Si squaglia la maschera di Gentiloni, e cadono brandelli di affidabilità

Si squaglia la maschera di Gentiloni, e cadono brandelli di affidabilità

06 Novembre 2017 0 Di Marino Marquardt

Si sta squagliando la maschera del mite politico Gentiloni e viene fuori il vero democristiano di lungo corso.

Si squaglia la maschera di Gentiloni e cadono brandelli di affidabilità

La maschera del mite, misurato e silenzioso politico Paolo Gentiloni si sta squagliando al  pari di quelle che secondo consumato copione indossano solitamente certi protagonisti di film horror.

La maschera si sta deteriorando, si sta squagliando, sta cadendo a pezzi lasciando colare brandelli di affidabilità…

La maschera si sta dissolvendo e sta venendo fuori il vero volto di Paolo Gentiloni, quello deteriore del democristiano di lungo corso abile nel maneggiare vaselina per le altrui schiene.

Recentemente l’ormai crepuscolare premier ha ucciso De Coubertin, il Demiurgo delle Olimpiadi moderne.

Gentiloni lo ha ucciso rinnegandone il nobile principio sportivo ed elevando il “vincere” a categoria dello spirito politico tralasciando nel contempo di esaltarne la funzione come condizione indispensabile per servire nel migliore dei modi il Paese dal proprio punto di vista.

E’ un Gentiloni buio, grigio, piccolo quello che si è lasciato andare in queste affermazioni da un palco amico.

“Nel Pantheon del Pd non c’è De Coubertin!”, ha affermato il sempre più grigio e rimpicciolito premier.

Non ci sono neanche Aldo Moro, Enrico Berlinguer e Sandro Pertini aggiunge il sottoscritto…

Sempre più piccolo, sempre più soldatino. In poco più di un mese il Giovanotto di Rignano gli ha distrutto l’immagine di premier autonomo ed affidabile che si stava democristianamente costruendo.

E ora il Conte datosi alla politica appare nella dimensione reale, da personaggio di museo delle cere.

Dall’orrorifico “Non aprite quella porta” all’inquietante “Non aprite quel Palazzo (Chigi).

Attenzione, il “Mostro” è sempre in agguato anche se veste i panni della mitezza!