Sondaggi, la Lega primo partito. Cinquestelle narcotizzati dall’iniziativa di Salvini

Sondaggi, la Lega primo partito. Cinquestelle narcotizzati dall’iniziativa di Salvini

19 Giugno 2018 0 Di Marino Marquardt

L’Italia peggiore – quella che erutta nequizie e scorreggia il peggio della deteriore cultura sovranista – si affida al leader della Lega nonché Ministro dell’Interno Matteo Salvini.

I sondaggi: Lega primo partito

L’Italia peggiore – quella che erutta nequizie e scorreggia il peggio della deteriore cultura sovranista – si affida dunque al leader della Lega nonché Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Lo dicono unanimemente i più recenti sondaggi: 12 punti in più nell’arco di tre mesi, un record; lasciato alle spalle l’oggi crepuscolare M5s.

Il tutto favorito anche dalla sciagurata scelta degli imbelli del Pd sempre genuflessi al vanaglorioso Giovanotto di Rignano sull’Arno. Scelta sciagurata che spinse gli Zombies del Nazareno a rompere la trattativa sul governo con i Cinquestelle. Scelta indotta da Matteo Renzi e che ancora una volta convinse disincantati  osservatori senza guinzaglio a ritenere l’ex Capo Scout la rovina non soltanto del Pd ma della politica italiana. Peggio di un virus letale…

In questo scenario si mette male per il M5s sull’orlo di una crisi di nervi. Uscito furtivamente di scena Beppe Grillo (un mistero il suo allontanamento dalla propria “Creatura”), i Pentastellati appaiono come narcotizzati dalla pressante iniziativa di Salvini, il leader leghista che dà l’impressione di essere sempre più il vero deus ex machina del Governo.

Pentastellati sull’orlo di una crisi di nervi

Di fronte agli annunci-spot, ai quotidiani video del Ministro dell’Interno i Cinquestelle appaiono impotenti, incapaci di riproporre i temi che erano divenuti bandiere delle proprie battaglie politiche.

Carenti sotto il profilo della comunicazione, il M5s è entrato in un cono d’ombra. E i silenzi o le balbettanti parole sul Reddito di cittadinanza, sull’aumento delle pensioni minime a 780 euro mensili e sugli assegni di cittadinanza ne pregiudicano le simpatie presso i cittadini.

Silenzi e balbettamenti che si registrano anche sui temi della Giustizia, del Conflitto di interesse e del Jobs act.

Viene intanto da interrogarsi sul silenzio di Silvio Berlusconi. Troppo tranquillo, troppo rilassato il Pregiudicato di Arcore. Verrebbe quasi da pensare che – grazie alla forza dei soldi – stia governando per interposta persona e interposti partiti quali Lega e Fratelli d’Italia. Il tutto sotto gli occhi dei sempre più sconcertanti Cinquestelle.

Brutta aria, insomma, dalle parti del quartier generale di Luigi Di Maio. Il Movimento rischia di sgonfiarsi se non saprà contrapporre visibilità e iniziativa politica e legislativa alla debordante azione propagandistica di Salvini. Forse non hanno ancora capito – i Cinquestelle – che il vero avversario sotto il profilo politico e culturale oggi veste i panni dell’Alleato nordista.