San Valentino, la festa degli innamorati distanziati

San Valentino, la festa degli innamorati distanziati

14 Febbraio 2021 0 Di Camilla Alcini

San Valentino non fa eccezione: anche la festa degli innamorati entra a pieno titolo nel girone dei limiti imposti dalla pandemia con mascherine e distanziamenti.  Un anno fa la morsa del lockdown e dei contagi non aveva ancora scalfito cuori rossi, fughe romantiche e cene a tema. 

Momenti che spesso, come per ogni festività, si trasformano ora in un bilancio. Dove eravamo un anno fa a quest’ora? Con chi festeggiavamo? Cosa è cambiato e cosa no?

Il 14 Febbraio, la festa dei clichés romantici, il giorno in cui vediamo la vie en rose, questa volta ha un sapore dolce amaro.

Un anno fa gli innamorati festeggiavano baciandosi e abbracciandosi in ristoranti ed hotel a lume di candela, ignari che meno di un mese dopo il contatto fisico sarebbe diventato pericoloso, estraneo e vietato.

Anche i single potevano trascorrere una bella serata con gli amici in discoteca, a cena fuori, o con una pizza in casa,  chi godendosi la solitudine e chi soffrendola un po’. Oggi, pensare di andare a ballare o al cinema non è che una fantasia, cosi come organizzare una cena da amici, sogno irrealizzabile e a rischio focolaio Covid.

In poche parole, le cose sono decisamente cambiate in un solo anno. Inoltre mesi di riflessione forzata dalla noia ci hanno fatto talvolta chiedere: cos’è davvero l’amore? A volte ci hanno fatto sentire in colpa, perché c’era chi spinto dall’alterazione sociale generata dalla pandemia faceva grandi passi, e chi romanticamente sfidava i DPCM per un incontro clandestino con la dolce metà. Altri cercavano semplicemente di non impazzire tra quattro mura e di non cucinare troppe torte. In alcuni casi, la pressione di dover dare una svolta alla propria situazione ha creato fratture anche nelle coppie. In un modo o nell’altro, lo stesso concetto di amore è stato messo alla prova.

Ma se San Valentino è la festa degli innamorati, forse c’è un modo per onorarla anche in queste circostanze senza precedenti.

Innamorarsi di noi stessi. O re-innamorarci di noi stessi.

La seconda ondata di lockdown, nei mesi freddi e dopo la boccata d’aria fresca estiva, ha fatto crollare anche i più ottimisti. Chi era riuscito a sfruttare i mesi primaverili per fare esercizio, imparare cose nuove, riposarsi, sulla scia dell’”andrà tutto bene” e della solidarietà condivisa con tutti, ora ha ceduto alla noia, alla pigrizia e in molti casa alla tristezza. Perché prenderci cura di noi stessi è forse una delle cose più faticose che dovremo fare, un lavoro full-time che talvolta sembra non ripagarci abbastanza dei nostri continui sforzi.

Ma San Valentino potrebbe essere anche l’occasione giusta per ricordarci che siamo abbastanza. Che ognuno ha i suoi tempi. Che i percorsi standard non esistono. E sopratutto, per ricordarci che solo amando noi stessi potremo amare qualcun altro, trovare un migliore amico o una migliore amica che oltre le rose e i fiori, ci tenga la mano nel nostro percorso (e se  state ancora cercando di scoprire cos’è l’amore, il consiglio più a tema é la lettura del Simposio di Platone).

Tra Netflix e Deliveroo, colazioni, picnic e pranzi al ristorante, le occasioni per festeggiare dentro o fuori casa non mancheranno neanche quest’anno. Abbiamo dimostrato abbondantemente che le limitazioni stimolano la nostra incredibile capacità di reinventarci e trovare soluzioni. Ma che siate pronti a festeggiare in coppia, con amici o da soli, il miglior modo di onorare San Valentino potrebbe essere ricordarci che l’amore non è l’obiettivo che ci definisce come persone, ma un meraviglioso contorno e uno stimolo ulteriore a diventare la versione migliore di noi stessi.