Sea Watch 3, è ancora sfida tra la Bella e la Bestia sulla pelle dei salvati dagli annegamenti in mare

Sea Watch 3, è ancora sfida tra la Bella e la Bestia sulla pelle dei salvati dagli annegamenti in mare

28 Giugno 2019 0 Di Marino Marquardt

Sea Watch, è ancora sfida tra Bella e la Bestia sulla pelle dei salvati dagli annegamenti in mare. Ma a questo punto qualunque sia l’epilogo della vicenda, alcuni elementi sono chiari.

Questa della nave Ong olandese e dei suoi ospiti sfuggiti alla morte in mare è una storia di inutile crudeltà e di ordinaria cocciutaggine. E’ una vicenda che tradisce le radici Cristiane del Paese, quelle stesse radici Cristiane ostentate sfrontatamente attraverso simboli dal Leader della Lega durante i comizi. E’ una vicenda che si snoda tra il Viminale, l’Isola da sempre approdo di disperati, gli Stati europei e la stessa Ue.

E’ una storia di miserie umane, intellettuali e politiche; è una storia dalla quale esce con le ossa rotte la sempre meno credibile Istituzione europea.

La Bestia invoca il rispetto della Legalità ignorando i propri trascorsi

Una storia indecente che vede protagonista Salvini, Leader del Carroccio, Vicepremier, Ministro dell’Interno, Capo religioso leghista e – a seconda dei casi – anche nei ruoli di Premier, di Ministro degli Esteri e di Magistrato. Da vedere se il problema è la megalomania del Personaggio o è la debolezza di Quanti gli consentono tali straripamenti istituzionali.

Invoca il rispetto della Legalità, Salvini. Lo fa dimentico dei suoi trascorsi, dimentico di essere incappato più volte in noie giudiziarie. Tra queste, la denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale. A tal proposito nel 1999 venne condannato a 30 giorni di reclusione con la condizionale per un lancio di uova contro Massimo D’Alema. Senza dire delle denunce per vilipendio delle istituzioni costituzionali (28 luglio 2016), per vilipendio alla magistratura (Il 14 febbraio 2016 Salvini insultò la magistratura italiana, definendola “una schifezza” in seguito al rinvio a giudizio dell’esponente leghista Edoardo Rixi, il sottosegretario recentemente dimessosi perché condannato) e senza dire della denuncia per sequestro di persona per il caso Diciotti (Il 7 settembre 2018 la Procura di Palermo indagò Salvini per sequestro di persona e abuso d’ufficio per non avere permesso lo sbarco dei naufraghi dalla nave Diciotii nei porti italiani durante l’estate del 2018. Il 1º novembre 2018 la Procura chiese l’archiviazione del caso ma il 24 gennaio 2019 il Tribunale dei Ministri respinse la richiesta di archiviazione e chiese al Senato della Repubblica l’autorizzazione a procedere contro Salvini).

Dopo avere spacconeggiato contro i magistrati – consigliato dall’avvocato nonché Ministra Giulia Buongiorno – in una lettera al Corriere della Sera del 29 gennaio 2019 Salvini dichiarò di aver agito negli interessi del Paese e chiese al Senato di negare l’autorizzazione a procedere. I Cinquestelle eseguirono e il 20 marzo 2019 il Senato negò l’autorizzazione a procedere.

Leggi ad personam e fughe dal processo. Ecco, questo è il concetto della Legalità che ha il Ministro dell’Interno oggi Crociato contro i Disgraziati!

La Bella diventa la Giovanna d’Arco del Mare…

Lei, intanto, è sola contro una UE sempre più specchio del Nulla politico, è sola contro le Istituzioni europee, è sola contro la disumanità che pare si stia impossessando delle anime dei governanti. In Italia come nel Mondo intero.

Non c’è dubbio, merita tutta la solidarietà la comandante della Sea Watch 3, Carola Rackete, la giovane donna che in nome dei valori umani sta sfidando Salvini, il rozzo e gretto Capo religioso leghista nonché bulimico collezionista di ruoli istituzionali che di volta in volta si attribuisce a seconda delle circostanze.

Una gran bella persona, Carola Rackete, il cui breve passato professionale e il cui percorso di studi (tre lauree) la dicono lunga sulla purezza dell’impegno sociale all’insegna della solidarietà e della difesa dell’Ambiente. Una gran bella persona che sceglie col cuore e non secondo le regole, disobbedisce e crea scandalo presso le persone grette e non dotate di empatia verso il prossimo. Si sostituisce alla finora timida e balbettante Opposizione di Sinistra, Carola. E la costringe ad accodarsi alla sua coraggiosa iniziativa.

Una gran bella persona al cui cospetto il Rozzo Capo del Carroccio appare poca cosa e Premier e Vicepremier Cinquestelle appaiono gnomi privati dell’uso della parola.

Carola Rackete è la Giovanna d’Arco del mare! E mette a nudo la contraddizione secondo la quale non tutto ciò che è legale è eticamente accettabile. La Legalità eticamente accettabile dipende infatti dall’onestà intellettuale del Legislatore. A tal proposito giova ricordare che tra le schifezze di cui si è macchiato negli ultimi 25 anni, il Parlamento italiano a trazione berlusconiana, dopo avere approvato numerose leggi ad personam che mutarono il profilo “legale” del Paese, avallò anche il teorema “Ruby nipote di Mubarak”. E Salvini al tempo era in Parlamento!

Detto ciò, è una vergogna mondiale, la vicenda Sea Watch. Una vicenda di fronte alla quale neanche il Vaticano e Papa Francesco hanno fatto sentire con forza la propria voce.

Intanto, ecco il terzo sbarco a rate…

All’alba di oggi, intanto, dalla nave Ong sono sbarcati altri due naufraghi perché bisognosi di cure. Un altro sbarco a rate dopo il primo di nove e il secondo di due persone. A bordo a questo punto restano in 40. Toccheranno terra quando le già precarie rispettive condizioni fisiche si aggraveranno. Il tutto mentre dai barchini in arrivo nel porto di Lampedusa i migranti fanno marameo al Ministro dell’Interno. Flashes di ordinari paradossi dalle sfumature kafkiane.

Se l’Italia Gialloverde è un Paese civile, fate voi…

28/06/2019  h.08.00