Russiagate, Salvini non potrà più mentire. Le parole del premier Conte lo mettono alle strette

Russiagate, Salvini non potrà più mentire. Le parole del premier Conte lo mettono alle strette

24 Luglio 2019 0 Di Marino Marquardt

E’ fuggito dal processo sul caso Diciotti, è fuggito dalla Commissione Antimafia sul caso Arata, continua a fuggire sul Russiagate.

Il Vicepremier, Ministro dell’Interno nonché Leader della Lega che mette la faccia su tutto – anche in campi di non sua competenza – scappa di fronte a storiacce che potrebbero macchiarne l’immagine. Accade quando si ignora il galateo istituzionale.

E sul Russiagate il Signor Ministro – depositario di Verità Assolute – liquida così: “Fantasie!”.

Ipse dixit, punto!

Il Presidente del Consiglio conferma la versione secondo la quale Savoini era presente a cene e summit su invito della Lega

Ma il gioco – dopo le parole pronunciate nell’Aula del Senato dal Premier Giuseppe Conte – non regge più. Matteo Salvini dovrà spiegare perché in tutte le “missioni speciali” della Lega era presente Gianluca Savoini, il faccendiere della trattativa sui presunti fondi neri dalla Russia alla Lega.

Il Ministro non potrà più affermare di non saperne niente, Conte lo ha messo alle strette.

Il Meschino nel pomeriggio scappa dal Senato e in serata scappa anche in diretta Fb sul Russiagate. Parla di Opere da realizzare con tono da piazzista. Squallido!

Superfluo notare che un Vicepremier così in un Paese normale sarebbe costretto a dimettersi. Ma L’Italia non è un Paese normale, gli Ominicchi, i Quaquaraquà, i Nani e le Ballerine che la affollano la rendono sempre più simile a Lilliput, la città figlia della penna di Jonathan Swift nella quale una persona normale può apparire come un gigante.

Forte con i deboli, accondiscendente e tremebondo con i forti. Non è un cuor di leone – Matteo Salvini – nonostante faccia del suo meglio per apparire tale.

Il Ministro dell’Interno fugge dall’Arena del Senato

La conferma oggi alle cinque della sera nell’Aula di Palazzo Madama. Ha dato forfait, il Signor Ministro, temendo di essere infilzato nell’Arena Parlamentare. Come via di fuga ha scelto una riunione col Comitato per l’Ordine e la Sicurezza convocata ad hoc per le 16.30 al Viminale…

Il refrain ormai è noto e consunto. Quando è messo alle strette il Cuor di Leone Leghista dice sempre di non aver tempo, di avere molte cose da fare, di “essere pagato dagli italiani per lavorare”. Di fronte a questo Stakanovista torna alla mente – chissà perché – il celebre pernacchio di Eduardo…

24/07/2019  h.18.00