Contenuto Pubblicitario
Marco Zullo - Rubrica Marco di Fabbrica
Contenuto Pubblicitario
Social media vietati a minori. Si, dice l’Unicef, ma non basta

Social media vietati a minori. Si, dice l’Unicef, ma non basta

26 Dicembre 2025 Off di MiriamPaola Agili

In diversi Paesi è scattato o sta per scattare il divieto per i bambini di usare i social media. Le polemiche e i pareri favorevoli o contrari non si contano, ma secondo l’Unicef queste restrizioni non bastano. I bambini nel mondo online sono vittime di bullismo, sfruttamento ed esposizione a contenuti dannosi. E questi effetti online hanno un grande impatto negativo sulla loro salute mentale e sul loro benessere. “Lo status quo sta fallendo nei confronti dei bambini e sta mettendo a dura prova le famiglie ” scrive l’organizzazione dell’Onu per l’infanzia.

Contenuto Pubblicitario
Marco Zullo - Rubrica Marco di Fabbrica

Minori da proteggere

I dubbi per queste restrizioni è che potrebbero persino ritorcersi contro. I social media, infatti, “non sono un lusso: per molti bambini, specialmente quelli isolati o emarginati, ma àncora di salvezza che fornisce accesso all’apprendimento, alla connessione, al gioco e all’espressione di sé. Inoltre, molti bambini e giovani continueranno ad accedere ai social media, sia attraverso espedienti, dispositivi condivisi o ricorrendo a piattaforme meno regolamentate, rendendo in ultima istanza più difficile proteggerli”.

Le restrizioni di età devono essere parte di un approccio più ampio che protegga i bambini dai pericoli, rispetti i loro diritti alla privacy e alla partecipazione ed eviti di spingerli verso spazi non regolamentati e meno sicuri, spiega ancora Unicef. Dietro i social ci sono investimenti milionari in tecnologie dalle capacità ultra extensive: cosa fare ? La regolamentazione nell’utilizzo dovrebbe sostituire gli investimenti ? Le leggi che introducono restrizioni di età non sono un’alternativa alle aziende, risponde l’organizzazione. I soldi investiti migliorano la progettazione delle piattaforme e la moderazione dei contenuti.

L’invito ai governi

A questo punto l’Unicef invita i Governi, le autorità di regolamentazione e le aziende a collaborare con i bambini e le famiglie per creare ambienti digitali sicuri, inclusivi e rispettosi dei diritti dei bambini. Ciò significa che “i Governi devono garantire che le leggi e i regolamenti legati all’età non sostituiscano l’obbligo delle aziende di investire nella progettazione di piattaforme più sicure e in un’efficace moderazione dei contenuti, dovrebbero incaricare le aziende di assumersi la responsabilità di identificare e affrontare in modo proattivo gli impatti negativi sui diritti dei bambini”.
Le Big Tech in sostanza devono riprogettare i prodotti e investire in piattaforme più sicure, sviluppare strumenti di verifica dell’età che rispettino i diritti ed esperienze differenziate che offrano agli utenti ambienti adeguati al loro sviluppo.
Le autorità di regolamentazione, infine, devono  “disporre di misure sistemiche per prevenire e mitigare efficacemente i danni online subiti dai bambini”. Anche i genitori e coloro che si prendono cura dei bambini “dovrebbero essere sostenuti con una migliore alfabetizzazione digitale: hanno un ruolo cruciale, ma attualmente viene chiesto loro di fare l’impossibile per proteggere i propri figli online: monitorare piattaforme che non hanno progettato, controllare algoritmi che non possono vedere e gestire decine di app 24 ore su 24”.

Contenuto Pubblicitario
Banner Istituzionale Italpress 666x82