squadra che gioca, un allenatore che ha già lasciato la sua impronta, una società protagonista sul mercato e un ambiente tornato a sognare.
Forse è presto per parlare di grandi traguardi. Ma non è presto per dire che questa Roma fa paura.
E soprattutto, finalmente, fa divertire.


