Sicurezza: tutelare le forze dell’ordine. Gratteri: “Paghiamogli l’avvocato”

Sicurezza: tutelare le forze dell’ordine. Gratteri: “Paghiamogli l’avvocato”

07 Febbraio 2026 Off Di Redazione In24

Per Giorgia Meloni, il decreto sicurezza approvato dal governo, non sono misure spot, “è  un impianto per difendere i cittadini e mettere le Forze dell’ordine nelle condizioni di lavorare meglio e con maggiori tutele”.

La politica è divisa, con la sinistra che vede nel provvedimento un attacco alla libertà di manifestare, e chiede di aumentare gli organici di carabinieri, polizia, guardia di finanza. Preparare anche  piani più mirati nelle città. Commenti  arrivano anche dalle associazioni e dalla magistratura soprattutto per le tutele che vengono stabilite a favore delle forze di polizia.

Tra i commenti c’è quella del Procuratore Capo di Napoli Nicola Gratteri​. Uno che la criminalità la combatte ogni giorno, già impegnato nella battaglia per il No al referendum sulla giustizia. È un contributo al dibattito di un esponente che non usa giri di parole per esprimere le sue ragioni.

La proposta di Gratteri

“Con il decreto sulla sicurezza – dice Gratteri- non vorrei che passasse il messaggio che noi vogliamo tutelare una specifica categoria rispetto a un’altra. Che vogliamo allontanare le Forze dell’ordine dalla gente​. Abbiamo sempre ribadito che la Polizia di Stato lavora per la gente e deve essere amica di essa. Ora, la cosa più utile da fare per una riforma dello scudo penale è quello della spesa legale”.

Gratteri, ospite della trasmissione “The Mask” sull’ emittente CRC, interviene sui principali temi sulla giustizia e sull’ordine pubblico.Sulla protezione legale dei poliziotti, il magistrato capovolge il ragionamento del governo. “Lo Stato deve anticipare parte delle spese per un avvocato al personale delle Forze dell’ordine. Un giovane poliziotto per strada guadagna circa 1.400 euro al mese, con questi soldi non è in grado di costruirsi una famiglia, né tanto meno di vivere in una città come Milano e Torino “. Cosa propone, allora ?   “Mettere da parte 5 mila euro – risponde  il Procuratore –  per pagare un avvocato diventa impossibile. Dobbiamo stare attenti a fare delle distinzioni sul piano della procedura penale. A quel punto la gente vede i poliziotti e gli operatori di giustizia come gente protetta “. Come se non bastassero i pregiudizi sulla giustizia e la ricerca della verità. L’osservazione si concentra sulla disparità di trattamento davanti al giudice, sin dall’origine. Il rischio di avere cittadini, per cosi dire, normali, e cittadini in divisa. Se l’obiettivo è di proteggere le forze dell’ordine durante il servizio, i recenti fatti d cronaca non possono essere all’origine di un provvedimento che suscita tanta preoccupazione.

Fermare la violenza

L’ordine pubblico e la sicurezza sono una priorità e l’intervento del governo vuole mettere al riparo i militari da aggressioni e violenze in tutti i contesti. Ma…“Consideriamo il caso che in un conflitto a fuoco – è l’opinione di  Gratteri-  non iscriviamo nel registro degli indagati un poliziotto, che poi viene sentito come testimone e racconta tutto e anche cose che lo danneggiano. Se, invece, lo iscriviamo nel registro degli indagati può avere la possibilità di aspettare il risultato della consulenza tecnica e della perizia dettata dal giudice. “Paradossalmente- conclude Gratteri- può essere un danno far partire un poliziotto o un finanziere come testimone da ascoltare per poi inserirlo tra gli indagati, per questo dico non lavoriamo con la pancia, ma ragioniamo su quello che facciamo”.

Il Procuratore di Napoli ha lanciato la sua proposta da una Tv e di solito non arretra. Ma il governo ha già deciso cosa ritiene più giusto.

Banner Istituzionale Italpress 666x82