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Marco Zullo - Rubrica Marco di Fabbrica
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Se nello sport non c’è giustizia. Perchè serve una riforma

Se nello sport non c’è giustizia. Perchè serve una riforma

30 Gennaio 2026 Off di Redazione Italia Notizie 24

La giustizia sportiva è un sistema autonomo rispetto alla giustizia ordinaria. Ha, però, ricadute a largo raggio per  gli enormi interessi che girano intorno alle competizioni. Il sistema è stato pensato per garantire il regolare svolgimento di gare e il rispetto dei valori dello sport. Ma è un sistema efficiente ? Soddisfa società sportive, tesserati, cittadini che seguono i loro idoli ?

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Riforma e celerità del processo

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli e l’Unione Italiana Forense hanno posto queste  domande alla base di un convegno per discutere di come e perché riformare la giustizia sportiva. Oggi al vertice dell’ordinamento sportivo italiano si trova il CONI, che coordina le Federazioni. Ogni Federazione dispone di propri organi giudicanti e di un Codice di giustizia interno, che deve rispettare i principi generali stabiliti dal Codice di Giustizia Sportiva del CONI . Un ruolo centrale è svolto dalle Procure federali, incaricate di indagare sugli illeciti degli sportivi e promuovere l’azione disciplinare. In alcuni casi si può ricorrere alla giustizia ordinaria.

Il sistema va rivisto, ha detto Lucio Giacomardo, avvocato, componente del Collegio di Garanzia dello Sport. In un quadro generale di adeguamento della giustizia sportiva bisogna lavorare su quello che è l’aspetto tecnico delle procedure e del lavoro dei giudici. “C’è la necessità di adeguare le modalità di lavoro alla tecnologia per disciplinare l’uso degli strumenti tecnologici che vengono usati nelle gare”. Altro punto di riforma, le modalità di nomina dei giudici sportivi: occorre aprire un dibattito tra tutti i soggetti interessati. “Ricordiamo a tutti noi che  lo sport veicola valori morali che la giustizia sportiva deve tutelare sempre”.

Per Stefano Palazzi, ex Procuratore Federale della FIGC che ha seguito Calciopoli e lo scandalo del calcio scommesse, oggi Presidente del Tribunale Militare di Roma “la principale forza della giustizia sportiva è la rapidità”. È  essenziale per non paralizzare le attività, con gli esempi più eclatanti i campionati di calcio. Il ruolo della difesa nei procedimenti sportivi assume significato anche per chi deve giudicare, ma “il giudice anche nella rapidità delle decisioni deve considerare gli effetti del giudizio sulle società sportive e sull’opinione pubblica”. In questo contesto è fondamentale il ruolo della Procura generale dello Sport.

Il giudice è davvero terzo ?

Per il Prof. Piero Sandulli, di cui è stato presentato il suo ultimo lavoro “Commento Ragionato al Codice di Giustizia Sportiva”, l’indipendenza dei giudici sportivi è un valore “anche se io credo – ha detto – che viene messa in dubbio solo nelle vicende elettorali all’interno delle singole Federazioni sportive”, laddove si può assistere al paradosso che chi ha eletto il giudice non accetti che questi gli dia torto. Quanto all’attuale organizzazione del sistema, il Professore ha  ricordato che il Coni è un Ente statale, mentre le Federazioni sono soggetti privati.

Sul tema della terzietà del giudice,  Sandulli ha ricordato il caso del giusto processo per doping sollevato dalla Corte di giustizia. ” Il caso doping è rilevante per due  ragioni principali: perché altera il risultato sportivo e per gli effetti sulla salute”. Infine, circa la composizione dei collegi giudicanti il Professore ha detto che deve far pensare la circostanza nella quale un giudice ordinario non può far parte della giustizia sportiva, mentre un giudice amministrativo, si. Con la contraddizione che lo stesso giudice un giorno possa trovarsi a giudicare un caso sul quale è già intervenuto.

 

 

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