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Se Mattarella insiste sull’autoreferenzialità della politica

Se Mattarella insiste sull’autoreferenzialità della politica

20 Dicembre 2025 Off Di Nunzio Ingiusto

Pace, democrazia, partecipazione, sono stati i principali temi toccati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel discorso alla cerimonia per lo scambio degli auguri con i rappresentanti delle istituzioni, delle forze politiche e della società civile. Sulla pace, Mattarella ha invitato tutti a nutrire la speranza, ma costruendola. Deve essere “una pace vera e giusta ovunque, che ponga fine all’incertezza e al disorientamento indotti dall’attuale situazione internazionale” ha detto. La democrazia è un valore irrinunciabile strettamente connesso alla tolleranza e al rispetto per tutti.L’impegno è necessario.

Il male dell’astensionismo

Ma la parte del discorso indirizzata più direttamente ai rappresentanti delle forze politiche è stata quella sul fenomeno dell’astensionismo. Una mala pianta estesa in Italia e che sta che indebolendo la rappresentanza democratica. Un tema caro al Presidente già ripreso in altri interventi e che ieri è risuonato coma una lezione. “Una democrazia di astenuti è una democrazia più fragile ”ha sottolineato il Presidente, intendendo dire ai partiti di non illudersi per i successi conseguiti nelle elezioni. È stato sicuramente il passaggio più politico di tutto il discorso, soprattutto perché è arrivato dopo una lunga tornata elettorale per Regioni e Comuni. La legittimazione degli eletti è avvolta in una nube contaminata dalla sfiducia.

“Dovremmo riflettere sulle ragioni che inducono gli elettori più giovani a disertare le urne. Spesso non si tratta di un generico rifiuto della politica – ha spiegato Mattarella. ” Al contrario, una parte significativa del mondo giovanile mostra ampia, preziosa propensione all’impegno civile, alla mobilitazione sui grandi temi del nostro tempo, dalla pace all’ambiente, al volontariato, alla vita associativa. Purtroppo tanti decidono di non votare. Indagando sulle cause di questo rifiuto, approfondendo le ragioni di questa diffidenza, potremmo forse comprendere come fare emergere più ampia partecipazione “.Indagare e approfondire sono due termini espliciti, concetti precisi che pesano sulle spalle di chi si candida a rappresentare i cittadini nelle istituzioni. Per chi già la rappresenta non siano rimossi, nella suggestione di godere di un potere illimitato. La speranza non solo per il Quirinale, evidentemente, è di vederli messi in pratica i due concetti.

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 “Involuzioni autoritarie”

Il 2026 si annuncia come anno di preparazione alle elezioni politiche generali del 2027. Quanto i partiti sapranno abbandonare le alchimie interne per offrire un messaggio positivo al Paese ? E quanto le opposizioni, in Parlamento nelle Regioni, nei Comuni sapranno  struttura le proposte partendo dai bisogni veri. Da questo punto di vista il Quirinale è esplicito se le parole del Capo dello Stato indirizzate ai presenti, hanno espresso uno stato d’animo dolente. Una società che non si preoccupasse quando la maggioranza assoluta degli elettori sceglie di non votare, non si accorgerebbe che si riduce la sua solidità, che la sua politica rischia di esaurirsi nella autoreferenzialità, ha rimarcato giustamente Mattarella.

Il ragionamento del Presidente si basa sulla storia e sulle lotte del popolo italiano per la scelta di un modello democratico dopo gli anni bui della dittatura. Tuttavia, ci possono essere dei rischi. ” Il modello democratico oggi appare sfidato da Stati sempre più segnati da involuzioni autoritarie, ma la democrazia è più forte dei suoi nemici”. Chi non vota si sente estraneo alle istituzioni creando così un pericoloso circolo vizioso che va spezzato perché la democrazia vive di partecipazione e di giustizia.” Spezzarlo, il circolo vizioso  è interesse di tutti, perché è un’ampia, consapevole partecipazione a conferire una forte legittimazione democratica “ha aggiunto Mattarella, manifestando un desiderio che è nelle corde del popolo italiano. Di più non può fare il Presidente, già accusato, in modo volgare e a sproposito, di voler preparare un’alternativa all’attuale governo. Anzi, forse è proprio l’attuale leadership chedeve iniziare a fare i conti con la base del suo consenso. L’iniziativa complessiva per ridare forza al sistema è nelle mani di gran parte di chi era seduto davanti a Mattarella nel salone del Quirinale.

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