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Marco Zullo - Rubrica Marco di Fabbrica
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Roma-Fiorentina 4-0: Gasperini dirige uno spettacolo, Dybala illumina, Malen incanta, che bella Roma!

Roma-Fiorentina 4-0: Gasperini dirige uno spettacolo, Dybala illumina, Malen incanta, che bella Roma!

24 Agosto 2026 Off di Claudio Greco
ROMA (3-4-2-1): Svilar; G. Mancini, Ndicka, Hermoso (68′ Koulierakis); Lulli, Cristante (c), Manu Koné (79′ Pisilli), Wesley França; Dybala (79′ El Aynaoui), Rodrigo Mora (54′ Soulé); Malen (68′ Santiago Castro). Allenatore: Gasperini.
FIORENTINA (4-3-2-1): de Gea (c); Dodo, Drăgusin, L. Ranieri, João Mário (81′ Valdepeñas); Brescianini (62′ Álex Jiménez), Fagioli (62′ Oulai), C. Ndour; Arthur Atta (74′ Mandragora), Mastantuono (62′ Kean); Mateo Pellegrino. Allenatore: F. Grosso.
ARBITRO: Matteo MARCENARO.
MARCATORI: 27′, 52′, 60′ Malen, 86′ Pisilli.
ASSIST: 27′, 52′, 60′ Dybala.
AMMONITI: 30′ Fagioli per fallo su Dybala, 39′ Hermoso per fallo su Mastantuono, 49′ Manu Koné per fallo su Mastantuono, 64′ Mateo Pellegrino per fallo su Dybala.

Se cercavano un modo per presentarsi al nuovo campionato, la Roma e Gian Piero Gasperini difficilmente avrebbero potuto scegliere una risposta più convincente. All’Olimpico, davanti a un pubblico entusiasta, i giallorossi hanno travolto la Fiorentina con un netto 4-0, regalando una prestazione che va ben oltre i tre punti: intensità, aggressività, qualità e una precisa identità di gioco.

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Marco Zullo - Rubrica Marco di Fabbrica

Il protagonista assoluto è stato Donyell Malen, autore di una straordinaria tripletta. Ma sarebbe riduttivo fermarsi ai numeri dell’attaccante olandese. Alle sue spalle c’è stata una Roma capace di muoversi con automatismi già sorprendenti per una squadra che sta iniziando un nuovo percorso. E soprattutto c’è stato Paulo Dybala, autore di tutti e tre gli assist per Malen e autentico direttore d’orchestra della serata

La mano di Gasperini si vede già

Il dato più interessante della serata non è soltanto il risultato, ma il modo in cui è arrivato.

La Roma ha mostrato quella che sembra essere la filosofia di Gasperini: squadra corta, pressione alta, ricerca immediata della verticalizzazione e capacità di attaccare gli spazi con grande aggressività. Il 3-4-2-1 non è sembrato un semplice sistema tattico sulla lavagna, ma una struttura dentro la quale i giocatori hanno saputo muoversi con convinzione.

Il tecnico aveva avvertito alla vigilia che la rosa non fosse ancora completamente definita e aveva parlato di un mercato “creativo ma positivo”. La risposta del campo, almeno in questa prima uscita, è stata però estremamente positiva.

La vera sfida sarà naturalmente mantenere questo livello quando arriveranno gli impegni ravvicinati e quando gli avversari avranno studiato meglio la nuova Roma. Ma questa prima partita lascia una sensazione precisa: Gasperini sta già riuscendo a dare un’identità riconoscibile alla squadra.

Malen, l’acquisto che si presenta nel modo migliore

Tre gol all’esordio sono il biglietto da visita ideale per Donyell Malen.

L’olandese non ha semplicemente finalizzato tre azioni: ha dimostrato di poter diventare un punto di riferimento fondamentale per il gioco offensivo giallorosso. La sua capacità di attaccare la profondità e di muoversi alle spalle della linea difensiva si sposa perfettamente con il calcio verticale richiesto da Gasperini.

E poi c’è quella connessione con Dybala che, se confermata nel corso della stagione, potrebbe rappresentare una delle armi più importanti della Roma. Tre assist della Joya e tre gol dell’olandese: una combinazione che questa sera ha funzionato alla perfezione.

Anche i nuovi acquisti convincono

La serata dell’Olimpico ha offerto indicazioni interessanti anche dagli altri volti nuovi.

Gasperini ha scelto di lanciare immediatamente Rodrigo Mora, dimostrando di avere grande fiducia nel giovane portoghese, mentre il mercato ha portato a Trigoria giocatori pensati per aumentare profondità e competitività della rosa. Tra gli arrivi dell’estate figurano anche profili come Nahuel Molina, Santiago Castro e Konstantinos Koulierakis.

Non tutti hanno avuto necessariamente lo stesso impatto di Malen, ma il messaggio è chiaro: la Roma non ha costruito una squadra soltanto per l’oggi. Ha cercato giocatori funzionali alle idee del nuovo allenatore e, soprattutto, elementi capaci di aumentare la qualità complessiva del gruppo.

La rete finale di Nicolò Pisilli ha poi completato una serata nella quale anche il futuro giallorosso ha trovato spazio accanto ai protagonisti più affermati.

D’Amico, un mercato costruito con metodo

Dietro questa trasformazione c’è anche il lavoro del nuovo direttore sportivo Tony D’Amico, arrivato a Roma dopo l’esperienza all’Atalanta e chiamato a lavorare nuovamente al fianco di Gasperini. Il dirigente è operativo alla Roma dall’estate e il suo arrivo ha ricomposto una coppia che a Bergamo aveva già dimostrato di saper costruire squadre competitive.

Il lavoro di D’Amico merita di essere sottolineato soprattutto per la capacità di muoversi in un contesto economico non semplice, cercando giocatori coerenti con le esigenze dell’allenatore senza trasformare il mercato in una semplice collezione di nomi.

E il lavoro, evidentemente, non è ancora terminato.

Il mercato non è chiuso: Gittens, Oosterwolde e gli altri nomi

La vittoria sulla Fiorentina non sembra aver fatto cambiare programma alla società. Anzi, le indiscrezioni delle ultime ore raccontano di una Roma ancora molto attiva.

Jayden Oosterwolde è ormai vicino alla definizione dell’operazione e rappresenta un ulteriore rinforzo per la squadra di Gasperini.

Ma soprattutto resta vivo il nome di Jamie Gittens. Il primo tentativo della Roma non avrebbe convinto il Chelsea, ma D’Amico sarebbe intenzionato a tornare alla carica. Il giovane esterno viene considerato un profilo ideale per completare il reparto offensivo e aggiungere ulteriore imprevedibilità alla squadra.

Sul tavolo restano inoltre altri nomi, tra cui Malick Fofana e altri esterni offensivi. Insomma, la sensazione è che il mercato giallorosso possa regalare ancora un ultimo colpo, proprio come lascia intendere la necessità evidenziata dallo stesso Gasperini di completare la rosa

E poi ci sono i Friedkin: investimenti e sacrifici

In questo quadro va riconosciuto anche lo sforzo della proprietà.

La costruzione della nuova Roma non nasce soltanto dalle operazioni del direttore sportivo, ma da una società che ha continuato a investire pur dovendo fare i conti con vincoli economici e con una situazione finanziaria che impone attenzione e creatività. Lo stesso Gasperini, alla vigilia dell’esordio, ha sottolineato le difficoltà legate ai parametri economici e ai vincoli UEFA.

Per questo il mercato condotto da D’Amico assume un valore ancora maggiore: non si tratta semplicemente di spendere, ma di spendere bene, costruire valore e trovare soluzioni sostenibili.

La proprietà ha fatto la propria parte, il direttore sportivo ha lavorato sulle opportunità e Gasperini ha cominciato a trasformare il materiale a disposizione in una squadra.

Una notte che può cambiare le prospettive

Naturalmente sarebbe sbagliato trasformare un 4-0 alla prima giornata in una sentenza definitiva. Il campionato è lunghissimo e la Roma dovrà dimostrare continuità.

Ma una cosa è certa: questa non è stata una semplice vittoria.

È stata una dichiarazione d’intenti.

Malen ha fatto tre gol, Dybala ha inventato calcio, Pisilli ha chiuso la festa e Gasperini ha mostrato una Roma aggressiva, verticale e spettacolare. Nel frattempo D’Amico continua a lavorare sul mercato e la proprietà sembra intenzionata a sostenere il progetto con ulteriori sforzi.

Se questo è soltanto l’inizio, a Trigoria possono permettersi di guardare al futuro con un pizzico di ottimismo in più.

La Roma è tornata a far paura. E, soprattutto, sembra finalmente sapere che tipo di squadra vuole diventare.

Le pagelle:

Roma

Svilar 6: sostanzialmente inoperoso lungo tutto il corso della prima frazione, se non per qualche presa alta. Spettatore non pagante nella ripresa, se non per bloccare qualche offensiva di Kean.

Mancini 6,5: comincia il suo campionato come aveva terminato lo scorso. La giusta cattiveria e quella sana dose di determinazione che lo hanno reso uno dei pilastri di Gasperini.

Ndicka 6,5: preciso, attento, dirige il reparto con assoluta diligenza e contiene Pellegrino senza difficoltà.

Hermoso 7: un’ammonizione evitabile e un goal che viene annullato per una – giusta – posizione di fuorigioco. In difesa, però, è il solito leader, vincendo gran parte degli scontri. Ciliegina sulla torta? Una sventagliata clamorosa con la quale cambia gioco e avvia l’azione del raddoppio. (Dal 68′ Koulierakis 6: esegue il compito richiestogli da Gasperini.).

Lulli 6: la prima di sempre in Serie A, all’Olimpico. Non un debutto facile per il giovane talento classe 2007, ma va premiata la grande volontà con la quale cavalca la corsia di destra.

Koné 6,5: compiti portati a termine in maniera egregia, come sempre. Domina la zona mediana del campo con grande personalità. Leggera apprensione per il cambio chiesto nel finale. (Dal 79′ Pisilli 6,5: entra col giusto piglio e sigla il poker giallorosso. Caparbietà e voglia, due ingredienti fondamentali per questa Roma).

Cristante 7: fascia di capitano al braccio e si torna a dettare tempo e legge in mezzo al campo. Prezioso in fase di interdizione, puntuale in proiezione offensiva e a far ripartire l’azione.

Wesley 6,5: il solito treno. Funge quasi da ala, più che da esterno, fornendo sempre uno spunto importante e un’alternativa di livello sulla fascia sinistra per le manovre d’attacco della formazione di Gasperini.

Dybala 8,5: passano gli anni, ma la dolcezza con la quale accarezza il pallone è intramontabile. L’azione del vantaggio porta decisamente la sua firma, con un’azione personale che semina il panico nella retroguardia viola. Impreziosisce l’assist per Malen con un passaggio-tunnel su Dragusin. L’intesa con l’olandese si sente e si vede, crescendo minuto dopo minuto. Nella ripresa, serve altri due assist per il raddoppio prima e la tripletta poi di Malen. (Dal 79′ El Aynaoui SV).

Mora 6: solamente una prodezza da parte di De Gea gli nega la gioia del goal alla prima all’Olimpico. Ci mette qualche minuto per carburare, ma i primi accenni e spunti sono da talento puro. La condizione non è ancora ottimale, ma può solo che migliorare. (Dal 53′ Soulé 6: ingresso propositivo, anche se ci aspetta sempre quel guizzo in più.).

Malen 9: c’è una domanda che riecheggiava nei pensieri di tutti… Ma se l’olandese fosse stato un giocatore della Roma sin da agosto, quanti goal avrebbe fatto l’anno scorso? Ecco, probabilmente la risposta a tale quesito l’avremo in questa annata sportiva. E se questa è la partenza… Il dribbling di tacco per liberarsi di Dodo prima di battere De Gea vale mezzo punto in più per la bellezza. Finita qui? Non proprio. Nella ripresa, salta secco Dragusin e sigla la sua doppietta personale, prima di arricchire il suo score con la terza firma sul tabellino. Abbiamo già il capocannoniere? (Dal 68′ Castro 6: solamente un gran salvataggio di Ranieri gli nega la gioia del goal.).

All. Gasperini 8: si dice che il Gasp sia come il buon vino e migliori anno dopo anno. Ma dopo aver centrato l’obiettivo della qualificazione alla Champions League al primo anno sulla panchina giallorossa, dove può puntare ad arrivare la sua Roma? Presto per dire quella parola, ma questa squadra appare già essere una macchina ben oleata che viaggia a velocità sensazionali.

Fiorentina

De Gea 5: si supera in maniera superlativa sulla conclusione a giro di Rodrigo Mora, ma non può nulla in uscita sul tiro ravvicinato di Malen. Nel secondo tempo, si lascia però sorprendere dal tiro dello stesso olandese. Male nel finale in uscita su Pisilli.

Dodo 4,5: non ci siamo. In proiezione offensiva appare timido, mentre in difesa appare spaesato. Ancora non sa come Malen l’abbia dribblato in area piccola…

Dragusin 4: Dybala lo supera con un tunnel, permettendo a Malen di portare in vantaggio la Roma. Nella ripresa, si perde completamente l’olandese e si fa saltare secco permettendo il raddoppio giallorosso. Non riesce mai a contenere le avanzate di Malen e, per non farsi mancare nulla, è protagonista in negativo anche della sua tripletta personale. Si perde anche Pisilli nel 4-0 finale.

Ranieri 5: grande, grandissima difficoltà a contenere l’attacco capitolino lungo il corso di tutta la partita. Unica nota di merito: aver salvato un goal già fatto, anticipando Castro.

Joao Mario 5: non è un buon inizio, direbbe qualcuno. Tanta timidezza, decisamente impalpabile in entrambi le fasi. (Dall’80’ Valdepenas SV).

Ndour 5,5: è quel giocatore da cui ci si aspetta quel pizzico, quel qualcosa in più, ma oggi viene semplicemente inglobato dal dominio giallorosso.

Fagioli 5: dovrebbe essere il metronomo della squadra, invece non riesce a imporre il proprio ritmo alla manovra viola. Si lascia ammonire senza alcun appello e termina anzitempo la sua gara, venendo sostituito da Grosso. (Dal 62′ Inao Oulai 6: entra a partita già compromessa.).

Brescianini 5: semplicemente invisibile. Non trova mai la posizione in campo e si nasconde fra le maglie degli avversari. (Dal 62′ Jimenez 6: qualche timida accelerazione e niente più.).

Mastantuono 5,5: è il grande colpo dell’estate della Fiorentina. Cerca di trovare il proprio spazio fra le linee, ma spesso e volentieri rimane ingabbiato fra la mediana e la retroguardia giallorossa. Qualche spunto c’è, ma non fornisce mai la sensazione di poter diventare pericoloso. Si affievolisce con il passare dei minuti, dato anche lo strapotere mostrato dalla Roma. (Dal 62′ Kean 6: almeno ci prova a sporcare i guantoni di Svilar.).

Atta 6: ha dalla sua, rispetto al compagno di reparto, l’esperienza e una maggior conoscenza del nostro campionato. Serve un paio di buoni passaggi in verticale, ma le sue idee rimangono inespresse. (Dal 74′ Mandragora 5,5: sfortunato l’uno-due che fornisce l’assist a Pisilli.).

Pellegrino 5: avere a che fare con tre clienti come Ndicka, Mancini e Hermoso non è proprio l’esordio che si sogna con una nuova maglia. Spalle alla porta fa il gioco della difesa della Roma, mentre in profondità non attacca a dovere i già pochi spazi concessi. Condisce la sua partita anche con un’ammonizione.

All. Grosso 4,5: c’è ancora tanto, tanto, tanto lavoro da fare. Il mercato è stato importante e ha portato tante facce nuove a Firenze. Serve tempo, metodo e pazienza per permettere al meccanismo di funzionare, ma la prima giornata è completamente da dimenticare.

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