Capriole e piroette di Salvini. Prima si dice disponibile a rispondere in Parlamento poi ci ripensa

Capriole e piroette di Salvini. Prima si dice disponibile a rispondere in Parlamento poi ci ripensa

16 Luglio 2019 0 Di Marino Marquardt

Come dovevasi dimostrare… Avevamo scritto quanto segue nel pezzo di questa mattina “Salvini minaccia i Soci di Governo…” delle ore 07.40: “Salvini ha paura di aprire la crisi di governo. E nasconde i propri timori dietro i toni alti delle minacce. A Napoli lo definirebbero “Guappo ‘e cartone”.

Il Ministro dell’Interno in confusione. I Dem occupano la Commissione

A stretto giro la conferma. Di fronte alla durezza delle critiche, Salvini abbassa i toni e a metà mattinata – udite udite! – si dichiara perfino disponibile a rispondere alle domande che intenderanno porgli gli inquilini di Montecitorio e di Palazzo Madama. Ma secondo le regole del Question Time. “In Parlamento – dice infatti – al Question Time rispondo a tutto quello che mi chiedono”.

Ma non è tutto.

Salvini ammette anche di conoscere Gianluca Savoini da 25 anni. E assicura: “E’ persona corretta”. Giova ricordare che dell’ex Sottosegretario Armando Siri – bancarottiere indagato per corruzione, beneficiario di un mutuo senza garanzia presso una Banca di San Marino e uomo dalle amicizie pericolose – aveva detto: “E’ persona specchiata”. Indubbiamente il metro di giudizio e di valori del Capo del Carroccio fa riferimento a una scala del tutto personale.

Capriole e piroette edulcorate con la motivazione di farle nell’interesse supremo del Paese; capriole e  piroette imposte dai sempre più insistenti rumors sul Russiagate.

Così facendo – a colpi di giravolte – il Leader della Lega cerca di azzannare la paura con morsi di disperato buonsenso.

Ma dal Nazareno Graziano Delrio avverte: “Il Ministro dell’Interno non pensi di cavarsela con i due minuti del Question time”. Già, perché – come detto – Salvini vorrebbe rispondere seguendo le regole e i tempi del Question time, vale a dire con domande e con risposte telegrafiche, senza dibattito.

In serata il colpo di scena. Il Leader della Lega – chissà consigliato da Chi – ci ripensa. E fa sapere che non si presenterà a riferire in Aula.

Apriti Cielo!

Il Pd decide di sospendere l’attività alla Camera e di occupare la Commissione Affari costituzionali, impegnata nell’esame del Decreto Sicurezza bis. Guida la protesta Dem Graziano Delrio.

China il capo poi lo rialza – il Leader della Lega – nel giorno in cui Luigi Di Maio si dichiara stufo dei tentennamenti del Socio di Governo e Barbara Lezzi e Roberto Fico fanno strame del progetto sulle Autonomie. Per non dire della ormai snaturata Flat tax. Rischiano, insomma, di finire cartastraccia gli annunci leghisti.

Non c’è che dire, è una giornataccia all’ombra della statua di Alberto da Giussano. E piovono mazzate sul Leader del Carroccio!

Ore difficili dalle parti del Viminale,

Salvini si sente sotto scacco. E ha paura nonostante gli spacconeggianti toni irridenti dietro ai quali cerca di nascondere i propri tremori. Toni irridenti che si spengono per cedere il posto a quelli accomodanti quando è attaccato a muso duro.

Che il Capo leghista cominci a temere che la pacchia per Lui stia per finire?  Mah!

Cerca intanto di consolarsi – il Guardiano della Sicurezza Nazionale – sfrattando intere famiglie di deboli o predisponendo dure misure contro rom, sinti e nomadi dalle più disparate origini. Ma si guarda bene dall’ordinare operazioni a tappeto contro i noti quartieri generali di Camorra, ‘Ndrangheta e Mafia. Chissà perché…

16/07/2019   h.14.15