Roma, dopo Mora la proprietà merita applausi, Gasperini progetto sicuro
18 Agosto 2026Rodrigo Mora e una Roma che cambia pelle: il mercato dei Friedkin convince
La Roma mette a segno quello che, per ambizione e prospettiva, può diventare il colpo simbolo dell’estate: Rodrigo Mora è giallorosso. Il club ha raggiunto l’intesa definitiva con il Porto per il talento portoghese classe 2007, in un’operazione da 25 milioni di euro più il 50% sulla futura rivendita, percentuale che la Roma potrà ridurre o azzerare attraverso ulteriori versamenti. Una trattativa lunga, complessa, persino a tratti tortuosa, ma che alla fine ha premiato la determinazione della società.

Ed è proprio la determinazione la parola chiave per descrivere il mercato romanista fino a oggi.
Rodrigo Mora non è soltanto un acquisto importante per il presente. È un investimento sul futuro, un giocatore individuato per caratteristiche tecniche e potenziale, perfettamente coerente con l’idea di costruire una Roma giovane, ambiziosa e capace di aumentare progressivamente il proprio valore. Il portoghese porta qualità, fantasia, tecnica nello stretto e quella capacità di giocare tra le linee che può diventare preziosissima nel calcio di Gian Piero Gasperini.
Ma soprattutto, l’operazione Mora racconta una cosa: la Roma ha deciso di alzare l’asticella.
Una campagna acquisti costruita con una logica precisa
Prima di Mora erano arrivati Santiago Castro, Konstantinos Koulierakis e Nahuel Molina, mentre Donyell Malen è stato riscattato a titolo definitivo dopo l’esperienza della seconda parte della stagione precedente.
Castro, ufficializzato il 30 luglio, è stato acquistato dal Bologna per circa 35 milioni più bonus e rappresenta un investimento pesante ma significativo. L’argentino classe 2004 è stato scelto per dare a Gasperini un’alternativa offensiva di livello e maggiore profondità in una stagione che vedrà la Roma impegnata anche in Champions League.
Poi Koulierakis, centrale greco classe 2003, arrivato dal Wolfsburg per 17 milioni più bonus e con una percentuale sulla futura rivendita. Un profilo giovane, fisico e con margini di crescita, individuato per aumentare qualità e rotazioni nel reparto difensivo.
Molina, invece, è il giocatore dell’esperienza. L’argentino, campione del mondo con l’Argentina, torna in Serie A dopo l’esperienza all’Atlético Madrid e rappresenta un innesto importante sulle corsie esterne, un ruolo fondamentale nel sistema di Gasperini. L’operazione è stata valutata intorno ai 17-19 milioni di euro.
A questi va aggiunto il riscatto definitivo di Donyell Malen, autore di una prima parte di esperienza romanista semplicemente straordinaria: 15 gol in 20 presenze dopo il suo arrivo nella sessione invernale.
Il quadro, dunque, è quello di una società che non si è limitata a puntellare la rosa. Ha lavorato su più fronti: profondità offensiva, difesa, esterni e prospettiva.
Rodrigo Mora è il manifesto del nuovo progetto
Se Castro rappresenta l’investimento importante e Molina l’esperienza necessaria, Mora può essere considerato il manifesto della strategia futura.
A 19 anni, il portoghese arriva in Italia con un potenziale enorme e con l’idea di diventare uno dei volti della Roma dei prossimi anni. Il fatto che la società abbia insistito così tanto per chiudere l’operazione, anche dopo momenti in cui sembrava possibile una fumata nera, dimostra quanto il giocatore fosse considerato strategico.
Non bisogna pretendere da Mora che risolva tutto immediatamente. Il campionato italiano è un’altra cosa, Gasperini chiede intensità e applicazione e il salto di categoria comporterà inevitabilmente un periodo di adattamento.
Ma è proprio questo il punto: la Roma non sta comprando soltanto quello che serve oggi. Sta comprando anche quello che potrebbe servire domani.
Il merito di D’Amico e Gasperini
Una menzione particolare va fatta a Tony D’Amico.
Il nuovo direttore sportivo si è trovato davanti a un compito tutt’altro che semplice: costruire una rosa competitiva per una squadra che è tornata in Champions League e che, contemporaneamente, deve rispettare esigenze economiche e progettuali.
Il lavoro svolto finora merita un giudizio molto positivo. Non tutte le trattative sono state semplici, non tutti gli obiettivi sono stati raggiunti e il mercato è ancora aperto. Ma la direzione è chiara.
E soprattutto D’Amico non sta lavorando da solo.
Gasperini ha avuto un ruolo centrale nell’individuazione delle caratteristiche dei giocatori. Il tecnico ha parlato pubblicamente di un rapporto continuo con la proprietà e di un D’Amico “impegnatissimo”, sottolineando la volontà del club di migliorare il più possibile una squadra già competitiva.
È probabilmente questo il vero valore aggiunto del progetto: società, direttore sportivo e allenatore sembrano remare nella stessa direzione.
E la proprietà merita un plauso
Anche la proprietà Friedkin merita di essere elogiata.
Negli ultimi anni la tifoseria ha avuto spesso motivi per discutere e criticare. Ma sarebbe ingeneroso non riconoscere quando la società compie uno sforzo concreto per far crescere il progetto.
La scelta di affidarsi a un dirigente come D’Amico, la conferma di Gasperini e la disponibilità a investire su giocatori giovani e importanti sono segnali di una Roma che vuole tornare stabilmente protagonista.
Non è soltanto una questione di quanto si spende. È come si spende.
Castro, Koulierakis, Molina e Mora raccontano quattro esigenze diverse e una strategia abbastanza leggibile: costruire una rosa più profonda, più giovane, più atletica e maggiormente adatta al calcio di Gasperini.
E non è finita qui. Il club continua infatti a lavorare su altri profili offensivi, con Malick Fofana tra i nomi più caldi, mentre l’organico potrebbe ancora essere completato prima della chiusura del mercato.
Una Roma che può finalmente guardare avanti
La cosa più interessante, al di là dei singoli nomi, è la sensazione di trovarsi davanti a un progetto.
La qualificazione alla Champions League ha cambiato le prospettive. La Roma non può più ragionare soltanto sull’immediato: deve costruire una squadra capace di competere in Italia e in Europa, mantenendo contemporaneamente una struttura sostenibile nel tempo.
Rodrigo Mora rappresenta esattamente questa filosofia.
È giovane, talentuoso, costoso ma potenzialmente prezioso anche dal punto di vista patrimoniale. È una scommessa, certo, ma una scommessa che ha una logica.
E allora il voto al mercato, oggi, non può che essere alto: 8.
Non perché la squadra sia già perfetta — tutt’altro. Gasperini stesso ha sottolineato la necessità di completare numericamente la rosa. la Roma ha finalmente dato l’impressione di avere un’identità anche sul mercato.
Ora toccherà al campo.
Il primo appuntamento ufficiale sarà all’Olimpico contro la Fiorentina il 24 agosto.Da quel momento finiranno i discorsi e cominceranno i verdetti.
Ma una cosa, oggi, si può già dire: la Roma ha mandato un segnale.
Ha scelto Gasperini, ha costruito intorno alle sue idee, ha affidato il mercato a D’Amico, ha mantenuto i propri uomini importanti e ha investito su giocatori giovani e di prospettiva.
E con Rodrigo Mora ha aggiunto al progetto un talento che può diventare uno dei volti della Roma del futuro.
Adesso la parola passa al campo. Ma per una volta, ancora prima del fischio d’inizio, c’è una sensazione piacevole: questa Roma sembra avere finalmente un piano per ambire ad una cosa che a Roma manca dal 2001.
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