Romeo chiude l’Unità. Il Pd non lo compra
08 Luglio 2026
La decisione, secondo quanto riportato dalla Federazione della Stampa che cita Romeo Editore, arriva dopo il mancato esito della trattativa con il Partito Democratico per riportare il giornale nella disponibilità della sua «casa naturale». Romeo Editore, che tre anni fa aveva rilevato la storica testata sottraendola a un fallimento ne avrebbe segnato la fine definitiva.

Fin dall’acquisizione, spiega l’editore, l’obiettivo era duplice: rimettere in ordine i conti, garantendo una gestione corretta e rigorosa del giornale, e custodirne la storia, con la prospettiva di restituire la testata alla comunità politica e culturale che l’ha generata.
Negli ultimi mesi, su questa base, si era aperto un lungo confronto con il Pd. Romeo Editore riferisce di aver manifestato la disponibilità a cedere l’Unità a un prezzo puramente simbolico, sottolineando come l’operazione non fosse mai stata guidata da logiche di profitto, ma dalla volontà di preservare e poi restituire il giornale al suo contesto originario.
Il dialogo, secondo quanto ricostruisce l’editore, sembrava avviato verso una conclusione positiva. Il Partito Democratico ha però deciso di non dare seguito alla trattativa. Preso atto di questa decisione, venuta meno la prospettiva che aveva giustificato l’impegno degli ultimi tre anni, e considerando le ulteriori perdite di esercizio accumulate nel frattempo, Romeo Editore annuncia di essere costretta a sospendere le pubblicazioni.
In una nota diffusa ieri l’editore ringrazia la redazione, i collaboratori e i lettori che in questi tre anni hanno consentito la continuità di una testata che, sottolinea, “appartiene alla storia del Paese”.
In serata è arrivata la risposta del Pd, che rimarca “ha manifestato e continua a manifestare l’interesse e la disponibilità all’acquisto de l’Unità”


