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Marco Zullo - Rubrica Marco di Fabbrica
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Sanità: la politica non si distragga più. Proposte per la Campania

Sanità: la politica non si distragga più. Proposte per la Campania

19 Maggio 2026 Off di Redazione In24

Dal Dr. Enzo Rea, già dirigente dell’Azienza Ospedaliera Cotugno, riceviamo e pubblichiamo.

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Marco Zullo - Rubrica Marco di Fabbrica

Si ha l’impressione, purtroppo fondata, che l’Italia sia in perenne, inarrestabile campagna elettorale.
Le comunali, le regionali, le politiche, le europee, le parziali, le municipali,  occupano quotidianamente l’attenzione e l’impegno degli eletti e degli aspiranti ad incarichi istituzionali, di prestigio e…di potere.
Questo contesto, giocoforza, riduce, e non di poco, la cura per i problemi reali ed urgenti delle comunità amministrate.
Questa “distrazione” potrebbe essere tra i motivi della disaffezione al voto che,  ormai da tempo, fa registrare  percentuali di partecipazione dei cittadini che hanno diritto al voto che vanno sotto il 50%.
Queste considerazioni mi accompagnano con convinzione, dopo aver partecipato al confronto del 6 maggio 2026 sui problemi della Sanità a Pomigliano d’Arco ( sala delle Capriate ex Distilleria ).
Nel corso di questo evento, organizzato dalle associazioni Area Riformista – Sentieri Democratici – Per – Città Bene Comune – MassAria Mattiello – si è entrati nel vivo delle esigenze assistenziali e terapeutiche e dei limiti del servizio sanitario nazionale.
L’incontro si è concluso con un documento da inviare alle istituzioni regionali competenti in materia di Sanità.
Oggi mi chiedo se ci sarà qualcuno tra gli eletti che troverà il tempo di occuparsi delle istanze specifiche rappresentate nel convegno.
Il titolo del documento è “forte” ai limiti dell’iperbole:
“DALLA TRAGEDIA DEL MONALDI L’ULTIMO MONITO ALLA SANITÀ CAMPANA”
La drammatica vicenda del piccolo Domenico Caliendo non è solo un lutto, è un atto d’accusa che le istituzioni non possono più ignorare.
Il piccolo Domenico è volato via a soli due anni dopo una battaglia combattuta con una forza che la burocrazia e le carenze del sistema sanitario regionale non sembrano possedere.
Il caso di Domenico è l’ultimo, estremo monito alla sanità campana.
Non si può parlare di “fatalità” quando un intero territorio si scontra quotidianamente con:  liste d’attesa infinite, migrazione sanitaria, carenza di posti letto e personale specializzato, orrori nei pronto soccorso
Il dolore e la rabbia per la perdita, in una sequenza stravolgente di gravi errori ed omissioni, della vita di un piccolo innocente, ha spinto le sottoscritte associazioni ad organizzare il 6 maggio 2026 un confronto sui problemi della Sanità, che ha fatto registrare una numerosa e convinta partecipazione di cittadini.
Il confronto ha fatto emergere la motivata esigenza di un significativo cambio di passo della Sanità territoriale, della necessità di ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure e del rafforzamento della rete ospedaliera e dei servizi di prossimità.
Ne è derivata una poderosa spinta a rivendicare il carattere universalistico della legge n. 833/78 ed il rispetto del diritto alla salute per tutti, come prescrive lo spirito della Costituzione repubblicana con l’art. 32.
Va condannato e combattuto lo scandalo dei quattro milioni di cittadini italiani costretti a rinunciare alle cure mediche per le insopportabili lungaggini delle liste di attesa e per mancanza di risorse per ricorrere alla Sanità privata.
Nel corso dell’evento si è proceduto ad un approfondimento sul tema delle acque contaminate in Campania, richiamando l’attenzione sulle possibili ricadute ambientali e sanitarie e sottolineando la necessità di rafforzare le attività di monitoraggio e le politiche di tutela ambientale.
L’incontro si è concluso con le seguenti proposte:
-rivedere l’assetto dell’Azienda Ospedaliera dei Colli rendendo Aziende Ospedaliere autonome sia il Monaldi che il Cotugno, riportando il CTO nella ASL Napoli 1 centro. Con l’occasione si segnala che l’ospedale Cotugno è sempre puntuale nell’affrontare le emergenze epidemiche e pandemiche, dal colera all’hantavirus, per cui va ripresa l’iniziativa per l’attribuzione a questo nosocomio della qualifica di Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico.
-procedere all’applicazione del decreto ministeriale n. 117/2022 che prevede positive misure di riassetto della medicina territoriale, nelle more dell’approvazione della legge delega di modifica giacente in Parlamento.
-Non applicare i tempi delle liste di attesa per i residenti nelle aree della “terra dei fuochi”
La vicenda del Monaldi impone che, al di là delle inchieste della magistratura che si occuperà dei reati penali, la politica risponda con immediatezza al dovere di intervenire correggendo gli errori gestionali, nella vicenda del piccolo Domenico Caliendo emersi anche nella relazione del Presidente Fico presentata nella seduta del Consiglio Regionale monotematico dell’8 aprile.
Con l’occasione si segnala che l’ospedale Cotugno sta diventando una succursale maltrattata del Monaldi, al punto che è stato privato perfino della struttura complessa di radiologia che aveva svolto un lavoro eroico durante il Covid.
Dal vibrione colerico del 1973 al virus sinciziale del 1979, alla stagione epidemica del 2009 dell’H1N1, al Covid del 2020, all’epatite virale ed all’hantavirus del 2026 , il Cotugno è stata una presenza preziosa e rassicurante per i napoletani, e non solo…
In una recente intervista il professor Bassetti , infettivologo di fama nazionale, ha definito il presidio infettivologico napoletano una eccellenza capace di affrontare qualsiasi emergenza sanitaria.
Questo Nosocomio merita di ridiventare Azienda Ospedaliera per continuare  ad essere al servizio attivo della popolazione regionale della Campania.
Se qualche politico riuscirà a “distrarsi” dalle eterne incombenze elettorali, e sarà disposto ad ascoltare, potremmo iniziare ad elaborare una idea per costruire una rete tra i poli infettivologici italiani : Cotugno di Napoli, Spallanzani di Roma, Sacco di Milano.

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