Salvini spiattella una delle sue paure. “Se apro la crisi il M5s ci mette 2 minuti a fare un Governo col Pd”

Salvini spiattella una delle sue paure. “Se apro la crisi il M5s ci mette 2 minuti a fare un Governo col Pd”

17 Luglio 2019 0 Di Marino Marquardt

“Mi consigliano di tornare al voto ma è chiaro che i Cinquestelle ci mettono due minuti a fare un governo col Pd”. In un momento di sincerità Matteo Salvini spiattella una delle sue paure.

Il Leader della Lega sa bene che i numeri del Parlamento potrebbero proporre nuovi scenari

Il Leader della Lega sa bene che i numeri del Parlamento potrebbero proporre questo nuovo scenario. E’ quanto affermiamo da settimane. Crisi di Governo non può significare necessariamente voto anticipato…

Il Vicepremier nonché Ministro dell’Interno sa bene che i Cinquestelle – una volta lasciatisi contaminare dal virus governista di Luigi Di Maio – non sono più quelli del primo catastrofico stream con Pierluigi Bersani, sa bene – Salvini – che gli stessi hanno scoperto i vantaggi dello sporcarsi le mani dopo il voto Salvasalvini sul caso Diciotti, e sa altrettanto bene che è grande la paura degli uomini del M5s e del Pd di perdere pagnotte e poltrone… Tutti elementi – questi – che spingerebbero gli uni verso gli altri ad abbracciarsi, tutti elementi che finirebbero col mettere fuori gioco Lui e il Suo Partito.

Salvini illustra una delle sue paure nel giorno in cui spunta il nome del terzo italiano presente alla Trattativa imperniata sul Baratto Rubli-Sovranità Italiana tra Russia e Lega. Si chiama Francesco Vannucci, ex Mps, ex Margherita poi Dem fino a pochi anni fa, Gli amici lo chiamano affettuosamente “Nonno Francesco”. E’ amico-collaboratore dell’Incappucciato avvocato-faccendiere Gianluca Meranda, l’Autore della lettera a Repubblica nella quale rivelava la propria presenza all’Hotel Metropol di Mosca in occasione della Trattativa di Gianluca Savoini con alcuni Interlocutori putiniani

Salvini parla nel giorno delle capriole e delle piroette sulla – prima affermata e poi negata – disponibilità personale a rispondere in Parlamento sull’Affaire Moscovita; Salvini spiega i suoi sospetti nel giorno in cui per protesta contro il suo diniego a rispondere al Parlamento i Dem occupano la Commissione Affari bloccando così l’esame sul Sicurezza bis; Salvini espone le sue preoccupazioni nel giorno in cui a Bruxelles si registra l’ennesima divaricazione tra M5s e Lega: i primi votano a favore di Ursula von der Leyen – la neo presidente della Commissione UE eletta con i voti determinanti dei Cinquestelle – i secondi votano contro.

Divisi in Europa, divisi al livello locale dove i leghisti fanno comunella con i berlusconiani e i meloniani, spaccati al livello nazionale… Non c’è più niente che unisce i Soci cofirmatari del Contratto di Governo… il tempo degli show e dei selfie salviniani sta per finire. Non resta che aspettare il colpo di grazia e voltare pagina.

Ps. Nota per gli Ortodossi della Lingua Italiana. Nella stagione in cui si tende ad inibire e a limitare l’uso delle Maiuscole, vado controcorrente. E chiarisco: le Maiuscole presenti nel testo non contemplate dal corrente galateo linguistico sono volute, esse rappresentano una licenza grafica dell’Autore e intendono conferire la giusta importanza al ruolo della parola attenzionata dalla maiuscola.

17/07/2019    h.05.30