Spot Forze armate: tu chiamale se vuoi emozioni

Spot Forze armate: tu chiamale se vuoi emozioni

23 Ottobre 2018 0 Di Claudia Svampa

In prossimità del 4 novembre, festa dell’Unità nazionale e delle Forze Armate, il video approvato dalla Difesa, che mostra equipaggiamenti, mezzi militari, scenari e uomini per quello che sono e per quello che fanno, impatta nella censura di Palazzo Chigi. E soccombe all’ipocrisia del politicamente corretto. 

Forze Armate, tu chiamale se vuoi emozioni

Siamo ormai adusi al fatto che se mangi hamburger fighetti da Byron puoi sempre istagrammare il lato sinistro del vassoio con le patate dolci americane, e professarti vegano.

Se lasci il tuo cucciolo di weimaraner a pensione in estate, perché nella masseria ecosostenibile pugliese non sono ammessi cani, puoi sempre utilizzare l’hashtag #animalista fotografandoti in autunno col pelliccino trendy ecologico.

Se la casa che deve accogliere non é mai stata la tua casa, e ti sei rimpallato con la ex-moglie perfino i tuoi figli negli ultimi dieci anni, puoi sempre dichiararti un fan dell’ospitalità con l’immigrato formato .jpeg che saluta dalle tue pagine social.

E così, se hai a bilancio 25 miliardi di euro per la spesa militare italiana nel 2018 – con un incremento del 4% rispetto al 2017 e, ben inteso, la tendenza di crescita é ancora tutta in quota al governo Renzi con un 8,6% in più rispetto al 2015! – puoi sempre censurare un video celebrativo per il 4 novembre, giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate, coraggiosamente approvato dallo stesso ministro della Difesa Elisabetta Trenta, che finalmente mostra la verità su chi sono e cosa sono chiamati a fare gli uomini delle Forze Armate.

E puoi anche pensare di sostituirlo con un mellifluo spottino peace and love: un puzzle multiculturale di future mammine, gagliardi giovanotti, simpatici immigrati, felici disoccupati, e anche un festoso giornalaio. Che ringraziano in coro i nostri soldatini italiani.

Ma li ringraziano di che? Di portare latte e miele (rigorosamente bio) in Afghanistan? Di girare in mongolfiera non inquinante sulla Blue Line libano-israeliana? Di sgambettare sui pedalò oil-free nel Mediterraneo facendo volantinaggio, su carta riciclata, contro la tratta degli esseri umani ? Li ringraziamo per aver sorvolato in aliante arcobaleno l’Iraq, persuadendo con la forza del pensiero Daesh che violentare, decapitare, lapidare, o sgozzare i propri simili non rientra tra i valori eticamente sostenibili delle democrazie occidentali che esportiamo?

É di questa accozzaglia di menzogne e luoghi comuni che noi italiani abbiamo ancora bisogno?

Il video censurato mostrava la realtà dei fatti

Il video originale delle celebrazioni per la festa delle Forze Armate e dell’Unità nazionale – di cui quest’anno ricorre il centesimo anniversario dall’armistizio di Villa Giusti, convenzionalmente la fine della Prima guerra mondiale –  mostra semplicemente i fatti.

Chi sono e cosa fanno i soldati italiani in missione. Il quotidiano La Repubblica, ça va sans dire, lo etichetta come un video guerriero.

Il governo pentastellato ha un attacco d’orticaria nel vederlo, e Vito Crimi, sottosegretario alla Presidenza con delega all’editoria, lo censura. O cestina, che dir si voglia, con la motivazione che il cortometraggio é troppo militaresco e non veicola un’idea pacifista (sic!) delle nostre Forze Armate.

In effetti bisogna riconoscere al senatore Vito Crimi che i soldati italiani, nel video, sono vestiti proprio da soldati, creando un effetto molto, ma molto, militaresco. Non solo. Imbracciano finanche armi da guerra. Usano mezzi militari, e assistono e raccolgono feriti, quando non morti, effetto collaterale sfortunatamente realistico nel corso di azioni militari nei teatri di guerra.

Quindi, a tutti gli effetti, parrebbe da quel video che questi benedetti ragazzi, ci vadano con animo e attrezzatura ben poco pacifista in quei poveri paesi dove i locali si dilettano a costellare gli sterrati di bombe, a decimare la popolazione civile e fare cecchinaggio con i kalashnikov, quando non a rapire coppie di festose signorine Simona, e rivendercele al costo di due stagioni contrattuali di Fabio Fazio con la Rai.

E’ per questo che ci meritiamo la celebrazione del 4 novembre, con un bel video di selfie, di ciaoni, bacioni, e di in bocca al lupo ai militari italiani da parte di mamme, di nonni, di turisti, disoccupati  e immigrati. E da parte dell’edicolante romano, barbetta lunga, criniera col doppio taglio, con calendario di frate indovino a destra e le bustine degli Skifidol a sinistra. Skifidol per celebrare il 4 novembre, e le Forze Armate, giacché capire tu non puoi, tu chiamale, se vuoi, emozioni.