Salvini alla disperazione, si vende il taglio dei Parlamentari in cambio del voto. Ma le urne resteranno chiuse

Salvini alla disperazione, si vende il taglio dei Parlamentari in cambio del voto. Ma le urne resteranno chiuse

13 Agosto 2019 0 Di Marino Marquardt

Il Senato boccia la discussione sulla mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio, il 20 il Premier Giuseppe Conte interverrà in Senato, il giorno successivo bis alla Camera. E il 22 voto sul taglio dei Parlamentari. Sono i dati di una giornata politica convulsa, la giornata appena trascorsa.

Il Leader della Lega in stato confusionale

Reso ebbro dal trionfo registrato alle Europee, abbagliato dai sondaggi e stordito  dall’euforia del Papete di Milano Marittima, Matteo Salvini ha sbagliato a fare i conti. E ha confuso le percentuali delle Elezioni Europee e dei sondaggi a Lui favorevoli con i numeri reali del Parlamento partoriti dalle Politiche del marzo 2018. Non è più lucido il Capo del Carroccio. Ed è finito – il Leader della Lega – come uno di quei Pifferi di montagna, quelli che andarono per suonare e furono suonati.

Matteo Salvini nell’Aula del Senato si gioca la carta della disperazione. Si vende il taglio dei Parlamentari al M5s. A mò di affare privato. Ma a condizione che subito dopo si voti. E’ una condizione inapplicabile a detta dei Costituzionalisti. Di fronte a quest’ostacolo cosa farà il Leader della Lega? Farà buon viso o darà vita a una vergognosa retromarcia?

Inutile dire che la proposta indica lo stato confusionale, l’infinita ignoranza e strafottenza verso la grammatica parlamentare del Capo del Carroccio. Senza dire che è tardiva, ci sono già i renziani, Sinistra e buona parte del Pd pronti a votare il taglio…

Detto ciò, la giornata si è svolta tutta secondo copione. Tra le sgrammaticature istituzionali di una Destra imbarbarita e tra le banalità dei Berlusconiani, nel dibattito si elevano – pur nella mediocrità delle argomentazioni – i Rappresentanti nella futura Maggioranza. Bene Matteo Renzi in versione non comiziante. In conferenza stampa misurato ed esauriente nelle risposte.

Il tabellone dell’Aula che esprime il voto dei Senatori incenerisce il nuovo Centrodestra a trazione Leghista. Nessun voto di sfiducia prima dell’intervento del premier in Senato previsto per il 20 di questo mese. Il Ferragosto è salvo!

Ps. Nota per gli Ortodossi della Lingua Italiana. Nella stagione in cui si tende ad inibire e a limitare l’uso delle Maiuscole, vado controcorrente. E chiarisco: le Maiuscole presenti nel testo non contemplate dal corrente galateo linguistico sono volute, esse rappresentano una licenza grafica dell’Autore e intendono conferire la giusta importanza al ruolo della parola attenzionata dalla maiuscola.