Salvini, il leader dei gretti e degli ignoranti che ama collezionare schiaffoni

Salvini, il leader dei gretti e degli ignoranti che ama collezionare schiaffoni

19 Maggio 2019 0 Di Marino Marquardt

Come quei calciatori ignorantelli che in campo prima di una partita – quasi dovessero affrontare una battaglia – si affidano al proprio Dio con gesti e con preghiere, così ieri sul palco di Piazza Duomo di Milano il Leader dei gretti e degli ignoranti prima di parlare si è fatto il segno della croce e ha nuovamente mostrato il Rosario. Lo ha anche baciato al pari delle bigotte da parrocchia. E ha tirato in ballo anche la Madonnina tra baci, bacetti e bacioni… E’ fatto così!

Il Ministro dell’Interno usa la simbologia religiosa e l’armamentario cattolico a mo’ di volantino elettorale

Il Leader degli italici gretti e ignoranti è fatto così. Usa la simbologia religiosa e l’armamentario cattolico a mo’ di volantino elettorale. E poco importa se i discepoli dal parterre fischiano il Papa. Lui non si dissocia, non dice una parola di censura. Salvini è un cattolico dimentico che il Papa rappresenta il suo Dio in Terra, dimentico che il Papa dai cattolici è ritenuto Infallibile… E’ un cattolico a modo suo, insomma. My Way, ricordate Sinatra? Ma la durezza del cuore del Leghista non fa sognare come le note modulate dall’ugola del Grande Cantante.

A Lui – fervente cattolico – poco importa se mentre si fa il segno della croce e mostra il Rosario al largo di Lampedusa vi sono 48 disperati a bordo della Sea Watch che implorano di sbarcare, a Lui poco importa se col suo comportamento calpesta i valori cattolici e laici della fraternità, della solidarierà e dell’accoglienza.

Ma Salvini è fatto così. E il sottoscritto – da ateo – è schifato!

Ma se è vero che dalle rape non si può cavar sangue, da uno come il Leader degli  ignoranti non c’è da attendersi mirabilie intellettuali. E la conferma si è avuta anche ieri a Milano in occasione dell’adunata dell’Internazionale Sovranista. Un nonsense terminologico, un ossimoro.

In debito di empatia verso il prossimo estraneo alla categoria dei forti e a digiuno di filosofia, il Ministro dell’Interno non conosce l’importanza del sillogismo come strumento atto a stabilire l’ordine mentale da cui scaturisce il Pensiero. E i risultati si vedono…

Detto ciò, radiografato il Personaggio, una nuova figuraccia – come ampiamente previsto venerdì sera in queste pagine – si profila per questo Leader e vicepremier e Ministro pro tempore.

Mazzate che avrebbero indotto alle dimissioni quanti campano di pane e dignità

Con l’immancabile ruggito circense, Salvini aveva infatti intimato urbi et orbi: “I porti restano chiusi, qui comando io, nessuna nave Ong entri nelle acque italiane, nessun migrante sbarchi!” Parole di fuoco pronunciate soltanto due giorni fa.

Ma poi è accaduto che la Sea Watch sia entrata nelle acque territoriali italiane, che la nave sia ancorata a un miglio dal porto di Lampedusa e che il giorno precedente siano state autorizzate a sbarcare 16 persone componenti gruppi familiari. E prima o poi – vedrete – anche gli altri 48 disperati saranno autorizzati a toccare terra.

Schiaffoni che indubbiamente avrebbero indotto alle dimissioni quanti campano di pane e dignità… E non aggiungo altro.

Inutile dire che di fronte al susseguirsi degli avvenimenti viene da chiedersi perché mai Salvini si avventuri nel diramare disposizioni perdenti in partenza. Disposizioni che lo costringono ad incassare ceffoni, pesanti mazzate che gli gonfiano il viso peraltro ultimamente già gonfio di suo.

Ceffoni dall’Onu, da Palazzo Chigi, dal Vaticano. Avanti a chi tocca…

Durissima la frustata dell’Onu. L’Alto Commissario per i diritti umani in una lettera ha chiesto di ritirare le circolari contro la Mar Jonio e di bloccare il Decreto Sicurezza bis attraverso il quale si multerebbero le Ong che salvano disperati in mare.

Senza dire che, volendo lasciarsi andare in voli pindarici, c’è da notare che – in seguito alla crociata salviniana anti-migranti e alla contrapposizione assunta in merito dal Vaticano – il voto di domenica prossima potrebbe marginalmente assumere anche il significato di un Referendum tra le posizioni del Papa e quelle del Leader dei gretti e degli ignoranti. Corsi e ricorsi storici, nelle urne potrebbe riproporsi insomma anche la scelta tra Cristo e Barabba in chiave Terzo Millennio.

Intanto domani a Palazzo Chigi se ne dovrebbero vedere delle belle. Sempre che il Consiglio dei Ministri si svolga e sempre che oggi non si registrino clamorose anticipazioni.

19/05/2019  h.08.00