Seggi e poltrone, il vero nodo della trattativa Fassino – Pisapia

Seggi e poltrone, il vero nodo della trattativa Fassino – Pisapia

24 Novembre 2017 0 Di Marino Marquardt

Non divergenze ideologiche o politiche ma una prosaica questione di seggi blocca le trattative Fassino . Pisapia: i seggi sicuri per la minoranza.

Seggi e poltrone: il vero nodo della trattativa Fassino – Pisapia

Al di là delle differenti visioni sul quadro delle alleanze, al di là delle divergenze sulle priorità programmatiche e politiche, al di là di una problematica questione antropologica col Segretario del Partito Democristiano e al di là dei nobili ideali, c’è una prosaica questione di bottega a trattenere Giuliano Pisapia dal concedersi all’abbraccio con l’ex Capo Scout. La questione riguarda il numero di Seggi che Matteo Renzi intende portare in dote per il matrimonio con l’ex sindaco di Milano.

Seggi che dovrebbero assicurare poltrone a Pisapia e ai suoi compagni ex rifondaroli, all’insolito alleato Bruno Tabacci e al suo ridotto seguito di peones mangia-poltrone.

Le candidature, dunque. E’ questo il vero nodo su cui la trattativa di Campo Progressista (zero virgola e qualche decimale secondo i sondaggisti) è rimasta in sospeso con l’elemosiniere renziano Piero Fassino.

Ben consapevoli che il raggiungimento della soglia del 3 per cento non è alla sua portata, la pattuglia di Pisapia vuole un pacchetto di Seggi sicuri nelle liste del Pd. C’è chi racconta che ne abbiano chiesti addirittura una ventina (quelli necessari a fare un gruppo parlamentare autonomo).

Una condizione difficilmente accoglibile dal Pd che già di suo prevede di prendere molti meno parlamentari della volta scorsa, quando – grazie al premio del Porcellum – con il 25 per cento si ritrovò quasi 300 deputati. Stavolta il piatto piangerà, e nessuno vuol togliersi il pane di bocca per nutrire Tabacci e compagni.

Conti della lavandaia verso i quali al momento Emma Bonino guarda con distacco. Disegnati finalmente i nuovi Collegi, i Radicali dovranno infatti dedicarsi alla raccolta di 9mila firme per ogni regione, così come prescrive il Rosatellum ai soggetti politici non presenti in Parlamento. Impresa improba considerando anche i tempi e la stagione delle Festività natalizie.

Nessun problema invece per la Sinistra che riceverà il battesimo il prossimo 3 dicembre. I conti Pierluigi Bersani & C. se li son fatti bene. Non a caso hanno salutato Fassino con uno sberleffo…