Salerno, reddito di cittadinanza: in 2.000  sotto la lente dei carabinieri

Salerno, reddito di cittadinanza: in 2.000 sotto la lente dei carabinieri

03 Luglio 2020 0 Di Luca Tatarelli

Salerno. Nel corso del primo semestre di quest’anno, compreso l’intero periodo di emergenza sanitaria per il Covid – 19, le Stazioni Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno hanno condotto una capillare attività d’indagine sulla verifica dei requisiti previsti per la concessione del reddito di cittadinanza.

E’ stato accertato che su di un campione esaminato di oltre 2 mila cittadini percettori del sussidio, 86 non ne avevano diritto.

In particolare, attraverso l’esame incrociato dei dati documentali e delle informazioni acquisite nel corso di specifici servizi di controllo del territorio con quelli forniti dai Comuni di residenza, sono state comprovate numerose irregolarità nelle procedure di dichiarazione del possesso dei requisiti soggettivi ed econometrici.

I controlli dei Carabinieri sui cittadini percettori del reddito di cittadinanza

Queste le principali anomalie: destinatari di misura cautelare personale, condannati con sentenza definitiva per reati per i quali è prevista la decadenza del reddito, detenuti e ricoverati in strutture a carico dello Stato, cittadini stranieri sprovvisti dei requisiti.

I militari hanno evidenziato, nel corso delle indagini, come siano state numerose false attestazioni che hanno riguardato difformità circa l’indicazione della reale residenza, ossia di persone che l’hanno indicata presso un Comune diverso.

Questo, sempre secondo le indagini, per omettere all’interno della prevista dichiarazione che i familiari percepivano altro reddito.

Così come il caso di un giovane che aveva modificato fittiziamente l’indirizzo di residenza presso un’abitazione diversa, rivelatasi poi essere un esercizio commerciale adibito a “pescheria”.

L’attività investigativa, insomma, ha permesso d’interrompere l’indebita percezione del beneficio, oltre che ad un detenuto, anche ad appartenenti alla criminalità organizzata.

In un caso è stato infatti accertato che destinatario del reddito di cittadinanza è risultato essere un uomo condannato per “associazione di tipo mafioso”, per aver fatto parte di un sodalizio criminale operante nella Piana del Sele. L’uomo era già sottoposto alla misura di sicurezza della “libertà vigilata”.

Sono state riscontrate irregolarità anche nei confronti di 19 cittadini stranieri che hanno beneficiato del reddito, sebbene non residenti sul territorio nazionale da almeno 10 anni, gli ultimi 2 dei quali avrebbero dovuto essere continuativi.

Gli esiti delle attività sono stati quindi segnalati all’Autorità giudiziaria competente ed agli Uffici territoriali dell’INPS per l’interruzione dell’elargizione del sussidio e la ripetizione delle somme indebitamente percepite, che hanno prodotto un danno erariale di oltre 350 mila euro.

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