Serie A, 23 Giornata: Milano è nerazzurra; Juve terza

Serie A, 23 Giornata: Milano è nerazzurra; Juve terza

23 Febbraio 2021 0 Di Fabio Carolla

Serie A, Milano è nerazzurra: Inter prima in classifica. La Juventus vince ed è terza. Si ferma la Roma a Benevento. Perde ancora il Napoli.

Castrovilli show a Firenze! Esonerato Di Francesco

La 23 Giornata di Serie A si apre allo Stadio Artemio Franchi di Firenze, dove la Fiorentina affronta la sorpresa Spezia.

Nonostante la sconfitta della scorsa giornata, mister Prandelli decide di confermare la coppia d’attacco Vlahovic-Kouamé: in panchina invece Castrovilli, deludente nella gara di Genova.

Lo Spezia, invece, arriva alla partita carico della vittoria per 2-0 contro la ex-capolista Milan dell’ultima giornata. Due morali diversi e due forme opposte, con la classifica che parla chiaro: Spezia e Fiorentina soffrono lo spettro della retrocessione.

A partita iniziata, i ragazzi di mister Italiano si portano in avanti con timidi tentativi. Più feroci invece gli attacchi dei Viola, capaci di impensierire maggiormente Provedel.

La gara, però, si sblocca soltanto al secondo tempo. Al 46esimo entra Castrovilli ed inizia il suo show personale. In campo è scatenato ed ha bisogno di solo 2 minuti per fornire il pallone giusto all’attaccante Vlahovic, chiamato ad appoggiare delicatamente il pallone a porta vuota.

Dopo l’assist propiziato, il talento viola non si accontenta. Al 64esimo il suo ottimo inserimento in area di rigore è ripagato: il rimpallo della difesa spezzina lo trova pronto a schiacciare violentemente il pallone, che si insacca alle spalle di Provedel.

Sul terzo gol, è ancora protagonista Castrovilli: combatte sul pasticcio della difesa spezzina e trova lo scatto di Vlahovic, libero davanti al portiere. Il serbo non è goloso ed assiste il compagno Eysseric, anche lui subentrato ed ottimamente propositivo nel corso della gara.

Con il risultato finale di 3-0Prandelli vince così la partita grazie alle giuste intuizioni dei suoi cambi. Italiano, invece, si ferma e viene scavalcato: nulla di troppo preoccupante, però, visto che la zona retrocessione è ancora lontana 3 lunghezze.

Due gli anticipi di scena il venerdì di questa 23 Giornata di Serie A. Dopo la scoppiettante sfida di Firenze, un Cagliari fortemente in crisi ospita il Torino, impegnato a riprendere una stagione finora ben al di sotto delle aspettative.

Se da un lato Di Francesco è in pericolo esonero, dall’altro Nicola – subentrato all’esonerato Giampaolo – è forte degli ultimi risultati positivi: tuttavia, l’ex-Crotone può stare tutt’altro che tranquillo, considerando la situazione in classifica.

Inoltre, i risultati positivi di Nicola sono certamente visibili in pareggi importantissimi – vedere il 3-3 contro l’Atalanta, ad esempio – ma mancano ancora i tre punti: sarà questa la giornata giusta?

La gara parte bene, ma non per il Toro. Ad attaccare sono sopratutto sardi, che però non riescono a spaventare a dovere il portiere Sirigu: prima Joao Pedro manca l’affondo sul secondo palo, poi Simeone spreca un ottimo contropiede, scaraventando il pallone ben oltre la traversa.

Nei minuti successivi, si riaffaccia in avanti il Toro: dopo il tentativo di Zaza – spentosi in rimessa laterale – ci prova Ansaldi a pescare Belotti con un cross in area. Cragno respinge e allontana in calcio d’angolo la minaccia offensiva.

Proprio sugli sviluppi del calcio d’angolo, il Torino trova la vittoria: Bremer stacca più in alto di tutti ed indirizza il pallone a fil di palo con un preciso colpo di testa.

Negli ultimi istanti di gara a nulla servono i miracolosi interventi del portiere Cragno, mostratosi uno dei migliori nel suo ruolo in questo campionato di Serie A.

Il risultato finale di 1-0 per i piemontesi è una condanna per Di Francesco: l’allenatore viene esonerato al termine della gara e verrà sostituito da Semplici. Cambiato anche il direttore sportivo del Cagliari: al suo posto arriverà il ds Capozucca, con l’ex ds Carta che si occuperà ora del coordinamento tra area tecnica e club.

Serie A: vince la Lazio, pari nel derby d’Emilia

Il sabato della 23 Giornata di Serie A si apre allo Stadio Olimpico di Roma, dove l’aquila della Lazio affronta la blucerchiata Sampdoria.

La Lazio ha fretta di chiudere la partita vincendo, per lasciarsi alle spalle la brutta prestazione di Milano e poter pensare con serenità al big match di Champions League di martedì, contro i tedeschi del Bayern Monaco.

L’importante, per i ragazzi di Inzaghi, è di non pensare troppo al futuro, rimanendo concentrati su una partita tutt’altro che scontata, contro un’ottima Sampdoria. Dall’altro lato, i blucerchiati stanno vivendo una stagione al di sopra delle aspettative, sulla falsa riga dei grandi successi del passato.

L’approccio alla gara è perfetto per i laziali. Il risultato finale, seppur corto, non è mai in discussione. Al 24esimo, è ancora Milinkovic-Savic a trovare Luis Alberto in area di rigore: lo spagnolo sposta il pallone sul destro e calcia a giro verso l’angolo destro della porta coperta da Audero.

Il compito poi per Immobile e compagni è quello – semplice – di gestire il risultato, senza andare in difficoltà. La Sampdoria subisce il gioco della Lazio e si mostra pericolosa solo in un’occasione, quando Augello salta secco Marusic e crossa in mezzo: Quagliarella, bravo ad anticipare la difesa della Lazio, non riesce però ad indirizzare il pallone in porta.

In più occasioni i biancocelesti rischiano di raddoppiare anche il vantaggio. Clamoroso è l’errore del subentrato Muriqi che davanti la porta svirgola l’appoggio, allontanando il pallone altrimenti destinato in rete.

L’1-0 finale non è stretto a nessuno. È un ottimo punto di partenza per Inzaghi per pensare alla gara di martedì con la mentalità giusta, con la speranza di imporre la propria potenza di fuoco offensiva sulla difesa tedesca.

Nel pomeriggio di sabato va in scena probabilmente una delle gare più avvincenti di questa giornata di Serie A. Si affrontano Genoa ed Hellas Verona, due squadre in ottima forma nell’ultimo periodo.

La partita è un continuo ribaltamento di fronte, come un incontro di ping-pong. Azioni da una parte e dall’altra, tanta lotta a centrocampo ed ottimi interventi da parte dei rispettivi portieri.

A trovare il primo gol sono i veneti del Verona, relativamente presto. Al 17esimo minuto di gara, Barak corre sulla fascia destra ed ha il guizzo giusto per trovare Ilic in mezzo all’area di rigore che ha il solo compito di appoggiarla di sinistro. Il portiere Perin non può nulla, ma la difesa genoana non è esente da colpe. La marcatura su Ilic è praticamente inesistente e Barak è invece liberissimo di fare ciò che vuole sulla trequarti rossoblu.

Nei minuti successivi c’è anche l’occasione di Lasagna da sottolineare: l’attaccante ex-Udinese è bravo a fare a sportellate per conquistare il pallone, ma poi spreca straordinariamente il tu-per-tu contro il portiere Perin, gettando la palla fuori.

Al 48esimo si concretizza il primo – meritato – pareggio ligureShomurodov approfitta dell’errore del subentrato difensore veneto Cetin e – al contrario di Lasagna – non sbaglia davanti al portiere.

Sul secondo gol del Verona, gran parte delle colpe è del portiere Perin, fino a quel momento impeccabile. Sul cross di Cetin, sbaglia ad uscire, regalando il pallone a Faraoni: da lì, l’esterno non può sbagliare, scaraventando il pallone sotto la traversa.

Il definitivo pareggio genoano è agguantato in extremis, grazie ad una prodezza di Badelj. Al 90+4esimo, il centrocampista si fa trovare pronto al limite dell’area sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Il tiro di controbalzo è potentissimo e spacca le mani di Silvestri, ostacolato nella visione dalla folla in area.

Juric si dispera, Ballardini si contiene e non accenna ad un’esultanza, forse preoccupato per la prestazione dei suoi. Il risultato però sorride al Genoa: il 2-2 finale contro l’Hellas Verona era impensabile fino a due mesi fa.

Il pareggio di Genova non è l’unico pari del sabato di Serie A. È 1-1 finale anche tra Sassuolo e Bologna nel derby d’Emilia.

Il gol del Bologna è una sciocchezza della difesa neroverde. Come molti allenatori negli ultimi tempi, anche De Zerbi si intestardisce sulla costruzione dal basso, con i suoi dovuti rischi.

Barrow li conosce bene questi rischi e ne approfitta, marcando alto sul regista difensivo del Sassuolo: il pallone ripreso è poi servito facilmente a Soriano che ha l’altrettanto facile compito di spingerla in porta.

Dall’altro lato, anche i bolognesi soffrono la partita per una sciocchezza difensiva. Sul controllo di Muldur, interviene irregolarmente il giovane difensore scozzese Hickey. L’arbitro ha bisogno di tempo per decidere, ma alla fine sceglie: è cartellino rosso e Bologna in 10 dal primo tempo!

Il Bologna soffre lo svantaggio numerico ed è più volte salvato dal proprio portiere che, però, al 52esimo non può nulla. Il tiro di Djuricic è bloccato dalla difesa rossoblu ed il pallone rimane in area di rigore, dove si avventa Caputo e potentissimo spedisce la palla in rete.

L’1-1 è meritato e rende giustizia ad entrambe le squadre, dando la possibilità di respirare al Bologna. Un po’ meno contento De Zerbi, che vede la zona Europa allontanarsi sempre di più. Tante le squadre di Serie A a contendersi un posto nell’Europa che conta.

Milano è nerazzurra! Si ferma la Roma

Quattro le partite della domenica nella 23 Giornata di Serie A. Ad aprire la giornata ci pensa l’antipasto Parma-Udinese: da un lato il Parma, con 4 sconfitte nelle ultime 4 partite, dall’altro l’Udinese con due vittorie nelle ultime 3 partite.

La carta favorirebbe i friulani, visti i diversi periodi di forma. Tuttavia, il campo offre una diversa interpretazione.

Il Parma parte benissimo ed al terzo minuto trova subito la rete con il ritorno al gol di Cornelius: sul cross di Pezzella, il gigante danese sovrasta Bonifazi e schiaccia il pallone in rete, sorprendendo anche Musso.

Continuano ad attaccare i crociati che sfiorano il raddoppio sul colpo di testa ancora di Cornelius: questa volta Musso è abile a sventare il pericolo, deviando la palla in calcio d’angolo.

Tuttavia, il raddoppio arriva quando Becao atterra in area di rigore Mihaila. Per l’arbitro non ci sono dubbi: è calcio di rigore! Sul dischetto, il solito Kucka è infallibile e regala ai gialloblu il 2-0. I ragazzi di D’Aversa si ritirano negli spogliatoi forti del doppio vantaggio.

Nel secondo tempo, l’Udinese cambia completamente il passo e rimonta – a sorpresa, considerando l’opaca prestazione del primo tempo. Prima ci pensa Okaka ad incornare il pallone di testa, sull’ottimo cross del sempreverde De Paul; poi, ad andare di testa è Nuytinck sugli sviluppi di un calcio piazzato calciato da Ouwejan.

Il 2-2 finale è una beffa per i ragazzi di D’Aversa, ma risulta essere un ottimo antipasto per i tifosi di Serie A che si preparano al super incontro del Derby della Madonnina.

Alle 15:00 va in scena la super sfida della 23 Giornata di Serie A: il Milan, secondo in classifica, vuole recuperare punti sui cugini dell’Inter, che invece cercano di accumulare un buon vantaggio per lo scudetto.

I presupposti del match – una sfida interessante, con tante “sfide nella sfida” – sono rispettati: lo è un po’ meno, invece, l’equilibrio. Se in Europa League, il Milan aveva dato l’impressione di stare già con la testa al derby, nel derby il Milan dà l’impressione di stare ancora con la testa a Belgrado.

Ci vogliono 5 minuti alla Lu-La per recare danno alle retrovie rossonere. Sullo scatto di Lukaku, prima si propone Lautaro, ma blocca tutto Kjaer; poi è lo stesso Lukaku a recuperare il pallone e riproporre un cross preciso sulla testa di Lautaro, bravo a spiazzare Donnarumma.

Nel secondo tempo si mostra in avanti il Milan, ma ci vuole un super Handanovic per dire di no ad Ibrahimovic e compagni: in tre occasioni, ravvicinate, si supera il portiere interista sventando le pericolose minacce dei diavoli.

Nel miglior momento del Milan, però, è brava l’Inter a reagire, demoralizzando completamente i rossoneri.

Gli effetti della cura Conte si notano sull’azione del secondo gol, costruita tutta dal basso: a partecipare alla rete sono ben 9 giocatori. A concludere è sempre il solito Lautaro, questa volta assistito dal passaggio in area di Perisic: da rivedere il posizionamento di Calabria, inefficace.

Alla festa vuole partecipare anche Lukaku, realizzando il definitivo 3-0 nerazzurro. Il gigante belga fa tutto da solo, prendendo palla a centrocampo e portandola fino alla trequarti, dove rilascia il sinistro che sorprende Donnarumma.

L’Inter non solo vince, ma domina il derby. L’unico nemico da battere adesso è la discontinuità, per cui però i ragazzi di Conte sono avvantaggiati data l’assenza di impegni di lusso – quali Champions League, Europa League e Coppa Italia.

Pioli invece si rammarica e pensa al futuro: continuare a guardare in alto per provare la rimonta oppure meglio controllarsi le spalle?

Bergamo, nel quarto incontro stagionale fra Atalanta e Napoli, ha ancora la meglio l’Atalanta. Dopo la sconfitta in Spagna contro il Granada, i partenopei perdono ancora: il periodo no sembra non aver fine.

La gara è accesa sin da subito con il rosso all’allenatore Gasperini, in protesta con il direttore Di Bello per un rigore – “grande quanto una casa” urla l’allenatore della Dea – non concesso. Poi si affaccia il Napoli che prova un colpo di testa con Osimhen, ma è bravo il portiere a toccare sopra la traversa.

Dopo aver resistito nel primo tempo sul risultato di 0-0, i problemi per la compagine campana arrivano nel secondo tempo: al 52esimo l’ex Zapata colpisce di testa sul preciso cross di Muriel.

Il Napoli raccoglie le forze e reagisce subito al gol subito. Al 58esimoPolitano trova Zielinski in area di rigore: il polacco colpisce al volo senza lasciare scampo a Gollini.

Tuttavia, il gol partenopeo è solo una scintilla di una prestazione che fatica a prendere fuoco. In 7 minuti (64esimo e 71esimo) l’Atalanta ritrova e raddoppia il vantaggio, prima con Gosens assistito da Zapata e poi con Muriel. Particolarmente bello il gol del colombiano: prima sposta la palla sul sinistro con un gioco di gambe, poi lascia partire potente il tiro che si insacca sotto al set. Nulla da fare per Meret.

Il Napoli continua a crederci, sopratutto grazie all’autogol di Gosens al 75esimo minuto: ancora una volta a propiziare la “rete” è un tocco sotto di Politano, intento a cercare Osimhen in questa occasione.

Tuttavia, è solo questione di tempo prima che l’Atalanta ritrovi il doppio vantaggio: al 79esimo è Romero a colpire di testa a rete su una palla che viaggia indisturbata nell’area di rigore azzurra.

La sconfitta 4-2 è sonora, tanto da convincere il presidente De Laurentiis ad indire un silenzio stampa. Ora, i tifosi son alla ricerca di una testa da dichiarare colpevole: tra tutte spunta favorita quella dell’allenatore Gattuso.

Alle 20:45 c’è spazio anche per il “derby giallorosso” fra Roma Benevento, in scena allo Stadio Ciro Vigorito di Benevento.

La Roma, forte del 2-0 di giovedì in Europa League, affronta il Benevento, reduce dai pareggi contro SampdoriaBologna.

I romani già assaporano il punti recuperati sulla seconda in classifica Milan, sconfitta nel pomeriggio nel derby. Tuttavia, l’avversario difronte è tutt’altro che da sottovalutare: il Benevento è ostico ed ha infastidito tutte le squadre sinora affrontate, rubando un pareggio contro JuventusLazio.

L’approccio degli uomini di Fonseca è quello sbagliato. La Roma ha l’impressione di poter vincere la partita in qualsiasi momento, senza avere la necessità di spingere sull’acceleratore.

La lupa arriva più volte dai 30 metri, ma l’assenza di giocate individuali non li permette di spingere: sbattono contro il muro dell’altra giallorossa, impeccabile nella fase difensiva.

L’espulsione, nel secondo tempo, del pilastro della difesa beneventana Glik è l’emblema della prestazione della Roma: nonostante il vantaggio numerico, la Roma non riesce ad andare oltre la trequarti.

Non demerito romano, ma tanta bravura campana. Il Benevento fa la partita che deve fare, salvando il risultato, portando a casa il punto e rischiando anche di vincerla in più occasioni.

L’espulsione non aiuta, a detta di Inzaghi, anche lui poi allontanato al termine della gara. “L’impressione –  sostiene il tecnico – era quella di poterla vincere con i cambi, ma l’espulsione ha stravolto i miei piani.” Questo è l’approccio giusto per la Serie A, anche per una neopromossa.

Sempre Ronaldo, doppietta e Juve terza!

L’ultima gara della 23 giornata di Serie A va in scena il lunedì sera. Ad affrontare la Juventus è il Crotone, all’Allianz Stadium di Torino.

La partita, sulla carta e sul campo, produce lo stesso risultato: vittoria schiacciante dei bianconeri, con il risultato finale di 3-0.

A portare a casa i tre punti ci pensa il solito Cristiano Ronaldo, autore di una doppietta, e McKennie, il giovane talento americano della Juventus.

La Vecchia Signora si scrolla di dosso il peso della sconfitta in Champions League e scaccia via i brutti pensieri.

Adesso Pirlo guarda ai prossimi ravvicinati impegni di campionato, in attesa di giocarsi il tutto-per-tutto contro i portoghesi del Porto.

I Pitagorici del Crotone, invece, rimangono ultimi nella classifica di Serie A a 12 punti, 8 punti dalla salvezza. La strada dei calabresi è tutta in salita, ma la sfida di Torino era di gran lunga al di fuori della loro portata.

Agli Squali non resta che concentrarsi sulla prossima partita, quando affronteranno l’abbordabilissimo – ed in crisi – Cagliari: riusciranno a strappare 3 punti?