Squadra ‘Usa e getta’: la delusione di Rocco, i nuovi dubbi

Squadra ‘Usa e getta’: la delusione di Rocco, i nuovi dubbi

11 Novembre 2019 Off Di Redazione In24

Commisso dagli Stati Uniti fa trasparire la propria amarezza per la disfatta contro il Cagliari: nel mirino anche il ruolo di Montella.

Quasi nulla da salvare e anche Vlahovic, che segna le sue prime due reti in serie A, festeggia sottovoce considerandosi fuori posto in mezzo alla tristezza. La speranza di Montella è che il Cagliari sia un fantastico bugiardo: «Ci dirà quanto valiamo», aveva previsto alla vigilia l’allenatore viola, l’augurio dunque è che la partita sia stata una sfilza di menzogne. E invece no. La devastante prestazione della Fiorentina apre nuovi scenari sull’evoluzione del gruppo e del rapporto con l’allenatore. Così scrive La Nazione.

FRIZIONE. Perché proprio Rocco spolvera la patina di serenità globale che ha avvolto finora l’avventura viola: «Ancora una volta abbiamo fatto un primo tempo non giocando bene e la squadra non mi è piaciuta», ha dichiarato Commisso in modo trasparentemente americano. Notare l’«ancora una volta». Può essere la spia di qualcosa che non funziona a livello di fiducia, al di là delle dichiarazioni ufficiali fin qui sempre molto compatte, nei confronti dell’allenatore? Gli avverbi nella comunicazione hanno un valore e quindi ne prendiamo atto, non avendo fin qui Rocco sbagliato una mossa a livello di immagine nei rapporti con la tifoseria.

DISFATTA. C’è però l’incalzare della cronaca e il modo in cui la Fiorentina si è lasciata travolgere dal Cagliari non ha precedenti a livello di prestazione per la differenza di spinta e – diremmo se si parlasse di motori – di potenza: un quarto d’ora di sofferenza pura (nei primi 5 minuti il Cagliari ha avuto il 91,7 di possesso palla!) e poi tre reti prese in 18 minuti nel mezzo di una bufera senza ripari. Figuriamoci che il più in palla della difesa è stato Dragowski, che pure si è piegato cinque volte a raccogliere la palla in rete. Una sciagura calcistica di queste proporzioni non può essere archiviata solo ricordando l’età media della Fiorentina, che poi era la stessa di altre partite in cui le cose hanno funzionato. Entra dunque in gioco la leadership di Montella, al quale vanno per onestà riconosciuti alcuni meriti (principalmente il lancio di Castrovilli e l’intuizione del 3-5-2 dalla Juve in poi), perché i giganteschi flop possono evidenziare un malessere rimasto sottotraccia.

LEADER E NERVOSISMO. A proposito di leadership c’è stato fino a questo punto un solo, indiscusso, riconosciuto protagonista: Franck Ribery. Il nervosismo con il quale ha accettato la sostituzione contro la Lazio ha lasciato aperte molte interpretazioni, il tempo dirà quali sono state quelle giuste.

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