Senza più limiti e senza più freni Salvini scalza Di Maio e parla da Ministro del Lavoro. E ora punta su Tria

Senza più limiti e senza più freni Salvini scalza Di Maio e parla da Ministro del Lavoro. E ora punta su Tria

23 Giugno 2019 0 Di Marino Marquardt

Ora vuol fare anche il Ministro del Lavoro. E’ senza più limiti e freni, il truce Capo del Carroccio, Vicepremier, Ministro dell’Interno, nonché Capo religioso leghista che alla pagana ampolla del dio Po ha preferito l’armamentario Cristiano fatto di Croci, di Rosari e di Vangeli.

Il Leghista convoca i sindacati in barba al bon ton istituzionale

Dopo la manifestazione unitaria in Calabria dei sindacati, Matteo Salvini ha infatti annunciato che convocherà al Viminale Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, rispettivamente leader di Cgil, Cisl e Uil. Uno schiaffo senza se e senza ma al Capo Cinquestelle.

Una invasione di campo bella e buona il tutto mentre il Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, non batte ciglio. E col sorriso ormai stereotipato prende, incarta e porta a casa l’ennesima scortesia.

Accade quando la confusione e la mescolanza di ruoli tra leadership politica e responsabilità ministeriali genera mostri in materia di correttezza istituzionale e umana.

Ma non è tutto, il Divoratore di panini e di ruoli altrui ora vuole un’altra parte in commedia e aspira a fare anche il Ministro dell’Economia.

Vuole anticipare la Manovra di Bilancio sotto il solleone e aspira a trattare il Ministro Giovanni Tria da ragazzo di  bottega! Arturo Brachetti insomma si rassegni: Lui non è nessuno al cospetto del Multifunzioni leghista!

Il Ministro dell’Interno tra voglia di elezioni anticipate e timori di agguati dovuti all’istinto di sopravvivenza di molti parlamentari

Scene da nervi scoperti da parte di chi ha voglia di urne. Mostra di aver fretta il Leader della Lega, vuole accelerare i tempi della crisi perché sa che oltre il 21 luglio (ultimo giorno utile per lo scioglimento delle Camere finalizzato al voto settembrino) vi è un altro giorno che potrebbe far naufragare i suoi piani e regalare lunga vita alla Legislatura. Questo giorno cadrà nella prima settimana di agosto, alla vigilia delle corse al mare e agli ombrelloni. Sarà il giorno in cui la Camera approverà  definitivamente il taglio dei Parlamentari, 230 poltrone in meno a Montecitorio e 115 in meno a Palazzo Madama.

Un adempimento – il voto sulla riduzione del numero di deputati e senatori – che mal si concilia con la voglia salviniana di elezioni anticipate.

Da quel giorno – sono infatti in tanti a scommettere – ci sarà la certezza che la Legislatura durerà fino al termine. E all’ombra dei Palazzi si fa notare che se per ipotesi Salvini immaginasse di rompere con il M5s dopo il taglio dei parlamentari, allora sì che – come sostiene Giancarlo Giorgetti – si formerebbero altre maggioranze.

E già perché – visti i tagli delle poltrone e visti gli inquietanti chiari di luna che si riflettono dalle parti del M5s, del Pd e di Forza Italia – per molti Scaldapoltrone l’offrire il proprio contributo alla vita della Legislatura sarebbe una questione di sopravvivenza. E l’istinto di conservazione andrebbe ben oltre gli imperativi categorici delle rispettive Parte politiche.

Detto ciò, una grande vendemmiata di Responsabili sarebbe più che scontata tra parlamentari per caso, tra baciati dalla Fortuna e tra miracolati dai clic. La stagione oltretutto sarebbe quella giusta…

23/06/2019   h.08.00